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CONFERENZA STAMPA: BRACHETTI CHE SORPRESA

 
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In breve

Magia, illusionismo e trasformismo arricchiscono ora il calendario, peraltro già nutrito, del teatro Sistina e questo esattamente dal 10 al 26 aprile con “Brachetti che sorpresa!”. Un varietà magico che ha stupito il pubblico di ben 70 città italiane registrando oltre 90.000 spettatori.

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Posted 10 aprile 2015 by

 
Recensione completa
 
 

Protagonista indiscusso è l’artista di fama internazionale Arturo Brachetti, che sarà accompagnato in questa impresa da dei compagni di viaggio decisamente insoliti a partire da “l’enfant prodige della magia” Luca Bono, Luca & Tino due stralunati comici ribattezzati dal quotidiano francese Le Figaro i “Lauren e Andy” italiani, l’illusionista comico Francesco Scinemi e il ballerino, coreografo e attore di successo Kevin Michael Moore. La regia è affidata a Davide Calabrese, ma ad arricchire ulteriormente lo spettacolo è  la consulenza artistica del fumettista Leo Ortolani, creatore del famoso personaggio dei fumetti  “Rat-Man”. Uno spettacolo a più livelli, dove il protagonista Arturo Brachetti si trova intrappolato in un misterioso limbo simile ad un videogioco con la sua valigia rossa. E’ proprio da questa valigia che usciranno gli amici di viaggio fra cui il suo alter-ego, interpretato da Moore.  Compito di Arturo sarà quello di riportare questi personaggi nella valigia rossa, ma per farlo dovrà affrontare diverse sfide che lasceranno il pubblico a bocca aperta, affermando nuovamente lo stesso Arturo come artista completo a 360°. Dalla magia e dal fascino delle ombre cinesi, si passerà al divertimento del fumetto western, saltando da sand painting ossia i disegni sulla sabbia all’illusionismo e trasformismo vero e proprio inframezzato da spettacoli di magia, portando in scena anche il surrealismo di Magritte e dei Pink Floyd. Tante le novità presenti nello spettacolo dall’utilizzo, per la prima volta in assoluto in Italia, di una scenografia realizzata completamente in video mapping  con l’aggiunta del laser utilizzato durante la narrazione. Come ha precisato lo stesso Brachetti: “ Alla veneranda età di 57 anni mi sono costruito questo psicodramma personale, un viaggio metaforico pieno di sorprese.  Lo show è come un treno in corsa, con quindici numeri in novanta minuti e una trentina di cambi di costume. La vicenda ha inizio quando una valigia rossa esplode facendo uscire degli strani personaggi, che rappresentano diversi aspetti della mia identità. Il tutto in una sorta di videogioco, dove ogni livello rappresenta una tappa della vita, dall’infanzia all’adolescenza e all’età adulta, per finire con quello più difficile da raggiungere, la maturità. Perché il Peter Pan che c’è in me non vuole andare via”. E’ un viaggio all’insegna della maturità che viene costantemente inseguita dal personaggio di Arturo e a spronarlo ci sarà sempre il volto di Moore unico personaggio serio e suo alter ego. E’ uno spettacolo che lo stesso Brachetti ha definito come “psicodramma in cui la magia si fonde e confonde con la drammaturgia”, perché sul palco appariranno non solo i suoi “sogni”, ma anche le sue “paure”, una lezione importante quest’ultima appresa dal grande  Giorgio Gaber: “Quando fai un one man show, per vincere devi portare in scena le tue sfighe, le cose belle e le cose brutte. E aveva ragione”.  Lo spettacolo, ha insistito a sottolineare Brachetti, è costruito in base ai criteri internazionali ed è una vera macchina da guerra: “Gli italiani sono il pubblico più esigente, quando a divertimento, perché abituati a una comicità quotidiana[…] Tempo fa ho ricevuto la mail di una donna trentenne che mi ringraziava perché ha visto la mamma, molto malata, uscire dallo spettacolo divertita: ‘non credevo a un effetto così magico’, ha scritto. Questo per me è meraviglioso. C’è poi chi dice che il nostro spettacolo dovrebbe essere rimborsato dalla mutua. Insomma, ti alzi con il culo che sorride, come dicono in Emilia Romagna, terra di grandi poeti.”

 

 

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Federica Di Bartolo

 
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