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PREMIO FIERA INTERNAZIONALE DEL LIBRI DI GUADALAJARA IN LINGUA E LETTERATURA ROMANZA 2014: CLAUDIO MAGRIS

 
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In breve

Claudio Magris è il primo scrittore italiano a ricevere il Premio Fiera Internazionale del Libro de Guadalajara (FIL) in Lingua e Letteratura Romanza 2014. “Pensatore in diverse lingue, Magris incarna la migliore tradizione umanista nel combinare la sua esperienza personale con la memoria collettiva della storia dell’Europa centrale per creare uno spazio di dialogo tra le culture […]

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Posted 3 dicembre 2014 by

 
Recensione completa
 
 

Claudio Magris è il primo scrittore italiano a ricevere il Premio Fiera Internazionale del Libro de Guadalajara (FIL) in Lingua e Letteratura Romanza 2014.

“Pensatore in diverse lingue, Magris incarna la migliore tradizione umanista nel combinare la sua esperienza personale con la memoria collettiva della storia dell’Europa centrale per creare uno spazio di dialogo tra le culture del Danubio e quelle del Mediterraneo.”

Con questa motivazione è stato conferito a Claudio Magris il Premio Feria de Guadalajara de Literatura en Lenguas Romances 2014.

La Fiera di Guadalajara è l’appuntamento più importante per l’editoria in lingua spagnola: l’edizione 2014 si è aperta il 29 novembre e si concluderà il 7 dicembre. Il premio, che consiste nella somma di 150.000 dollari, viene attribuito ogni anno alla personalità che si è maggiormente distinta nell’ambito della letteratura romanza (francese, catalano, galiziano, portoghese, rumeno, spagnolo e, appunto, italiano), ed è finanziato da un consorzio di agenzie culturali messicane, banche e università. Tra i vincitori passati figurano autori come Antonio Lobo Antunes, Yves Bonnefoy e Juan Goytisolo: Magris è il primo italiano a vincerlo. Nel discorso di accettazione lo scrittore triestino ha dichiarato: “Questo grande premio corona la generosità con cui i paesi e i critici di lingua spagnola da sempre hanno accolto i miei libri”.

La sua lectio, dedicata ai colori della scrittura, si è così conclusa: “Scrivere è anche tentativo di costruire un arca di Noè per salvare tutto ciò che si ama, per salvare – desiderio vano e impossibile, donchischiottesco ma inestirpabile – ogni vita. Non so che colore abbia questa gracile e scalcagnata barchetta di carta che possiamo costruire con le nostre parole. La sappiamo destinata ad affondare ma non per questo si smette di scrivere. E se affonda, questa scrittura non ha il color nero, l’assenza di colori, bensì piuttosto il bianco, ossia tutti i colori”.

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Redazione

 
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