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AL SISTINA RITORNA “IL MARCHESE DEL GRILLO”

 
Regia
 
 
 
 
 


 
Cast
 
 
 
 
 


 
Musiche
 
 
 
 
 


 
Total Score
 
 
 
 
 
4/ 5


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Pro


Lo spettacolo ha un buon ritmo, con una dinamicità scenografica e recitativa encomiabile.

Contro


La musica in alcuni momenti tende a soverchiare la voce di chi canta.


In breve

La vita fatta di scherzi e beffe contro tutto e tutti, senza tener conto dello stato sociale,del Marchese del Grillo,che non si fa remore ad usare anche il più volgare cinismo per esprimere la sua filosofia di vita edonistica e oziosa, alle spalle di onesti lavoratori al suo servizio. erò nella vita alla fine si paga tutto. Ma quando a pagare dovrebbe essere un carbonaio, che Sua Signoria aveva messo al suo posto per farsi gioco della propria bigotta famiglia, il Marchese ha il classico colpo d’onore. Forse ha finalmente capito che “finché se scherza se scherza”, ma non si scherza con la vita umana.

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Posted 15 dicembre 2015 by

 
Recensione completa
 
 

Al Teatro Sistina di Roma almeno fino al  6 gennaio 2016 continueranno le repliche del Marchese del Grillo, prima versione teatrale-musicale del film di Mario Monicelli, con protagonista Enrico Montesano, che ha contribuito alla stesura con Gianni Clementi e Massimo Romeo Piparo. La storia è conosciutissima.

Enrico Montesano in questo ruolo dà prova della sua famosa verve e del suo sperimentato mestiere interpretando il Marchese egregiamente, ma anche ad un certo punto, anche il carbonaio ubriacone, suo sosia, passando dall’una all’altra delle due romanità socialmente opposte con una naturalezza propria solo dei grandi attori. Assolutamente esilarante e sottilmente canzonatoria la scena del carbonaio che sperimenta l’essere vestito e calzato da altri, per cui continua a togliersi le scarpette leggere con la fibbia da nobiluomo per provare di nuovo l’inebriante sensazione di essere servito.

Le musiche originali, composte e arrangiate dal Maestro Emanuele Friello sostengono e sottolineano perfettamente il continuo passaggio da scene popolari di massa all’affermazione della filosofia di vita senza remore del Marchese.Come aveva già preannunciato il regista Massimo Romeo Piparo, per rendere in qualche maniera la vivacità delle scene di Roma dal vivo del film di Monicelli, c’è un uso continuo del cambio di scena con vari meccanismi rotanti su cui appaiono e scompaiono camere da letto, trono papale, salotti nobiliari, sale da pranzo, osterie all’aperto, il tutto messo in risalto o seminascosto dai giochi di luce, creando una dinamicità che fa stare col fiato sospeso scena dopo scena anche chi conosce perfettamente la storia della commedia. Dobbiamo anche convenire con Ricciotto ( Giorgio Gobbi ) che tutto questo correre, ballare e susseguirsi convulso di scene sembra un gioco,mentre dal palcoscenico gli attori sembrano guardare verso gli spettatori con sguardo divertito.

PRO

Ha proprio ragione Massimo Romeo Piparo che questa Roma del “Papa Re” dell’inizio 800 rispecchia la Roma, l’Italia, la società attuale. Allora tutti si facevano corrompere dalla nobiltà : i giudici, la Giustizia, la Chiesa, i notabili borghesi, e adesso cosa c’è di diverso? Solo che non c’è più il “Papa Re”, ma nel potere tutti sono corrotti o corruttibili. Sul Marchese del Grillo si può ridere amaramente, sul nostro mondo non c’è niente da ridere.

CONTRO

 I suoi affezionati fans auspicano che Enrico Montesano non si dedichi solo alla scrittura”per raggiunti limiti d’età” ma che continui a recitare e che, se ascrive, regali loro “Il Conte Tacchia” sul palcoscenico del Sistina.

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M.C.C.

 
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