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LETTERE DEI SOLDATI DELLA WEHRMACHT

 
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In breve

Nel sessantesimo anniversario dalla fine della Seconda guerra mondiale, per la prima volta viene pubblicata in Italia una raccolta di lettere dei soldati della Wehrmacht. La voce più intima e le convinzioni più profonde dei soldati tedeschi impegnati su tutti i fronti. Una prospettiva inedita e rivelatrice

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Posted 8 maggio 2015 by

 
Recensione completa
 
 

La selezione di lettere scritte dai soldati tedeschi durante la Seconda guerra mondiale conservate nel Museo della Comunicazione di Berlino ha uno straordinario valore storico, perché rappresenta una testimonianza immediata del conflitto da parte di chi l’ha quotidianamente vissuto, su tutti i fronti, dall’invasione della Polonia fino alla caduta di Berlino. I diciassette milioni di soldati della Wehrmacht, infatti, non hanno mai cessato di scrivere alle loro famiglie nel corso di tutta l guerra, dall’esaltazione delle iniziali vittorie folgoranti fino alla disperazione della sconfitta finale.

Se le lettere scritte durante la campagna di Francia del 1940 o all’inizio dell’operazione Barbarossa sono in genere piene di speranza nei confronti della nuova Grande Germania incarnata nel Terzo Reich, quelle successive, scritte durante l’assedio di Stalingrado e lo sbarco alleato in Normandia, si fanno via via più pessimiste. Una pagina dopo l’altra, il lettore assiste alle disillusioni dei soldati, alla stanchezza di fronte alla brutalità della guerra, al degrado delle condizioni fisiche e psichiche. Ma poiché questi uomini sono gli alfieri del nazismo in guerra, leggiamo anche la fede esaltata nei confronti della Germania hitleriana, la partecipazione ai massacri delle popolazioni civili e la forza dell’ideologia nazionalsocialista nelle truppe del Terzo Reich.

Per la prima volta, attraverso lettere scritte ai famigliari, comprendiamo cosa veramente pensavano e credevano i soldati dell’esercito tedesco. Un quadro rivelatore e inedito.

«Hannah Arendt parlava della banalità del male. In queste lettere emerge il male della banalità. Leggendole riusciamo a comprendere la spaventosa dimensione totalizzante della quotidianità in guerra. La capacità dei soldati tedeschi di perpretare il male e di razionalizzarlo di fronte a loro stessi, era fin troppo umana… Questa raccolta ha un grande valore: ci costringe a pensare alla seconda guerra mondiale in termini più universali di quanto non vorremmo.» Dalla prefazione di Timothy Snyder

Scheda Autore:

Marie Moutier, storica, è specializzata sul Terzo Reich e in particolare sulla Wehrmacht. Per prima ha potuto accedere ai dossier personali e quindi al patrimonio di più di sedicimila lettere dei soldati dell’estercito tedesco, conservati presso il Deutsche Dienststelle, il Museo della Comunicazione di Berlino.


Redazione

 
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