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ANELANTE

 
Regia
 
 
 
 
 


 
Cast
 
 
 
 
 


 
Musiche
 
 
 
 
 


 
Total Score
 
 
 
 
 
3/ 5


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Pro


Corrosivo, straordinariamente vitale, dal grande ritmo. L'artista riesce a mantenere una sua coerenza malgrado la natura episodica del materiale.

Contro


Chi cerca un teatro più classico o narrativo ne resti lontano. Rispetto ai precedenti spettacoli di Rezza, manca l'interazione col pubblico.


In breve

Un matematico elabora formule ad alta voce e ne traccia i risultati sul pavimento. I cinque grandi della Terra indicono un summit vagando di città in città, con esiti tra il grottesco e il catastrofico. Un lettore apre un libro e inizia a leggerne le parole, ma non riesce a focalizzarle per la sua abitudine a parlare ad alta voce durante la lettura. Prova poi a dormire, ma anche questa attività è problematica: la sua logorrea solipsistica e autoreferenziale gli preclude il sonno. Nel frattempo, Freud è messo pesantemente in discussione, mentre Dio diventa elemento interscambiabile con parti dell’anatomia umana. La comunicazione è problematica, visto il rumore di fondo di voci abituate a parlare l’una sull’altra, in un concerto incoerente eppure sorprendentemente vitale…

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Posted 29 dicembre 2015 by

 
Recensione completa
 
 

Tre anni dopo il precedente Fratto X, Antonio Rezza torna sul palco, in uno spettacolo concepito di nuovo insieme all’abituale partner Flavia Mastrella. Questo Anelante, in scena al Teatro Vascello di Roma dal 9 dicembre al 17 gennaio, conferma l’attitudine di Rezza a un’astrazione vitale, visionaria ma straordinariamente sanguigna, corrosiva quanto complessa e intellettualmente stimolante. Rispetto allo spettacolo precedente, l’allestimento è più essenziale: via le stoffe colorate e i giochi di luce, in favore di una struttura fissa di pannelli, atti a nascondere o evidenziare le evoluzioni fisiche di Rezza e dei suoi comprimari. L’approccio dello show è più collettivo che in passato: i quattro partner danno vita, di volta in volta, a coreografie sui generis di grande impatto, tra frammenti di danze su sedie e nudità parziali, schegge di celebrazioni orgiastiche in salsa BDSM, coacervi di voci, suoni e figure a esprimere un singolare caos organizzato.

Su tutto, la trascinante presenza scenica dello stesso Rezza, con la sua usuale modulazione in chiave espressiva della voce, e una corporeità tuttora irresistibile e debordante. L’artista di Novara presenta una rappresentazione che spazia, di nuovo, su tutti gli aspetti della vita borghese, prendendo di mira Freud e ridicolizzando le degenerazioni del suo pensiero, irridendo la politica internazionale e i suoi rituali, caricaturizzando le pratiche quotidiane dell’uomo della strada, ma anche quelle dell’intellettuale. Come sempre, le sue evoluzioni fisiche e linguistiche strappano risate, a volte amare, sempre consapevoli del loro risuonare tra le macerie (ridotte a bozzetto grottesco) della modernità.

PRO

A più di un ventennio dai suoi esordi, il duo RezzaMastrella non ha perso nulla della carica genuinamente anarchica, sovversiva nel senso più nobile del termine, dei suoi allestimenti. Si ride di nuovo molto, in Anelante, si viene trascinati dalla vitalità a briglie sciolte di un mattatore che, in una rappresentazione dichiaratamente frammentaria ed episodica, riesce a tenere sempre le fila del suo discorso. Le bordate di Rezza contro i suoi bersagli (la psicanalisi, la religiosità più superstiziosa, così come le degenerazioni della cultura positivista) arrivano chiare e dirette, sommandosi a un’altrettanto corrosiva rappresentazione del villaggio globale contemporaneo: esemplificato in un coacervo di voci sempre più libere da legacci, ma contemporaneamente sempre più autoreferenziali e incapaci di farsi comunicazione. Tutto è consapevolmente ridotto a caricatura, nella struttura scenica di Anelante: caricature che apparentemente vivono e muoiono nello spazio degli sketch di Rezza, ma che legate tra loro formano un insieme coerente e spesso irresistibile. Animato da una presenza fisica e scenica dal debordante impatto, ma capace anche (quando la rappresentazione lo richiede) di lasciare parte della scena ai suoi comprimari, in uno spazio che si fa spesso collettivo.

CONTRO

Chi va a vedere uno spettacolo di Antonio Rezza sa precisamente cosa aspettarsi: inutile, quindi, sottolineare come lo spettacolo sia inadatto a chi cerchi un teatro dai tratti più classici o narrativi, o a chi possa risultare infastidito dall’umorismo politically incorrect dell’artista. Lo scopo dichiarato di Anelante è quello di risultare corrosivo, e l’obiettivo (a costo di qualche possibile mugugno, da certo pubblico impreparato) è certamente raggiunto. Si può poi sottolineare (ma non per tutti questo risulterà un difetto: anzi) come qui sia praticamente assente quell’interazione col pubblico che, croce e delizia di tutti gli spettatori di Rezza, ha reso alcuni suoi precedenti spettacoli dei veri e propri happening partecipati: molti spettatori tireranno un sospiro di sollievo, ma un po’ della specificità del “marchio” RezzaMastrella viene certo a mancare.

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Marco Minniti

 
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