non solo recensioni…

 
 


 
Da non perdere
 

LUCIA DI LAMMERMMOR DI GAETANO DONIZZETTI FIRMATA RONCONI AL TEATRO DELL’OPERA DI ROMA

 
Regia
 
 
 
 
 


 
Cast
 
 
 
 
 


 
Musiche
 
 
 
 
 


 
Total Score
 
 
 
 
 
5/ 5


User Rating
no ratings yet

 


In breve

Nell’atmosfera ovattata e piena di meravigliosi velluti e ori si è svolta la presentazione della Lucia di Lammermmor di Gaetano Donizetti al teatro dell’Opera di Roma, ultima regia di Luca Ronconi, la cui scomparsa è avvenuta il 21 febbraio 2015. Col lavoro incessante di 60 anni sui palcoscenici teatrali e operistici (anche esteri) ha contribuito […]

0
Posted 5 aprile 2015 by

 
Recensione completa
 
 

Nell’atmosfera ovattata e piena di meravigliosi velluti e ori si è svolta la presentazione della Lucia di Lammermmor di Gaetano Donizetti al teatro dell’Opera di Roma, ultima regia di Luca Ronconi, la cui scomparsa è avvenuta il 21 febbraio 2015. Col lavoro incessante di 60 anni sui palcoscenici teatrali e operistici (anche esteri) ha contribuito a trasformare e a traghettare con una fantasia trasbordante le opere a cui ha messo mano passando da una lettura  tradizionale (quasi passiva) a un gusto modernista e anche postmoderno. Queste sue personalissime trasformazioni e “visioni” gli hanno procurato critiche e anche sottovalutazioni, non certo dal pubblico, che lo ha sempre amato e si è fatto ammaliare dalle fascinazioni delle sue rappresentazioni, che rispecchiavano la trama, ma con visioni sue personali e colpi di stranezze ..magie? Data la prematura scomparsa del Maestro, l’opera è portata in scena da un team dei suoi fedelissimi collaboratori, che hanno seguito scrupolosamente le indicazioni di Ronconi, con cui avevano cominciato già la preparazione della Lucia durante  la rappresentazione dell’Armida a Pesaro.

Ugo Tessitore, collaboratore del Maestro dal ’70, e che ha assunto la regia della Lucia,  essendo un esperto di antiche opere liriche, ha spiegato: “Questa opera alla prima non era andata bene, quattro recite e poi via. Le critiche furono: tre grandi personaggi maschili e uno femminile fiacco. All’epoca invece c’era gran gusto per la sofferenza femminile in scena.

Margherita Palli, scenografa prediletta da Ronconi, ha spiegato: “…ci dava un sacco di indicazioni, di schizzi, anche se non pensava di non esserci. Nei laboratori abbiamo usato un tipo di carata (con dentro il vinile), per dare un’idea di leggerezza alla scena, anche se è difficilissima da lavorare, per le colle particolari da usare.”

Gabriele Meyer, “figlio d’arte” come costumista ha aggiunto: “infatti le donne ( i loro costumi) sono vestite di chiaro, come confuse con l’ambiente, mentre gli altri personaggi sono neri. E’ stato precisissimo su quello che voleva: le donne dovevano essere quasi confuse con l’atmosfera”.

Il colpo sensazionale in quest’opera doveva essere il ritorno vero da viva di Lucia dopo  la morte e può darsi che le scene “imaginifiche” di tutte le sue opere vengano sa sogni della sua giovinezza, quando la madre lo portava all’opera da adolescente.

Il sovrintendente del Teatro dell’Opera di Roma, Carlo Fuortes ha commentato: “Nonostante i suoi problemi di salute, fu entusiasta all’idea della Lucia (non essendosi mai cimentato con Donizetti), che non sia a questo tavolo è un grande dolore, ma i suoi collaboratori con grande passione e amore hanno continuato il suo progetto”.

Il maestro Roberto Abbado che sarà sul podio ha commentato: “Sfortunatamente non ho mai lavorato con Ronconi, alla sua scomparsa il lavoro era molto avanti per cui i suoi collaboratori hanno potuto e saputo rispettarlo, in maniera molto moderna, ma rispettosa del testo, così come era abitudine di Ronconi.  I due colori dell’opera sono il ‘canto’ funebre, i rintocchi funerari e l’altro è il  Glasharmonika (armonica a bicchieri). La Glasharmonika era nel testo di Donizetti, ma nel passato il suono era molto flebile ( per cui era stato sostituito dal flauto nel 1935 a Napoli) e inoltre di strumentisti ce ne sono 20 in tutto il mondo. Questo strumentista che suonerà stavolta, è riuscito a dargli un suono molto più potente e per le prove ha viaggiato in macchina con il suo strumento dalla Germania fino a qui.”

Ugo Tessitore  ha concluso: “Noi siamo ‘la squadra’ con tutte le informazioni che aveva dato singolarmente a ciascuno di noi, quando ci siamo messi insieme l’opera è scita da sola. Se va male sarà solo colpa nostra, altrimenti è merito di Ronconi”.


Redazione

 
Avatar of Redazione
Inserire qui una breve nota biografica.


0 Commenti



Commenta per primo!


Risposte


(required)