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MAMMA KILLER

 
Regia
 
 
 
 
 


 
Cast
 
 
 
 
 


 
Musiche
 
 
 
 
 


 
Total Score
 
 
 
 
 
3.5/ 5


User Rating
6 total ratings

 

Pro


Ottimo ritmo, perfetta gestione dello spazio scenico, in una satira antiborghese feroce e capace di arrivare dritta al bersaglio.

Contro


Qualche inevitabile incertezza nella recitazione, non tale da compromettere la resa d’insieme dello spettacolo. L’essenzialità delle scenografie potrebbe non essere gradita da tutti gli spettatori.


In breve

Beverly Sutphin è una madre di famiglia apparentemente perfetta. Spigliata, irresistibile, moderna, Beverly è adorata da suo marito e dai suoi figli Misty e Chip, con cui sembra esserci un’ottima armonia familiare. Il problema è che Beverly è anche mentalmente disturbata, ed esprime tratti di personalità ossessivi. Dopo un suo diverbio con uno degli insegnanti di Chip, e dopo che quest’ultimo aveva auspicato a voce la morte dell’uomo, il professore improvvisamente investito da un pirata della strada. Quando anche l’infedele fidanzato di Misty viene trovato assassinato, i familiari di Beverly iniziano a nutrire seri dubbi sul suo conto. Mentre i cadaveri intorno alla famiglia si moltiplicano, e la natura omicida della donna diviene sempre più chiara, sia la polizia che i media iniziano ad interessarsi di lei…

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Posted 10 giugno 2016 by

 
Recensione completa
 
 

Per sole quattro serate (dal 26 al 29 maggio), a conclusione della sua stagione, il Teatro Stabile del Giallo saluta il suo pubblico con un allestimento realizzato dagli allievi della sua scuola di recitazione. Seguendo quella che è ormai una tradizione del teatro romano, Mamma Killer è l’adattamento di un’opera cinematografica: stavolta, la scelta è caduta su un cult degli anni ‘90, quel La signora ammazzatutti con cui John Waters portava avanti una feroce satira della società borghese e dei media, declinata in chiave di commedia nerissima. Una scelta di campo insolita, che stavolta al thriller classico predilige l’affresco collettivo e dai tratti caricaturali, ma non per questo meno ficcante e cinico.

Seguendo, nelle sue linee generali, l’intreccio del film di Waters, lo spettacolo narra la storia di Beverly Sutphin in modo non cronologico, alternando la storyline principale al successivo processo a carico della donna, che finirà per diventare un vero e proprio caso mediatico. È singolare (e spiazzante) la scelta di far interpretare la protagonista a sei attrici diverse, introdotte nei minuti iniziali da una danza corale, presentata in chiave di intermezzo tra una scena e l’altra. A rimarcare la natura simbolica, volutamente non realistica, dell’allestimento, cade qualsiasi tentativo di nascondere i cambi di scena: gli stessi attori spostano i pochi ma efficaci elementi scenografici (una serie di pedane di legno) a ricreare di volta in volta gli ambienti della storia.

A coadiuvare il regista Andrea Ruggieri nella direzione dello spettacolo, la storica collaboratrice del teatro romano Anna Masullo, che ha brevemente introdotto l’allestimento ai tanti spettatori intervenuti alla serata introduttiva del 26 maggio.

PRO

Nonostante sia interamente recitato da attori non professionisti, in Mamma Killer si avverte chiaramente lo sforzo (in gran parte coronato da successo) di confezionare un prodotto professionale, curato, coinvolgente. La scelta della narrazione non cronologica si rivela azzeccata, adattandosi perfettamente alle esigenze della storia e ai suoi continui cambi di ambiente. Il soggetto in sé, nel passaggio dallo schermo al palcoscenico, mantiene inalterata la sua forte carica di satira antiborghese; giovandosi inoltre di un’ottima regia d’insieme, che mantiene sempre alto il ritmo e detta ottimamente, per tutta l’ora e mezza di spettacolo, i tempi comici. Gli allievi della scuola del teatro romano, malgrado qualche inevitabile incertezza nei singoli dialoghi, mostrano già un buon affiatamento, mentre la vera forza dello spettacolo si rivela l’ottima gestione dello spazio scenico: l’assoluta essenzialità (diremmo persino povertà) degli elementi scenografici esalta l’adattabilità del palcoscenico ai diversi ambienti, riuscendo a stimolare al meglio la fantasia dello spettatore nella ricostruzione dei luoghi della storia.

CONTRO

Nella serata inaugurale dello spettacolo, tenutasi lo scorso 26 maggio, si è registrata qualche (comprensibile) incertezza nella recitazione, frutto di dinamiche singole e d’insieme ancora da perfezionare: imperfezioni, e piccoli momenti di tensione, nella performance di questo o quell’attore, comunque non tali da condizionare la resa complessiva dello spettacolo. Nell’ottica di un allestimento corale, interamente recitato da attori non professionisti, va piuttosto rimarcata ancora una volta la professionalità nella confezione, e l’impegno nel portare sul palcoscenico un prodotto curato in ogni suo dettaglio.

Si potrebbe inoltre sottolineare (ma questo non è un difetto, quanto una precisa scelta estetica) come l’essenzialità, quasi astratta, degli elementi scenografici, potrebbe non soddisfare quegli spettatori abituati ad allestimenti più sontuosi e dal taglio naturalistico.

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Marco Minniti

 
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