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AFRICA Big Change Big Chance

 
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Uno sguardo ad un luogo lontano, ma così vicino che si sta evolvendo velocemente

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Un percorso positivo, ma l'obiettivo di benessere diffuso è ancora lontano


Bottom Line

Il “contesto planetario” sta cambiando a causa della scarsità di risorse fossili, ormai in accertato esaurimento, della pressione antropica, oggi dotata di una immensa potenzialità tecnica, della situazione demografica, in impetuoso aumento, dell’incremento dell’urbanizzazione, della globalizzazione dell’economia ed anche del pensiero. Occuparsi dell’Africa dal punto di vista dell’architettura, intesa nel suo senso più ampio, significa occuparsi di un luogo in cui stanno sviluppandosi alcuni dei fenomeni più interessanti, complessi ed anche inquietanti di questi ultimi anni.

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Posted 7 ottobre 2014 by

 
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Dal 15 Ottobre al 28 Dicembre alla Triennale di Milano si svolgerà la mostra “Africa Big Change Big Chance ” a cura di Benno Albrecht e dal Curatore Triennale Architettura: Alberto Ferlenga. Il progetto grafico è stato affidato a  Stefano Mandato , mentre la visualizzazione dati: Valerio Pellegrini. Il progetto di allestimento è stato affidato a  Benno Albrecht e Enrico Guastaroba. Lo scopo della mostra è quello di rendere chiari ed evidenti le dinamiche delle grandi trasformazioni in corso in Africa. La sfida che abbiamo davanti in Africa riguarda il controllo dei grandi numeri, di persone, di pressione dell’urbanizzazione, e la possibilità legata al controllo della grande dimensione, sia questa urbana sia territoriale.

Il cambiamento Change – riguarda in particolare i fenomeni di concentrazione urbana. Nel 2030 anche le regioni che oggi hanno il minor tasso di urbanizzazione saranno a maggioranza con una popolazione residente nella città. Nel 2030 la popolazione urbana dell’Africa, 748 milioni, supererà popolazione complessiva dell’Europa, 685 milioni.

La possibilità – Chance – è impersonata dai protagonisti della scena dell’architettura in Africa dal dopoguerra, dal modernismo tropicale, ad oggi. Sono gli interpreti di una progettualità impegnata nella proposizione di una nuova modernità, il cui interesse travalica le ragioni specifiche, estetiche e tecniche, e fa riflettere attorno a problemi più generali, di assetto complessivo delle città  e delle modalità di intervento.

La mostra si svilupperà in sezioni che presenteranno lo sviluppo urbano in atto in Africa attraverso la presentazione di ricerche riguardanti i casi più eclatanti, Lagos, Maputo, Nairobi, Cairo ecc. Saranno illustrate anche le grandi trasformazioni territoriali con i relativi progetti, di scala continentale e globale, che riguardano lo sfruttamento delle acque, la produzione di energia, l’arresto della desertificazione, con le nuove infrastrutture e i nuovi attori che si muovono in questo scenario. La mostra si articola in 5 sezioni che indagano e riflettono sulle trasformazioni urbanistiche e architettoniche e i grandi cambiamenti del continente africano.

1. Geografia delle quantità

La possibilità di conservare il futuro è legata al controllo mentale e tecnico, di rappresentazione e d’immaginazione, delle grandi quantità coinvolte nel cambiamento africano.

L’Africa supererà ampiamente i due miliardi di abitanti entro i primi cinquant’anni del secolo, ma la transizione mostra un continente in sofferenza. Tra i primi 50 paesi al mondo con piu` elevato tasso di mortalità dei bambini sotto i cinque anni, 42 sono africani. Il mutamento in corso in Africa è comprensibile attraverso logiche legate a una nuova  oltre-modernità  sostenibile ed ecologica.

2. Architetture continentali

L’enorme modificazione dell’ambiente fisico in Africa è il resoconto delle trasformazioni del territorio che, oltrepassando la scala urbana, sottendono a una strategia di trasformazione più ampia che attraversa e realizza paesaggi continentali e transnazionali con ripercussioni ed effetti su scala globale. Le tracce, anche problematiche, delle nuove infrastrutture mostrano l’impatto delle grandi dighe, degli impianti solari ed eolici. Sono anche i segni tangibili dei grandi progetti di riforestazione, necessari per fermare il deserto, che preludono alla conquista di nuove terre.

3. Architetture della modernità

La possibilità di cambiamento è impersonata dai protagonisti della scena dell’architettura in Africa dal dopoguerra a oggi. L’attenzione è posta verso gli interpreti di una progettualità impegnata nella proposizione di una nuova modernità. Sono messi in campo i correttivi progettuali per adeguarsi a situazioni estreme che mostrano gli orizzonti tecnici delle architetture legate al controllo ambientale passivo. L’eccezionalità di questi esperimenti dimostra che l’Africa è stata, ed è, palestra di una concezione problematica della modernità.

4. Città della globalità

L’Africa del villaggio sta diventando l’Africa delle città. La gigantesca spinta alla crescita urbana porta allo scardinamento degli istituti tradizionali delle comunità stanziali. Il modello urbano africano è di difficile lettura e classificazione. I dispositivi mentali e le strategie concettuali tipiche della progettazione urbana tradizionale di matrice europea-americana sono inefficaci nella formulazione di tattiche d’intervento. È possibile che la città  della globalità, la megalopoli africana, sia vivaio operativo di soluzioni alternative alla città occidentale e asiatica contemporanee.

5. Apparati

La mostra comprende diversi apparati necessari alla sua riuscita. La sezione della fotografia mostra come la città in vorticosa trasformazione è letta dagli artisti africani. La modellazione in 3D e la stampa in 3D restituiscono una visione di architetture poco conosciute e collocate in luoghi difficili da raggiungere. Le scelte dei materiali dell’allestimento hanno ragione perchè tutto il materiale utilizzato sarà completamente riusato nella costruzione di prototipi di produzioni di nuovi edifici in Africa. La sezione che riguarda le visioni del futuro vuole mostrare come gli architetti militanti ipotizzano la possibile configurazione delle nuove realtà urbane africane.

La mostra è aperta fino al 28 dicembre con i seguenti orari: da martedì a domenica dalle 10:30 alle 20:30; giovedì dalle 10:30 alle 23:00. Chiuso lunedì.Ingresso: 8,00 Euro/ 6,50 Euro / 5,50 Euro

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Redazione

 
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