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COMPLEANNO AFGHANO

 
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In breve

Al Teatro Biblioteca Quarticciolo, per la rassegna in viaggio dedicata al Progetto migranti, l’ultimo spettacolo di Laura Sicignano che mette in scena la vera storia di Ramat Safi, scappato da solo dall’Afghanistan. Lo spettacolo rientra nel più ampio progetto di rassegna in viaggio sul tema dei migranti, che percorrerà l’intera stagione con appuntamenti, dibattiti e laboratori nei diversi teatri del Sistema con l’intento di facilitare una relazione tra attori, associazioni, cittadini, cittadini di seconda generazione, immigrati, scuole e centri culturali.

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Posted 28 novembre 2014 by

 
Recensione completa
 
 

Dopo aver ricevuto il Premio “Le Acque dell’Etica” e il Premio “Per voce sola”, Compleanno Afghano, diretto da Laura Sicignano, va in scena a Roma il 2 dicembre ore 21 al Teatro Biblioteca Quarticciolo all’interno della rassegna in viaggio dedicata ai migranti, realizzata dalla Casa dei Teatri e della Drammaturgia Contemporanea, sistema promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica – Dipartimento Cultura e gestito da Zètema Progetto Cultura con la direzione di Emanuela Giordano.

Ramat è fuggito improvvisamente dal suo Paese perché una notte degli uomini armati sono entrati in casa sua, hanno ucciso suo padre, ferito lui e la madre. Ramat è stato costretto a salire su un camion e partire senza conoscere la destinazione. Ha attraversato da solo Iran, Turchia e Grecia. E’ sbarcato miracolosamente in Italia minorenne dopo un viaggio a piedi durato più di un anno. In Italia è stato accolto in una comunità per minorenni rifugiati, dove ha incontrato tanti altri ragazzi arrivati da tutto il mondo dopo viaggi simili al suo. Qui ha imparato a leggere e scrivere. Ora Ramat è maggiorenne e deve trovare un lavoro e una casa. Ci riuscirà? Resterà in Italia? O continuerà a fuggire? Che ne sarà di lui? Senza perdere il sorriso, “Solo Dio lo sa” risponde Ramat.

È la storia vera di un ragazzo arrivato in Italia da solo, minorenne, dall’Afghanistan per sfuggire a persecuzioni politiche. Ramat, il protagonista, una notte assiste all’assassinio del padre da parte dei Talebani. Lui e la madre vengono gravemente feriti. Quindi, nonostante l’emorragia, in quanto maschio grande sopravvissuto della famiglia, Ramat è minacciato dai Talebani e quindi costretto a fuggire. Inizia un viaggio lungo e pericoloso, attraverso Pakistan, Iran, Turchia e Grecia. Viaggia a piedi, in auto, in furgoni, di notte, spesso senza mangiare né bere, senza sapere dove si trova, accanto ad altri profughi come lui, sempre unico ragazzino. Nonostante le manganellate della polizia greca e le fucilate di quella turca, il suo più spaventoso ricordo resta l’ultima tappa: il mare, dalla Grecia a Lecce, a cui ancora una volta sopravvive, nonostante i trafficanti di uomini abbiano imbarcato i fuggitivi su un gommone bucato. Per caso in Italia viene fermato dalla polizia e ricoverato in una comunità per minori richiedenti asilo. Qui conoscerà altri ragazzi provenienti da tutto il mondo con storie simili alla sua e resterà fino al compimento del diciottesimo anno: imparerà a leggere e scrivere, incontrerà il suo migliore amico e inizierà una strana esperienza chiamata teatro, qualcosa di cui non aveva mai sentito parlare. A teatro conoscerà tante donne italiane, molto diverse da quelle del suo paese. Farà amicizia in particolare con Laura, una regista, a cui improvvisamente un giorno, dopo mesi di silenzio, racconterà tutta la sua storia per scrivere insieme un testo e far conoscere agli italiani cosa significa essere un profugo ragazzino. A 18 anni, secondo la legge italiana, Ramat dovrà trovare un lavoro e una casa. Ci riuscirà? Resterà in Italia? O continuerà la sua fuga, alla ricerca di qualcosa di diverso? “Nessuno lo sa, solo Dio”, dice Ramat, sorridendo. Nel giorno decisivo del suo diciottesimo compleanno, Ramat racconta la sua vita e guarda al futuro. Riesce ancora ad avere fiducia nel prossimo, amore per la vita e sempre il sorriso.

Il testo ha ricevuto il Premio Etica in Atto e Premio Pervocesola 


Redazione

 
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