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PIETRO FORNASETTI: LA FOLLIA PRATICA

 
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Bottom Line

La mostra di “Piero Fornasetti: La Follia Pratica”, che raggruppa oltre mille pezzi di Fornasetti (1913-1988) ritrovati nei suoi incredibili archivi. Questa retrospettiva traccia il ritratto di questo creatore che fu un pittore e decoratore, uno stampatore e un editore, un collezionista e un commerciante. Nell’universo decorativo teatrale di Fornasetti, i soggetti intrisi di poesia e fantasia giocano con illusioni ottiche, paesaggi metafisici, maschere della commedia dell’arte e facce lunari ed enigmatiche dipinte in più varianti. Piero Fornasetti ricopre con i propri motivi foulard e mobili, ma anche muri e pavimenti, piatti, vassoi e portaombrelli, in particolare, immagina insieme al suo amico architetto Gio Ponti, arredi di interni e soluzioni decorative per case private e transatlantici, casinò.

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Posted 8 febbraio 2015 by

 
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Grande lettore e grande disegnatore fin dall’infanzia, Piero Fornasetti afferma di essere autodidatta di formazione in quanto non si lasciò mai guidare che dalle sue proprie scelte. Contro la volontà del padre nel 1930 si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Brera, ma ne viene espulso due anni dopo per insubordinazione. Così comincia a forgiare sui libri il proprio apprendimento del disegno e della litografia. La pressa messagli a disposizione nell’atelier del padre gli permette di esercitarsi e sperimentare tutte le tecniche di stampa e di incisione. Crea la Stamperia d’Arte Piero Fornasetti e pubblica i propri disegni, gli almanacchi, ma anche le opere dei più grandi artisti dell’epoca: Carlo Carrà, Giorgio de Chirico, Marino Marini, Lucio Fontana.

La sua virtuosità gli permette di lavorare su tutti i tipi di supporto: carta, ceramica, vetro, cuoio, tessuti. È nel 1933, quando espone i suoi foulard alla Triennale di Milano, che Gio Ponti scopre il suo talento. La loro collaborazione vera e propria inizia nel 1940, attorno ad una serie di apparecchi per l’illuminazione. Insieme realizzano i progetti più folli: le copertine delle riviste Domus e Stile, mobili come il trumeau Archittetura nel 1951 e numerose decorazioni: gli affreschi di Palazzo del Bo a Padova (1942) , il re fe t torio della caserma della caserma di Piazza Sant’Ambrogio, il Casinò di Sanremo, Casa Lucano (1951) e ancora le cabine e i saloni del transatlantico Andrea Doria (1952). Estremamente prolifico, Piero Fornasetti, nella sua fascinazione per l’oggetto come multiplo e per “lo stampato in tutte le sue forme” (Patrick Mauriès), crea anche dei poster, prodotti pubblicitari, loghi e accessori per la moda, che in genere concepisce in serie. La più celebre è quella dei piatti, il cui motivo è una variante del viso rotondo della cantante lirica Lina Cavalieri. Ne esistono non meno di trecentocinquanta versioni.

Piero Fornasetti fonda la Galleria dei bibliofili nel 1970, dove espone opere di artisti contemporanei accanto alle sue produzioni. Forte di quest’esperienza, apre vari negozi a Milano e a Torino, nei quali si ritrovano tutte le sue produzioni. Fornasetti è anche regista e scenografo: nel 1970 risponde all’invito di François Mathey, allora direttore del Museo delle Arti Decorative, e assume il ruolo di commissario generale della mostra   “Bolide design”, per la quale concepisce anche il modellino. Alle forme semplici e pulite del modernismo dell’epoca, Piero Fornasetti risponde, come indifferente ai dogmi del design in vigore, a colpi di immaginario su un fondo di umorismo, di sogno e di giochi d’illusione. Che si declinino in serie o che si svelino nei decori, gli oggetti di Fornasetti coprono tutto un mondo di riferimenti e di stili: l’antichità romana, il Rinascimento  italiano, le architetture di Palladio…

Negli anni Novanta, Piero Fornasetti divenne fonte di ispirazione per molto designer, tra cui Philippe Starck. Il primo volume monografico dedicato a Fornasetti, che ha consacrato l’autore Patrick Mauries, e il costante coinvolgimento del figlio Barnaba, che ha proseguito il lavoro del dinamico e creativo padre, hanno contribuito alla riscoperta di un corpus di opere, il cui valore e significato sono oggi chiari a  tutti noi. La mostra presenta i grandi temi dell’opera del progettista: i suoi inizi, poco conosciuti, come pittore, permettono di ritornare sul contesto artistico italiano ed europeo degli anni Trenta, quelli del Novecento e del Ritorno all’ordine, la sua attività di stampatore che sottende tutta la sua opera, le serie Tema e variazioni e la sua collaborazione con Gio Ponti. Saranno messi in scena numerosi dei suoi piatti, portaombrelli, trumeau… Certe decorazioni saranno evocate in prospettiva con il disegno e la pittura, capolavori del suo universo.

La mostra, presentata nel 2013 dal Triennale Design Museum di Milano, è la prima retrospettiva mai dedicata a Fornasetti in Francia. Presentando l’insieme degli aspetti della sua personalità ricca, singolare e atipica, la mostra si inserisce in un discorso critico e teorico sull’ornamento come elemento strutturale del design.

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Redazione

 
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