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SCARPEDIEM – STORIE DI SCARPE STRAORDINARIE

 
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In breve

“Chi nasce a Napoli viene al mondo con un destino: l’arte del racconto, ispirata dal canto della memoria che si fonde con la suggestione magica dell’ignoto, di ciò che deve ancora arrivare. Così Pino Ammendola, come Sherazade, si salva dalla nostalgia della sua città, evocandola in maniera feticistica attraverso quel simbolo universale della favola che è “la chianella”. Da questo prende il via la sua scrittura quasi cinematografica, fatta della cura del dettaglio e di ritagli d’immagini incollate su un periodare poetico ed accattivante…”
Renzo Arbore (dalla prefazione del libro)

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Posted 7 marzo 2015 by

 
Recensione completa
 
 

Una scrittura composta da ritagli di memoria, con uno sguardo appassionato, da autentico napoletano, alle calzature, in questo caso femminili, articolo indispensabile di vestiario che connota fortemente la personalità di una donna. E’ su tali parametri che Pino Ammendola , noto volto televisivo, attore, doppiatore, regista e autore teatrale, ha composto queste sette storie di scarpe. Percorsi immaginari in cui le piccole ‘macchine’ per il nostro viaggio quotidiano diventano la chiave per leggere trame nascoste, per avvertite vibrazioni impalpabili, quasi magici grimaldelli per aprire porte segrete e scoprire le orme lasciate dalla vita.

Nasce così Scarpediem, pubblicazione appassionata, umoristica e di vita vissuta, edita da Teke editori e che si avvale di una preziosa prefazione di Renzo Arbore, che verrà presentata al pubblico giovedì 12 marzo alle 18,30alla Libreria L’Argonauta di Roma. A moderare l’incontro sarà la giornalista di Rai 3 Roberta Ammendola, mentre la voce dell’attrice Maria Letizia Gorga , evocherà per immagini sonore alcuni stralci dei racconti, accompagnata al piano del Maestro Stefano De Meo.
Una “deliziosa tentazione feticista di mettersi nei piedi delle donne” quella di Ammendola, che ritrae le sue muse dalle diverse personalità in un contesto partenopeo sensuale e misterioso, come un calzolaio creativo, inventore di stivali a mezza coscia abbottonati con stringhe elastiche, coturni da dea greca, tacchi in metallo cromato o sandali capresi. Racconti dalla caviglia in giù, che hanno il merito di commuovere o far sorridere, ma soprattutto di fare identificare al lettore, a qualunque sesso appartenga, la propria ‘segreta’ passione per le scarpe, evidenziando un fenomeno di costume, molto più psicanalitico di quello che a primo acchitto potrebbe apparire.

 
Una “deliziosa tentazione feticista di mettersi nei piedi delle donne” quella di Ammendola, che ritrae le sue muse dalle diverse personalità in un contesto partenopeo sensuale e misterioso, come un calzolaio creativo, inventore di stivali a mezza coscia abbottonati con stringhe elastiche, coturni da dea greca, tacchi in metallo cromato o sandali capresi. Racconti dalla caviglia in giù, che hanno il merito di commuovere o far sorridere, ma soprattutto di fare identificare al lettore, a qualunque sesso appartenga, la propria ‘segreta’ passione per le scarpe, evidenziando un fenomeno di costume, molto più psicanalitico di quello che a primo acchitto potrebbe apparire.

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Redazione

 
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