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VITA DA STREGA

 
Regia
 
 
 
 
 


 
Cast
 
 
 
 
 


 
Musiche
 
 
 
 
 


 
Total Score
 
 
 
 
 
3.5/ 5


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Pro


Al contrario di quanto appare, in realtà l’opera scritta da Armando Pugliese e Andrea Taddei è solo leggermente ispirata alla celebre sit-com americana degli anni Settanta.

Contro


L’opera, seppur originale nel suo insieme, risulta appesantita dai dialoghi, troppo lunghi e a volte eccessivamente banali, tanto da soffocarla.


In breve

Cosa succede ad una strega quando si innamora di un mortale? Sì, proprio il classico uomo comune, certo con un lavoro un po’ originale come quello del pubblicitario, ma pur sempre un tipo come tanti altri: un po’ arrogante, misogino quanto basta e decisamente arrivista. In genere la strega è costretta a scegliere fra l’amore […]

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Posted 20 marzo 2013 by

 
Recensione completa
 
 

Cosa succede ad una strega quando si innamora di un mortale? Sì, proprio il classico uomo comune, certo con un lavoro un po’ originale come quello del pubblicitario, ma pur sempre un tipo come tanti altri: un po’ arrogante, misogino quanto basta e decisamente arrivista. In genere la strega è costretta a scegliere fra l’amore e la sua naturale propensione per le arti oscure, pertanto riuscirà Chiara, interpretata da Bianca Guaccero, a superare gli ostacoli e le trame ordite dalla madre, Carla Cassola, per impedire l’amore fra la figlia e l’umano, Angelo, interpretato da Francesco Venditti?

Federica Di Bartolo

PRO

Al contrario di quanto appare, in realtà l’opera scritta da Armando Pugliese e Andrea Taddei è solo leggermente ispirata alla celebre sit-com americana degli anni Settanta. I personaggi sono abbastanza simili, ma sebbene il punto di partenza sia lo stesso, l’ambientazione sociale è molto diversa così come il carattere dei personaggi. Di tutto rispetto Carla Cassola, nel ruolo della strega madre, che domina la scena insieme al duo composto dagli attori Luigi Tabita e Simone Càstano, qui nei panni di una coppia di demoni che ricordano “Il gatto e la volpe” della favola di Pinocchio e ovviamente alla bravura di Alessandro Cremona, il capo di Angelo. Risate e divertimento lasciano spazio alle capacità canore di Bianca Guaccero.

CONTRO

L’opera, seppur originale nel suo insieme, risulta appesantita dai dialoghi, troppo lunghi e a volte eccessivamente banali, tanto da soffocarla. La scenografia d’altra parte eccessivamente scarna non aiuta lo spettatore a farsi trascinare nel sogno ad occhi aperti come dovrebbe fare un testo del genere. Pannelli mobili e un tavolo di ferro compongono la scena, lasciando poco spazio ai trucchi e alle magie (effetti scenici) che invece dovrebbero essere all’ordine del giorno in quest’opera, dato il tema. Solo brevi siparietti e momenti musicali permettono all’opera di vivere, ma tutto è sulle spalle di pochi attori, dato che il co-protagonista, Francesco Venditti, non sembra essere entrato nella parte e guarda il tutto con un certo distacco.

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