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SIGNORI…LE PATE’ DE LA MAISON

 
Regia
 
 
 
 
 


 
Cast
 
 
 
 
 


 
Musiche
 
 
 
 
 


 
Total Score
 
 
 
 
 
5/ 5


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Pro


Molto adatta ad un'atmosfera  borghese e familiare la  scenografia di Gilda Cerullo, perfetta per una mentalità del "si fa ma non si dice".

Contro


Nel primo atto , probabilmente per il mal funzionamento di un microfono, non si capivano  bene le parole delle attrici.      


In breve

Sabrina Ferilli, a 15 anni dalla sua partecipazione al successo del Rugantino, torna sul palcoscenico del Sistina di Roma con questa commedia , che dal 2014 miete successi nel tour fatto in vari teatri italiani. “Signori… le patè de la maison” è l’adattamento di Carlo Buccirosso e Sabrina Ferilli di ” Le Prenom” di Mathieu […]

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Posted 16 febbraio 2016 by

 
Recensione completa
 
 

Sabrina Ferilli, a 15 anni dalla sua partecipazione al successo del Rugantino, torna sul palcoscenico del Sistina di Roma con questa commedia , che dal 2014 miete successi nel tour fatto in vari teatri italiani. “Signori… le patè de la maison” è l’adattamento di Carlo Buccirosso e Sabrina Ferilli di ” Le Prenom” di Mathieu DeLaporte e Alessandre De La Patellière, una commedia dell’affollatissimo filone brillante francese e gli stessi autori sono stati a suo tempo i registi del film.

La Ferilli è la padrona di casa e la protagonista con Maurizio Micheli, che ha curato anche la regia dello spettacolo, di una cena in famiglia, il cui piatto principale dà il titolo alla pièce. Come invitati ci sono la cognata e il fratello, un borioso ( a detta del marito ) e un po’ sciocco, che rasenta nel secondo atto l’ottusità e che ama fare scherzi goliardici e di cattivo gusto. Altro ospite è l’amico fraterno d’infanzia della padrona di casa, dall’apparenza innocua, che sembra essere adatto a porgere il fianco all’ironia “volgarotta” del suddetto fratello pieno di sé. L’amico innocuo, dopo l’ennesimo “scherzo” verbale dell’inarrestabile fratello, rivela di essere protagonista con la “mamma”, bravissima cuoca un po’ “svampitella”  della Ferilli, di uno ”  scherzetto ” non molto gradito, ma che vendica, agli occhi del pubblico, l’egocentrismo del fratello borioso.

La commedia è stata impostata quasi al confine con la farsa ( troppo spesso bistrattata ) soprattutto nel secondo atto con l’uso di rozze gergalità da parte della Ferilli, ormai di uso corrente, chiaramente usate per suscitare ilarità.

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M.C.C.

 
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