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IL TRITTICO DI GIACOMO PUCCINI A TEATRO DELL’OPERA DI ROMA

 
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In breve

Il 17 aprile al Teatro dell’Opera di Roma è stata eseguito per la prima, trasmessa in diretta su Rairadio 3, il così detto Trittico di Giacomo Puccini, composto da 3 atti unici: Il Tabarro, Suor Angelica e Gianni Schicchi. La regia è curata da Damiano Micheletto, al suo debutto all’Opera di Roma, mentre il Direttore […]

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Posted 19 aprile 2016 by

 
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Il 17 aprile al Teatro dell’Opera di Roma è stata eseguito per la prima, trasmessa in diretta su Rairadio 3, il così detto Trittico di Giacomo Puccini, composto da 3 atti unici: Il Tabarro, Suor Angelica e Gianni Schicchi.

La regia è curata da Damiano Micheletto, al suo debutto all’Opera di Roma, mentre il Direttore d’Orchestra è il Maestro Daniele Rustioni, ambedue talentuosi rappresentanti della giovane generazione.

Le repliche si susseguiranno fino al 24 aprile.

Carlo Fuortes ha presentato lo spettacolo ” che è stato allestito con un grosso sforzo produttivo, infatti i tre atti unici che compongono il ‘Trittico’ in genere sono presentati singolarmente o ciascuno accompagna un’altra opera”.

Fuortes, quando nel 2013 vide la rappresentazione a Vienna spiega che: “fu folgorato dall’unitarietà stilistica delle tre opere, unite da un fil rouge”, nel “Tabarro” c’è un omicidio, in “Suon Angelica” un suicidio, nel Gianni Schicchi “una vicenda comica molto nera”, con al centro una morte.

D’altronde lo stesso Puccini voleva che le tre opere fossero rappresentate insieme. La prima del Trittico fu il 14 dicembre 1918 al Metropolitan di New York, a cui il compositore non poté partecipare per la pericolosità dell’Atlantico, in quanto l’Europa era appena uscita dalla prima guerra mondiale. Però il Maestro fu presente alla prima europea dell’11  gennaio 1919 al Teatro Costanzi di Roma.

Damiano Micheletto ha anche aggiunto che: “sono tre opere diversissime, forse metterle insieme è un mio gusto personale”. Sono note infatti nel mondo teatrale sia le grosse capacità innovative del regista che le polemiche suscitate dai precedenti allestimenti di Copenaghen e Vienna.

Altro tema ricorrente  nel “Trittico” per Micheletto sono le scarpette del figlio morto conservate gelosamente nelle tasche del Tabarro, le scarpine del neonato che Suor Angelica ha portato con sé in convento -prigione, dove è stata rinchiusa per punizione del peccato commesso, e dove si uccide quando sa che il figlioletto è morto. E infine le scarpine del neonato regalate come buon augurio alla coppia, per la quale viene messa in scena la lotta ferocissima per appropriarsi di un’eredità.

In Maestro Daniele Rustioni ha precisato di “aver studiato” due delle tre opere con il Maestro Gelmetti all’Accademia di Siena. Ha anche aggiunto che “L’acustica del Teatro dell’Opera di Roma è una delle migliori al mondo, essenziale per la ricerca timbrica delle tre opere. Il Trittico ha difficoltà per mettere insieme i cantanti, perché sono 33 ruoli e i protagonisti principali interpretano due ruoli in ogni opera”.

Alessio Vlad, Direttore Artistico del Teatro dell’Opera,  ha voluto far presente che: “per interpretare eroicamente vari ruoli in ogni opera, i cantanti devono essere bravissimi e devono avere una grossa personalità. Anche per il coro la sollecitazione drammaturgica è un grosso sforzo interpretativo”.


M.C.C.

 
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