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TEATRO DELL’OPERA DI ROMA STAGIONE 2015/2016

 
Conf Sta Presentazione Stagione 2015-16_Eleonora Abbagnato,Carlo Fuortes,Ignazio Marino,Lidia Ravera,Alessio Vlad,Giorgio Battistelli®Opera di Roma_Yasuko Kageyama_4620
Conf Sta Presentazione Stagione 2015-16_Eleonora Abbagnato,Carlo Fuortes,Ignazio Marino,Lidia Ravera,Alessio Vlad,Giorgio Battistelli®Opera di Roma_Yasuko Kageyama_4620
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Scheda
 

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In breve

La nuova stagione 2015/2016 del teatro dell’Opera di Roma è all’insegna del multiforme e poliedrico, oscillando fra antico e contemporaneo, così attraverso regie originali e innovative, affidandosi a prestigiosi direttori d’orchestra, la tradizione si rinnova nel rispetto però del dettato musicale. Manifesto simbolo di questa visione, del rapporto con la storia musicale e della rilettura in chiave moderna è in particolare “Il barbiere di Siviglia”, che festeggia quest’anno il suo bicentenario.

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Posted 19 giugno 2015 by

 
Recensione completa
 
 

Tante le idee originali e tante le iniziative che segnano il nuovo programma del Teatro dell’Opera.

Accanto alle grandi opere della tragedia musicale lirica e del melodramma si affianca un nuovissimo cartellone di concerti teso ad avvicinare il pubblico alla musica spaziando fra autori e spartiti dall’Ottocento ad oggi. L’iniziativa “CONCERTI – SPECCHI DEL TEMPO” rappresenta una grande novità ed è costituita da una serie di nove appuntamenti sinfonici, ognuno con un programma che crea un ponte ideale affiancando un autore classico, uno del Novecento storico e uno contemporaneo. I concerti come “Specchi del tempo” vogliono mettere a fuoco la pluralità delle risposte, le sfasature e i rapporti fra le cronologie, ma soprattutto intendono restituire una varietà di esperienze nelle quali si riflette, epoca dopo epoca, quella grande avventura del pensiero chiamata musica.
Sarà anche inaugurato un “festival” di musica moderna con opere teatrali, concerti e soprattutto workshop, per soddisfare le esigente e i gusti del pubblico più giovane. “CONTEMPORANEO – FESTIVAL INTERNAZIONALE DI TEATRO MUSICALE CONTEMPORANEO”, questo il titolo originale dell’iniziativa, è in assoluto la prima rassegna italiana dedicata alla nuova produzione internazionale di teatro musicale moderno. Un osservatorio di quanto si crea e di come cambia la scena contemporanea mondiale nel mondo della musica. Gli spettacoli si svolgeranno al Teatro Costanzi, al Teatro Nazionale e in altri luoghi della città scelti sulla base di specifiche ambientazioni, tecnologie e spazialità delle opere da rappresentare. In questo universo di musica contemporanea la prima firma sarà quella del COMPOSITORE RESIDENTE, per questo ruolo è stato chiamato un nome di prestigio quale è Wolfgang Rihm. A lui il compito di scrivere composizioni per il Festival, per il Teatro dell’Opera ed essere tra i maestri della Fabbrica dell’Opera.

Ecco dunque la “scuola”: LA FABBRICA DELL’OPERA, nata con l’intento di affinare le capacità creative dei giovani, un’accademia che per la prima volta riunisce laboratori e lezioni su competenze e professionalità che vanno dalle musicali a quelle drammaturgiche, da quelle pratiche a quelle tecnologiche. I docenti saranno musicisti, registi, scenografi, costumisti, scrittori, light designers, programmatori di nuove tecnologie. Gli allievi, tutti già diplomati, costruiranno le loro opere seguendo tutti i passaggi artistici e tecnici della realizzazione. Un bagaglio culturale finale che darà la possibilità ai giovani frequentatori di pensare a un futuro di lavoro nel mondo della musica e del teatro.

Da anni il teatro cerca di avvicinare il pubblico romano al suo teatro e stavolta è stato realizzato un nuovo e originale disegno della geografia teatrale nella città chiamato: OPERA CAMION, caratterizzato da un Tir-palcoscenico che si sposterà nelle grandi piazze romane per offrire gratuitamente gli spettacoli dell’opera, un lato del camion infatti si aprirà per diventare palcoscenico. Ad inaugurare questo progetto è appunto Gioachino Rossini ( Pesano 1792 – Parigi 1868) con “Il barbiere di Siviglia”, regia di Fabio Cherstich, scenografia e video dell’allestimento sono creati dal pittore, illustratore e film maker, Gianluigi Toccafondo.
Sarà realizzato anche il progetto “Corri all’Opera”, una nuova promozione “Vietato ai maggiorenni di 26 anni”, caratterizzato da sei spettacoli della nuova stagione a cui si potrà assistere con 15 euro o fare un abbonamento per 80 euro.

Tanti i nomi delle maestranze e dei registi, caratterizzati da una grande forza innovativa e creativa, che collaboreranno al successo della nuova stagione del Teatro dell’Opera di Roma, come: Mario Martone, Emma Dante, Davide Livermore, Terry Gilliam, Damiano Michieletto, Paul Curran, Emilio Sagi, Sasha Waltz, Leo Muscato; a cui si aggiungono coreografi come Giuliano Peparini, George Balanchine, Benjamin Millepied, William Forsythe, Rudolf Nureyev, Angelin Preljocaj, Christopher Wheeldon; sul podio Stefan Soltesz, Donato Renzetti, David Coleman, Alejo Pérez, David Garforth, Roberto Abbado, Daniele Rustioni, Jader Bignamini, Riccardo Frizza, Chris Moulds, Nir Kabaretti, Jesús López-Cobos.
A gennaio sarà in scena” La Cenerentola” (a 200 anni dalla creazione “romana” che debuttò al Valle nel 1817) affidata alle idee di Emma Dante, regista capace di scendere in profondità tra i fantasmi e i dolori di un’opera. Febbraio sarà dedicato ai festeggiamenti legati al bicentenario de “Il barbiere di Siviglia” con un nuovo allestimento che avrà la direzione di Donato Renzetti e la regia di Davide Livermore, abile nel mettere in luce l’essenzialità dell’azione drammaturgica. Sarà poi la volta, dopo aver conquistato il pubblico di Londra ed Amsterdam, di “Benvenuto Cellini” di Hector Berlioz con una regia carnevalesca e visionaria firmata da Terry Gilliam (ex Monty Python) e con la direzione di Roberto Abbado (un nuovo allestimento coprodotto con l’English National Opera e De Nationale Opera di Amsterdam).
Successivamente sarà in scena il trittico di Giacomo Puccini rispettivamente Daniele Rustioni e Damiano Michieletto, due giovani che offrono letture mai banali, sempre ricche di profondità espressive. Delle capacità innovative e delle polemiche che sa suscitare Michieletto ne sono ricche le cronache ed anche questa volta la sua lettura dei tre atti pucciniani (una co-produzione internazionale) ne sarà testimonianza.
Innovazione, co-produzioni internazionali, direttori d’orchestra di grande prestigio ancora per “La traviata” di Giuseppe Verdi, che vede sul podio Jader Bignamini (applaudito all’Opera per l’Aida) e la regia di Paul Curran. A seguire la “Linda di Chamounix” di Gaetano Donizetti, direttore Riccardo Frizza e regista Emilio Sagi, poi sarà la volta di “Dido and Aeneas” di Henry Purcell di cui firma regia e coreografia uno dei talenti più interessanti dell’ultima generazione della danza mitteleuropea: Sasha Waltz, sul podio Christopher Moulds e infine “Un ballo in maschera” di Giuseppe Verdi, direttore Jesús López-Cobos, regista Leo Muscato (che ha già firmato all’Opera Rigoletto).
Anche il cartellone del balletto sarà comunque all’insegna della tradizione che si sposa con l’innovazione, grazie alla recente nomina alla direzione del Corpo di Ballo dell’dell’étoile Eleonora Abbagnato.

Il cartellone si aprirà con l’allestimento natalizio del celebre “Lo schiaccianoci”, diretto da David Coleman e creato appositamente per la compagnia romana da un coreografo innovativo, giovane e ricco di idee originali come Giuliano Peparini, che per l’occasione ritorna al mondo della danza classica dal quale è partito. La “Serata Grande Danza” poi unisce un quartetto d’eccezione, Balanchine, Millepied, Forsythe, Nureyev, e vede in scena Eleonora Abbagnato e Florian Magnenet in Closer del francese Millepied, passo a due di intensa sensualità su “Mad Rush” del compositore Philip Glass; a dirigere sarà il Maestro David Garforth, che tornerà sul podio anche con “Le parc”, su musiche di Mozart, per la coreografia di un altro grande nome della danza contemporanea: Angelin Preljocaj, ancora protagonista l’étoile Eleonora Abbagnato in uno dei titoli più riusciti del coreografo franco-albanese, perfetto equilibrio tra purezza classica e fremiti moderni. Infine il classico dei classici della danza: “Il lago dei cigni” di Čajkovskij, nella coreografia, inedita in Italia, creata da Christopher Wheeldon, considerato una delle più interessanti e innovative firme della danza internazionale. Sul podio Nir Kabaretti. La coreografia di Wheeldon è ispirata ai dipinti di Edgar Degas: l’originale versione è ambientata nelle sale ballo dell’Opéra di Parigi, combinando elementi classici con una visione ricca di fantasia.


Federica Di Bartolo

 
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