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INCUBI NORDICI E MITI MEDITERRANEI MAX KLINGER E L’INCISIONE SIMBOLISTA MITTELEUROPEA

 
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Il titolo della mostra intende evocare come nello spirito tedesco di questi artisti legati a Klinger e al suo mondo simbolico coesistessero elementi classici e gotici, evocazione nostalgica del mito e inquietudine moderna, istintualità dionisiaca e riflessione filosofica. La Schönheit e la Körperkultur si intrecciano alla forza irresistibile di Eros e Thanatos. E’ un’indagine approfondita sull’attività artistica di questo grande esponente della storia dell’arte.

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Posted 28 novembre 2014 by

 
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Dal 30 novembre 2014 al 18 gennaio 2015, si terrà a Sesto Fiorentino (FI) Incubi nordici e miti mediterranei. Max Klinger e l’incisione simbolista mitteleuropea. La mostra, realizzata dal Gruppo “La Soffitta, Spazio delle Arti”, in collaborazione con il Comune di Sesto Fiorentino,  propone un’indagine sull’incisione simbolista mitteleuropea, attraverso una selezione consistente di opere del più grande artista tedesco di questo periodo: Max Klinger, di cui sono presentati i cicli più importanti, da Eva e il futuro a Un guanto, da Della morte parte prima (Vom Tode I) alla Brahmsphantasie, oltre a varie opere sciolte tra cui la celebre Isola dei morti dal dipinto omonimo di Arnold Böcklin, nella prima tiratura di soli 30 esemplari numerati e firmati dall’artista. Accanto a lui, saranno esposte anche numerose incisioni di altri artisti che sono stati maggiormente influenzati dalla sua ricerca, per un totale oltre 300 opere.

Con questa mostra si intende dare continuità all’evento artistico “Alto-Basso”, che si svolge da quattro anni a Sesto Fiorentino e che coinvolge i due spazi espositivi presenti sul territorio: “La Soffitta Spazio delle Arti” di Colonnata, nella parte alta della città e il Centro espositivo “Antonio Berti”, più in basso, vicino al centro storico. Da qui il nome della manifestazione “Alto-Basso”.

L’attenzione sempre più ricorrente per l’opera di Max Klinger, oggetto di un susseguirsi di esposizioni, studi e approfondimenti anche nel nostro paese, pone ormai le basi per esplorare quel ricco ambito di influenze che l’artista tedesco fu in grado di suscitare ed alimentare soprattutto nella grafica e nello specifico nell’incisione, tra i vari artisti ed amici, sodali e seguaci che trassero ispirazione e incitamento dalla sua arte e dai suoi enunciati teorici intorno alla Griffelkunst (Arte dello stilo). Un ambito che risulta ancora poco esplorato in Italia, se non in modo frammentario, e che fa riemergere nomi in gran parte ignoti o dimenticati presso di noi, come Karl Stauffer-Bern, Otto Greiner, Sigmund Lipinsky, Sascha Schneider, Max Roeder, Bruno Héroux, Joseph Uhl, Ernst Moritz Geyger, Fritz Boehle, Heinrich Vogeler, Paul Hermann, Richard Müller, Willi Geiger, gli austriaci Rudolf Jettmar e Alois Kolb, gli  svizzeri Albert Welti e Fritz Pauli o la svedese Tyra Kleen, insieme ad altri certamente più conosciuti come Franz von Stuck e Käthe Kollwitz, antesignana dell’Espressionismo. Diversi di questi artisti soggiornarono o addirittura vissero nel nostro paese scegliendolo come seconda patria, ultime maglie di una lunga catena di nordici che, a partire da Goethe, avevano cercato nel mondo mediterraneo gli ultimi riverberi di un‘arcadia ideale.

Il trattato di Klinger Malerei und Zeichnung  (Pittura e disegno) pubblicato a Lipsia nel 1891 fu il punto di partenza per tutti coloro che ricorsero alla grafica per esprimere il proprio mondo immaginario e interiore popolato di fantasmi, angosce e tormenti, ma al contempo proteso ai vagheggiamenti ideali di bellezza, armonia,  musica e sensualità panica.

Il titolo della mostra intende evocare come nello spirito tedesco di questi artisti legati a Klinger e al suo mondo simbolico coesistessero elementi classici e gotici, evocazione nostalgica del mito e inquietudine moderna, istintualità dionisiaca e riflessione filosofica. La Schönheit e la Körperkultur si intrecciano alla forza irresistibile di Eros e Thanatos. I sabba stregoneschi del Faust di Goethe convivono con l’epica omerica. Albert Welti incide una sulfurea Notte di Valpurga (Walpurgisnacht), mentre ispirati dall’Odissea Otto Greiner e Sigmund Lipinsky realizzano capolavori. Le icone luciferine di Franz von Stuck si alternano alle delicate favole preraffaellite di Heinrich Vogeler. Hugo Höppener Fidus idealizza La preghiera della luce (Lichtgebet), una runa vivente che diviene il simbolo della generazione dei naturisti e dei riformatori della vita. Fauni e centauri, tritoni e sirene sono le creature ibride che dalla fantasia di Arnold Böcklin trasmigrano attraverso Max Klinger nelle opere grafiche degli artisti più giovani che ruotano intorno a von Stuck e all’Accademia di Monaco, Richard Müller con eleganza e ironia inventa un mondo straniante di incongrui e improbabili dialoghi amorosi tra donne e animali. La mostra sarà così un’occasione unica per poter ammirare, per la prima volta riunite insieme, opere poco note al vasto pubblico rese disponibili grazie ai prestiti di appassionati cultori di grafica del periodo.

Il filo conduttore della mostra, Klinger e l’influenza del suo operato, permette di strutturare l’esposizione delle incisioni in più sezioni dedicate agli autori più significativi; inoltre, un’intera sezione è dedicata alla produzione degli ex libris nella quale gli artisti della Mitteleuropa eccelsero, concentrandosi soprattutto sul valore simbolico del nudo, ossia dell’Akt.  In tal modo, saranno collegati i due centri espositivi. Le opere selezionate provengono dalla collezione di Emanuele Bardazzi, dalla Libreria Antiquaria Gonnelli di Firenze, dalla Galleria dell’Incisione di Brescia e da altre collezioni private, provenienti da diverse parti d’Italia.

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Redazione

 
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