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BOLLARI-MEMORIE DALLO JONIO

 
bollari locandina
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Scheda
 

Regia
 
 
 
 
 


 
Cast
 
 
 
 
 


 
Musiche
 
 
 
 
 


 
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In breve

La tradizione dunque, ma anche la contemporaneita’ che strappa all’oblio racconti immateriali, sparsi nel vento, come le parole dei pescatori e le cattura nella rete incantata del teatro. “Bollari: memorie dallo Jonio” racconta di chi tra i gozzi e i pescherecci tramanda ancora il sapere. Sono “Aedi” dell’ultimo secolo, dal volto scavato, stanco di rughe, ma hanno il dono di raccontare per sintesi, usando catene di immagini suggestive che non possono essere lette singolarmente, poiche’ acquistano senso solo nel complesso fatto di gesti, ritmi, ripetizioni. Un patrimonio “letterario” a rischio d’estinzione, che Gallo recupera e offre agli spettatori nello sprazzo magico di una Calabria ancora troppo sconosciuta, ma forse per questo ancor più bella.

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Posted 12 novembre 2014 by

 
Recensione completa
 
 

E’ in scena dal 14 al 16 novembre al Doppio Teatro (Via Tunisi a Roma) lo spettacolo “Bollari- Memorie dallo Jonio” di Carlo Gallo con la collaborazione artistica di Peppino Mazzotta. Il lavoro della compagnia Teatro della Maruca si incentra soprattutto sulla ricerca e il confronto col passato, in una continua esplorazione creativa.

Come ha spiegato lo stesso regista Carlo Gallo: ” Da anni raccolgo e appunto storie di anziani della mia terra. La cosa che più mi sorprende sono le  immagini nitide, rimaste impresse dall’età di 5-6-8 anni nella memoria di questi signori che ho ascoltato,  interrogato, a volte derubato di nascosto. Altra cosa meravigliosa è la musica con cui questi fatti sono  raccontati: ogni volta che ritorna alla memoria, vengono rievocati con gli stessi gesti e le stesse parole,  come se fosse un rito. Bollari è un suono della Calabria, è un grido d’amore. Tra la sofferenza, la fame e gli  stratagemmi mortali per la sopravvivenza ciò che rimane a questi uomini è l’emozione dei Bollari, il banco  di tonni, che per pochi secondi affiora a pelo d’acqua nei mesi estivi, facendola friggere, bollire per  l’appunto, un’immagine che ha rappresentato speranza per le famiglie dei pescatori sfiancati dalla povertà  e dalla guerra. La drammaturgia e messa in scena dello spettacolo riproducono originali partiture musicali  e gestuali, fedeli appunto alle pulsioni emotive dei “cunti” dei pescatori calabresi.”

 

Sinossi:

Sulle coste desolate del Mar Jonio, immersi nel silenzio dei colori della macchia Mediterranea, è  divenuto sempre più raro assistere a quel miracolo che i vecchi pescatori calabri usavano  chiamare: “Bollari”. Una parola antica, tradotta nel suono gutturale dei pescatori per annunciare  l’avvistamento dei tonni a largo delle coste; un urlo di gioia a cui seguivano lanci e fragori di  bombe in mare, una pratica di pesca illegale che riempiva le reti in poco tempo e zittiva i lamenti  dello stomaco. Lo spettacolo narra la contesa di mare tra due anziani pescatori e le vicissitudini di  quella che fu la “Cecella”, il miglior peschereccio dello Jonio, negli anni fra il ventennio fascista e  la seconda guerra mondiale. Tratto da racconti orali di anziani calabresi, “Bollari” è una storia di mare, di guerra e di fame in seno alla comunita’ di pescatori ionici travolti da un conflitto che li  aveva depauperati e abbrutiti. La recitazione è scandita dalla respirazione e dalla gestualità  ricercata, dalla musicalità di una lingua, arcaica, poetica, eppure comprensibile a tutti, mentre  sullo sfondo si staglia quella spuma violenta in grado di travolgere e affascinare. In sottofondo  l’afflato del mare, mare di gioie e di dolori, su cui si riversano la fame e la miseria del tempo,  mare cristallino su cui viaggia a pelo d’acqua un racconto antico, quasi fiabesco, di lotta e liberta’.

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Redazione

 
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