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ASPETTANDO LA LUNA IL TEATRO ROMANO DI OSTIA ANTICA CONFERMA IL SUO PROGETTO DI CLASSICITA’

 
LOCANDINA OSTIA 2015
LOCANDINA OSTIA 2015
LOCANDINA OSTIA 2015

 
Scheda
 

Regia
 
 
 
 
 


 
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In breve

La stagione teatrale “ASPETTANDO LA LUNA”, aprirà il 9 Luglio con MEDEA di J. Anouilh, con Barbara De Rossi, per la regia di Francesco Branchetti, proseguendo la linea artistica tracciata da Pietro Longhi in accordo con la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma. Anche quest’anno molti gli spettacoli di alta qualità, in cartellone. A seguire Il 14 Luglio FEDRA di Seneca interpretata da Caterina Costantini, affiancata da Lorenza Guerrieri, per la regia di Silvio Giordani, il 16 Luglio una novità di Aurelio Gatti KIRON CAFE’ tratto da Ovidio. La stagione prosegue il 18 luglio con I MENECMI (il gioco del doppio) di Plauto per la regia di Vincenzo Zingaro. Anche in questa edizione è presente la danza moderna e contemporanea con una delle maggiori stelle della sua generazione, Emanuela Bianchini, che conferma il suo sodalizio con Mvula Sungani, autore delle coreografie per lo spettacolo ODYSSEY con musica dal vivo di Alessandro Mancuso (22 Luglio). Felice della Corte e Roberto D’Alessandro sono i protagonisti de GLI UCCELLI di Aristofane, in allestimento classico arricchito da coro e danzatori per la regia di Claudio Boccaccini (24 e il 25 Luglio).
Pietro Longhi è protagonista della commedia menandrea LA DONNA DI SAMO con Paolo Perinelli il 29 luglio, mentre il 1 Agosto Tato Russo presenta LA COMMEDIA DEGLI ERRORI – I menecmi da Shakespeare e Plauto, per la regia di Silvia Galassi, il 4 Agosto, Pietro Longhi e Felice Della Corte interpretano ADELPHOE (I fratelli) di Terenzio per la regia di Silvio Giordani. Chiude la stagione il Maestro Giorgio Albertazzi con LE MEMORIE DI ADRIANO di Marguerite Yourcenar, per la regia di Maurizio Scaparro in scena il 6 e 7 Agosto .
Quest’anno l’inizio degli spettacoli sarà al tramonto, come nella tradizione classica, alle ore 20,30.

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Posted 27 giugno 2015 by

 
Recensione completa
 
 
Torna anche quest’anno la stagione teatrale al Teatro Romano di Ostia Antica Aspettando la luna, che prenderà il via il 9 luglio per concludersi il 7 agosto.
Molti gli spettacoli in cartellone che, proseguendo la linea artistica tracciata da Pietro Longhi, conferma il suo progetto di classicità.

9 luglio 2015

BARBARA DE ROSSI
MEDEA di J. ANOUILH
regia di Francesco Branchetti

La “Medea”  di Jean Anouilh si apre  con Medea e la  nutriceprofughe  nei pressi  di Corinto dove la maga era giunta con il suo amato Giasone, dopo avere viaggiato insieme per dieci anni colmi di passione, eccessi e assassinii. Qui le due donne sentono grida e suoni di festa che arrivano da lontano e Medea scopre che stanno festeggiando   Giasone, che l’indomani sposerà Creusa la figlia di Creonte, il re di Corinto. Questa è la molla che scatena in Medea  un incontenibile odio e desiderio di vendetta verso l’uomo che  le  è stato complice fino ad allora  in tutto, nel  bene e nel male e compagno, in una passione che  in lei non conosce limiti. Medea folle  di odio e di amore, sola, rifiutata dalla società, dapprima è disperata e combattuta sul da farsi ma quando incontra Giasone  che accusa solo lei  di tutto l’orrore che hanno commesso insieme,ricordando  al contempo, con pietà e nostalgia, il sentimento passato, a questo punto,  inferocita dalle parole dell’amato,  mette in atto la sua  terribile vendetta.


14 luglio 2015

 CATERINA COSTANTINI – LORENZA GUERRIERI
FEDRA
 di SENECA
regia di Silvio Giordani

Fedra è una creatura del mare Cretese insanguinato dai sacrifici umani, indissolubilmente legata al fato della sua famiglia: è figlia di Minosse e Pasifae ed è sorella di Arianna e del Minotauro. “Altra” dal mondo propriamente greco, come è “altra” Medea, la barbara Fedra, “la splendente” rappresenta una società primitiva in cui regnano ancora la maschera e la possessione sciamanica, mentre i Greci stanno cercando faticosamente di costruire una società ordinata e gerarchica (Teseo). La grande cultura che sta emergendo dal caos originario fa regredire le forze della trasgressione svuotandole della loro antica importanza. Fedra è divenuta nei secoli il simbolo della passione amorosa che oggi assume su di sé le ferite di un mondo, quello femminile appunto, che non ha ancora potuto esprimersi liberamente circondato come è, da sempre, da incomprensione e solitudine. Nata accanto al labirinto costruito dal padre Minosse, entra nel suo dedalo personale e accecata dalla passione vi si smarrisce. La fortuna del mito di questa eroina “nera” è indiscutibile. Gli spettatori, sono sempre dalla sua parte soprattutto nella versione del poeta latino. Nella drammaturgia di Seneca, Fedra, anzi Phaedra, assume su di sé la doppia responsabilità dell’adulterio e della passione colpevole, senza rinnegare né l’uno né l’altra e scegliendo la morte come unico riscatto possibile.

 

 16 luglio 2015

KIRON CAFE’ da OVIDIO
uno spettacolo di Aurelio Gatti

 

Ispirato al mito di Chirone è uno spettacolo sul più famoso e sapiente dei centauri. Chirone il grande conoscitore della psiche umana, maestro di Giasone, Achille ed Ercole rappresenta l’essere che nonostante la sua saggezza non ha ancora sconfitto la propria natura animale. Nel suo essere metà uomo e metà cavallo selvaggio rappresenta una striscia di confine, un mediterraneo dell’anima, simbolo d’ogni passaggio tra buio e luce, tra passato e futuro, tra rifiuto e accoglienza.

 

18 luglio 2015

I MENECMI di T.M. PLAUTO
uno spettacolo di Vincenzo Zingaro

L’originale messinscena di Vincenzo Zingaro esalta lo spirito ludico della commedia plautina e, al tempo stesso, ne proietta il significato in una dimensione metafisica, offrendo l’occasione di addentrarsi in una riflessione sul teatro e la vita, attraverso una rappresentazione onirica e coinvolgente. Si tratta di un evento realizzato da un regista e da una Compagnia tra i più rinomati nell’allestimento di commedie classiche antiche, promosso dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e dall’Università di Roma “La Sapienza”, che lo ha inserito nel progetto internazionale “Il Teatro Classico Oggi”.

 

 

22 luglio 2015

EMANUELA BIANCHINI – MVULA SUNGANI PHYSICAL DANCE
ODYSSEY 
musiche dal vivo di Aessandro Mancuso
regia e coreografie di Mvula Sungani


E se Omero fosse una donna? Se l’Odissea, il più famoso poema di tutti i tempi, fosse opera di una poetessa siciliana? Potrebbe sembrare un’eresia, eppure questa teoria è sostenuta da alcuni tra i più importanti esperti in poemi epici e da accreditati letterati, da Samuel Butler a Robert Graves. Skyline Productions in collaborazione con CRDL presentano ODYSSEY, uno spettacolo innovativo in cui la Physical Dance del regista e coreografo Italo-Africano Mvula Sungani si fonde con le musiche originali del Maestro palermitano Alessandro Mancuso. Sul palcoscenico la stella internazionale Emanuela Bianchini ed i solisti della Mvula Sungani Physical Dance insieme alla straordinaria voce di Anita Vitale accompagnata dai musicisti della Trinacria Freedom Orchestra.La contaminazione alla base della creatività dei due artisti, la forte matrice etnica della loro ricerca e l’innovazione dei linguaggi proposti, rendono questa nuovissima opera multidisciplinare uno spettacolo di nuova concezione ed unico nel suo genere. Ambientato in Sicilia, Adele (Omero) giovane scrittrice ed Antonio (Ulisse) suo compagno, vivono il loro rapporto in crisi. Gli autori dell’opera si sono spinti a formulare una personale e suggestiva ipotesi creativa: e se il poema fosse un racconto sentimentale autobiografico e le protagoniste dell’opera fossero alter-ego della stessa autrice?

24 e 25 luglio 2015

FELICE DELLA CORTE – ROBERTO D’ALESSANDRO
GLI UCCELLI di ARISTOFANE
regia di Claudio Boccaccini

Due ateniesi, ma potrebbero essere anche due nostri contemporanei, disgustati dal comportamento dei loro concittadini, stanchi di soprusi, ingiustizie e corruzione dilagante, decidono di abbandonare la propria città per cercarne un’altra dove poter vivere in pace. Individuano nel mondo degli uccelli il luogo ideale dove realizzare la loro utopia: fondare, tra cielo e terra,  una città giusta e a misura d’uomo. Intraprendono così un lungo viaggio finché, dopo mille peripezie, raggiungono il variopinto e strambo mondo degli uccelli e, allettandoli con la prospettiva di riconquistare il cielo usurpatogli dagli dèi,  stringono con loro un accordo che gli consentirà di fondare la nuova città ideale: Nubicuculia. I due uomini si renderanno però ben presto conto che Nubicuculia, trovandosi in una posizione assai favorevole,  fra cielo e terra, a metà strada tra gli uomini e gli dèi, scatena da una parte le ire degli dèi che non vedono di buon occhio questa intromissione, e dall’altra accende l’interessata ammirazione di molti uomini che vogliono trarre benefici dalla sua esistenza. Ne nasceranno vivacissime dispute tra uomini, dèi e uccelli, ma le trattative daranno buoni frutti e l’immancabile lieto fine metterà pace tra i contendenti.

 

 29 luglio 2015

PIETRO LONGHI – PAOLO PERINELLI
L A DONNA DI SAMO di MENANDRO
regia di Silvio Giordani

Menandro, l’autore più rappresentato della “commedia nuova”, considerato dagli antichi greci secondo solo ad Omero, fu per molto tempo poco più di un nome. Alcuni fortunati ritrovamenti di papiri hanno permesso alle sue commedie di riemergere dalle nebbie del tempo. La donna di Samo del titolo è Criside, già etèra e poi compagna di un benestante Demea, mercante di Atene. Attorno alla figura della donna ruotano le vicende di due famiglie in un intreccio di amori, equivoci e inganni che si scioglie nell’immancabile lieto fine. L’opera può essere definita una vera commedia degli equivoci e, nonostante tutti si comportino in assoluta buona fede e manchi la figura del malvagio, la situazione rischia sempre di precipitare. La figura femminile di Criside spicca per la sua sensibilità e modernità. La donna accetta accuse ingiuste e anche di essere cacciata di casa senza ribellarsi, solo per solidarietà femminile. Anche, Demea, il protagonista maschile ha una sua originalità. E’ la trasformazione menandrea di un classico personaggio comico del passato: l’uomo maturo innamorato di una giovane, che da comico, nella scrittura elegante di Menandro, si trasforma in controverso personaggio dai mille risvolti psicologici che lotta con se stesso ma non può impedirsi di essere roso dalla gelosia.


1 agosto 2015

TATO RUSSO
LA COMMEDIA DEGLI ERRORI,  I MENECMI
da SHAKESPEARE e PLAUTO
regia di Livia Galassi

I Menecmi è una libera elaborazione di Tato Russo da Menecmi di Plauto, oltre ad essere una delle più famose e forse, come la definiscono alcuni, la commedia più plautina di Plauto. Tato Russo affidando le parti dei gemelli ad un unico attore ha ambientato la vicenda in una Napoli antica, la Neapolis dell’epoca. Nonostante un gemello becero e volgare sia contrapposto all’altro, colto e intellettuale, che fa l’avvocato, entrambi i personaggi si esprimono in italiano. Tato Russo ha riscritto la storia di Plauto non mancando tuttavia di darle un tocco partenopeo. E così l’esuberanza verbale, il termine plebeo, il lazzo, attraverso i quali Plauto ottiene la risata crassa, il divertimento gioioso, la comicità, qui raggiungono il massimo vigore dando clamore alla voce autentica che si innalza al di sopra di qualunque banale intellettualismo, alimentando le fondamentali peculiarità dell’autore sarsinate.

 

4 agosto 2015

PIETRO LONGHI – FELICE DELLA CORTE
ADELPHOE (I FRATELLI) di TERENZIO
regia di Silvio Giordani

La carriera drammaturgica di Terenzio, non fu certo facile come quella di Plauto, forse perché nella sua opera non troviamo l’esuberanza, le acrobazie verbali, i giochi di parole del sarsinate. Terenzio, infatti, usa uno stile ed un linguaggio sobrio, naturale, all’insegna della compostezza e della semplicità evitando espressioni popolari e volgari in omaggio forse all’esigenza di equilibrio e di raffinatezza che egli mutuava dal sofisticato circolo scipionico di cui faceva parte. .  Nel Teatro “naturalistico” di Terenzio troviamo una suspance nuova. Lo spettatore è coinvolto emotivamente nelle vicende, prova le stesse emozioni dei personaggi e l’autore non consente procedimenti “metateatrali” cioè non vuole che venga mai     interrotta l’illusione scenica e al contrario di Plauto che tendeva solo a divertire, cerca di trasmettere un messaggio morale. Nasce, insomma un’attenzione sociale che allora era una vera e propria rivoluzione culturale con dentro un messaggio di HUMANITAS.  “…homo sum, humani nihil a me alienum puto…”  (sono un uomo e niente di ciò che è umano considero a me estraneo…) Aprirsi agli altri, rinunciare all’egoismo, comprendere i propri limiti ed essere indulgente nei confronti degli errori degli altri: in una parola essere tolleranti e solidali.

6 e 7 agosto 2015

GIORGIO ALBERTAZZI
LE MEMORIE DI ADRIANO
 di Marguerite Yourcenar
regia di Maurizio Scaparro

 

C’è una frase di Flaubert che spiega il fascino immortale del protagonista: “Quando gli déi non c’erano più e Cristo non ancora, tra Cicerone e Marco Aurelio, c’è stato un momento unico in cui è esistito l’uomo solo”.

Adriano è più di un uomo, è il “ritratto” di ciò che noi siamo oggi, nelle sue parole ritroviamo le radici della nostra storia.

In un mondo dove i fondamentalismi e l’ignoranza seminano morte e distruzione, le parole di Adriano assumono un significato nuovo indicandoci, forse, uno spiraglio di speranza: «…non tutti i nostri libri periranno;…altre cupole sorgeranno dalle nostre cupole…e se i Barbari s’impadroniranno mai dell’impero del mondo, saranno costretti ad adottare molti nostri metodi; e finiranno per rassomigliarci”.

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Redazione

 
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Inserire qui una breve nota biografica.


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