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RICCARDO CAVOSI

 
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Bottom Line

Dal 3 al 14 novembre presso la Galleria il Collezionista, nel centro storico di Roma, verrà ricordato, attraverso una significativa mostra antologica, uno fra gli artisti più riconosciuti in Italia e all’estero: Riccardo Cavosi.

Nato in Marocco e morto a Bolzano esattamente tre anni fa, la sua lunga carriera, spronata da una continua curiosità nei confronti di tecniche, paesaggi e cromatismi naturali della luce, lo ha portato a viaggiare in Europa e Stati Uniti, dove è stato particolarmente apprezzato, ottenendo numerosi premi e riconoscimenti.

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Posted 27 ottobre 2014 by

 
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Riccardo Cavosi è nato ad Agadir (Marocco) nel 1937 ed è morto a Bolzano nel 2011.
Pittore, ha studiato in Europa e in America. Ha esposto in numerose personali e prestigiose rassegne in Italia e all’estero, particolarmente negli Stati Uniti, ottenendo premi e riconoscimenti.
Fra le rassegne e i premi più importanti si citano: primi premi nelle mostre “Città Eterna” a Roma, alla Mostra Arte Sacra “Beato Egidio” di Taranto, al “Giugno Napoletano”, i premi VIP d’Oro a Roma, il Leone d’Oro a Firenze, i premi “G. Vasari” e “Hax” a Milano, la Quadriennale S. Maria del Popolo a Roma, l’Euro Art Expo Roma, l’Artexpo di New York, il Salone Marcef/Fiera dell’Arte a Milano, gli Artisti del 3° Millennio a Bologna, gli Artisti del Millennio a Roma, “La Dea Alata” 2001- Oscar della Cultura Ass. Galleria Centro Storico- Firenze.
Pluriaccademico, membro della Legion d’Oro, iscritto all’Albo d’Oro del Centro Europeo Ricerche, Consultore della National University Dominion of Canada di Toronto, la sua scheda biografica e tecnica è depositata nei maggiori musei e gallerie del mondo. E’ stato recensito da noti critici su giornali, riviste, volumi d’arte, in trasmissioni della RAI-TV e di altre emittenti italiane e straniere; RAI 3 gli ha dedicato un programma dal titolo “Un paesaggio per l’uomo”.
Le sue opere sono in collezioni pubbliche e private in Italia, Germania, Francia, USA e nella Città del Vaticano. Otto suoi dipinti sono stati inseriti nell’edizione della Bibbia con omelie e discorsi di Papa Giovanni Paolo II.

Il suo stile, che si può definire impressionista con diversificate suggestioni d’animo, esprime attraverso il contesto storico-naturale ritratto, delle autentiche atmosfere mentali che richiamano ad ogni fruitore un personale risveglio sensoriale. Dai paesaggi cittadini agli sterminati campi arati in cui il dettaglio è sinonimo di uno sguardo acuto e complice, Cavosi ha saputo animare, con le sue opere, monumenti, chiese, alberi, oceani, barche, fiori, animali, in pratica tutto ciò che di naturale ed artistico circonda il creato attraverso una pennellata incisiva ma riflessiva, interloquendo col reale per esprimere uno stato d’animo lirico e in grado di scaturire, di riflesso, pensieri poetici profondi. In questo panorama naturale anche la figura umana, nelle sue movenze delicate e rispettose dell’ambiente in cui sono immerse, ha la sua personale valenza, che Cavosi esprime ritraendo prevalentemente figure contadine e popolane ma anche privilegiando soggetti religiosi, quali i chierichetti, un  tema che ha sviluppato con una lunga serie di quadri e quadretti di particolare delicatezza e fascino, ma anche con quel tocco di gaiezza propria di ragazzini poco più che bambini che si prestano al particolare servizio liturgico.

Sensibile ai temi ecclesiastici, Cavosi è stato apprezzato perfino da Papa Wojtyla per il quale ha illustrato parte della Bibbia da lui commentata e che ha voluto la sua Crocefissione esposta nelle stanze vaticane.

Una retrospettiva importante dunque, quella romana, curata dal figlio di Cavosi, Roberto (anche lui immerso nel mondo culturale in quanto stimato interprete, autore e regista teatrale), che mira a ripercorrere le sfumature esistenziali di un artista che ha trasformato con la sua arte le percezioni di un esteso e diversificato mondo esterno in un nascosto impulso interiore avvalendosi di articolate digressioni cromatiche e inseguendo ogni pennellata per entrare nell’universo sentimentale più intimo.

LA CRITICA

Un viaggio in spirito attraverso le varie dimensioni dello abitato umano quello che compiamo osservando le opere di Riccardo Cavosi: una grande tecnica pittorica, con una totale padronanza del disegno e del colore, messa a servizio di un artista che sa trasmettere l’atmosfera di un luogo o di un momento con la forza dell’Impressionismo e il senso della storia di un Romantico.
(Alfonso Confalone)

Il maestro Riccardo Cavosi ci rivela il suo mondo pittorico fatto di ricordi ed impressioni. Incantato dalla bellezza e dalla varietà del reale crea la sua arte. La luce calda del sole all’orizzonte che illumina una perla dell’architettura italiana colpisce l’animo dell’artista e lo rende capace di farla rivivere sul supporto dotata di tutto il suo calore. Un genere espressivo che è sempre piacevole alla vista e che stimola la fantasia. I dipinti del maestro sono un piacevole momento di riflessione per lo spettatore, una pausa dal quotidiano che noi tutti dovremmo concederci più spesso. Ogni buona poesia contiene versi fatti di parole che evocano stati d’animo; simmetricamente la pittura di Riccardo Cavosi contiene immagini che evocano parole poetiche che spiegano stati d’animo.
(Anna Francesca Biondolillo)

Il reale è l’interlocutore costante di Riccardo Cavosi. Questo artista non potrebbe in alcun modo prescindere dallo spettacolo cangiante che la natura gli offre allo sguardo: esso costituisce il suo nutrimento, la ragione stessa di operare. Tuttavia, parlando di reale, si rischia di venire fraintesi, questo termine avvalorando di per sé l’ipotesi di una pittura che si esaurisce nella ripresa a freddo di un frammento della realtà nella suggestione immediata delle sue forme e dei suoi colori. Ciò non accade a Cavosi, per il quale quel frammento costituisce soltanto un pretesto, il dato d’avvio per elaborare una immagine capace di esprimere un’emozione lirica drammatica, uno stato d’animo mi pare che sarebbe ingiusto non esprimere un consenso a un artista come Cavosi, in ragione appunto della sua coerenza morale e dei valori pittorici. I suoi paesaggi soprattutto, attestano l’intensità e la commozione che caratterizzano la partecipazione dell’artista al reale: mutano gli stati d’animo e mutano le orchestrazioni formali ma, al fondo, rimane un amore antico e profondo per la natura, per le cose, per gli uomini.
(Carlo Munari)

Si  svela in  parte, in questa  prospettiva, anche  il segreto della comprensibilità e dell’immediatezza del messaggio che   Cavosi   rivolge  agli   uomini  del  nostro  tempo. Affiorano alla memoria  alcune  considerazioni di Tolstoj, che nel 1902  si domandava  che fosse l’arte:  “L’arte del l’ avvenire, destinata a diffondersi tra  tutti gli  uomini, non  avrà  più il fine  di esprimere dei sentimenti  accessibili solo ad alcuni  ricchi; avrà il fine di manifestare la più alta  coscienza   religiosa   delle  generazioni  future.  Nel futuro   non  si  considererà   come  arte  se  non  quella  che esprimerà  dei sentimenti che spingano gli uomini all’unione  fraterna, o anche dei sentimenti così universali da poter essere  provati  dalla  massa  degli  uomini.”Forte  di una  padronanza  assoluta  del  pennello  e di una  costante freschezza  d’ispirazione poetica, Cavosi  esplora  metodicamente  il regno di una  sapienza  antica  chiamandoci con discrezione  a condividerne il  potenziale  di valori  umani tanto  più necessari  oggi  quanto  più  risulta   minacciata, nel macro e nel microcosmo, la dimensione uomo.
(Sergio  Trasatti)

L’aggraziato  stile  figurativo  del  maestro   Riccardo Cavosi  trae  spunto dal  reale  per rendere  sul  supporto visioni estatiche . Cavalli, fiori,  uomini appartenenti a realtà lontane   prendono  vita  e fanno  bella mostra  di sé. Tutti  immersi in  un  tenue  alone  cromatico  infondono liricità   e  romanticismo nel  fruitore   facendo  sentire   se stessi    parte integrante del reso  pittorico.  Viaggi  com piuti  sulle  ali della fantasia,  tratti  dal bagaglio di ricordi  personali;  situazioni immaginarie degne  dei migliori racconti. Nel caldo abbraccio del deserto o nella delicata essenza  di un  papavero immerso in  un  rigoglioso  prato si  percepiscono   profumi  e  sensazioni inebrianti  che  si spargono  nell’aria attorno a noi regalando  indimenticabili impressioni. Un’  arte volta  al bello e al coinvolgimento emozionale che non  si limita  soltanto  a descrivere  ma a   stimolare  il  fruitore   sia  nell’animo   sia  nel  corpo; vibrazioni dell’  essere che si trasmettono anche al divenire.  L’arte del Nostro  é destinata certamente a rimanere nella  storia  umana  ed esempio  da imitare  per i posteri.
(…)
La spigliata sintassi coloristica dell’artista Riccardo Cavosi è libertà espressiva di superba fattura. Baluginanti visioni di toccanti emozioni reali prendono sostanza sulla tela, acquisiscono disinvolta formalità,   esibiscono  la loro valenza stilistica in articolate digressioni cromatiche.
Un’ arte che non ha bisogno di spiegarsi, quella di Riccardo Cavosi, che garantisce un’immediata possibilità fruitiva e un formalismo d’eccezione.

(Dino Marasà)

Riccardo Cavosi rappresenta questo Novecento nel modo tipico del grande artista: rappresentazione della realtà con inserimento dell’emozione interpretativa, con la sensibilità di chi intuisce ed assorbe certe situazioni. La sua capacità si estende anche verso l’osservatore e lo coinvolge in questa atmosfera storica. Il disegno è composto e piacevole, la prospettiva equilibrata e diluita, il cromatismo rafforza una gestualità carica di armonia. Così il messaggio di Riccardo Cavosi è completo, sta a noi raccoglierlo.
(Giorgio Falossi)

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Redazione

 
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Inserire qui una breve nota biografica.


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