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LA FUGA DI RUDO VERSO I MONTI PHEZULU

 
La fuga di Rudo copertina 2.indd
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Pro


Intenso, commuovente

Contro


Mostra con chiarezza gli orrori della guerra visti con gli occhi di un bimbo


In breve

«La mia scuola è troppo lontana. Ma lontana o no, è l’unica dei quattro villaggi dell’area di Saphela, nella provincia di Kezi. In ogni caso, è facile da trovare. Basta seguire la grande strada di Saphela […] e si arriva dritti all’entrata della scuola di Godlwayo, il villaggio vicino» citazione dal libro

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Posted 2 ottobre 2014 by

 
Recensione completa
 
 

Lo scrittore Christopher Mlalazi ha partecipato all’International Writing Program dell’Università dell’Iowa nel 2012, ma già si era imposto sul mercato librario nel 2009 con la raccolta di racconti “Dancing whit Life: Tales frome the Township”, per poi essere nominato al Nama nel 2009 con il romanzo “Many Rivers”, ed ha ottenuto anche il premio nel 2010 per l’adattamento teatrale d un suo racconto. Christopher  Mlalazi racconta la fuga di Rudo dal suo villaggio insieme alla madre, alla zia ed al cuginetto di pochi mesi. È l’inizio del Gukurahundi, “la pioggia che spazza via le stoppie”, un terribile episodio di violenza interetnica che nel 1987 portò al massacro di 20.000 civili di etnia ndebele da parte della Quinta brigata, un’unità speciale dell’esercito dello Zimbabwe addestrata nella Corea del Nord per reprimere i dissidenti. Lo stile è asciutto, privo di sentimentalismo e autocommiserazione: è la voce semplice di una bambina che racconta il suo dolore, incredulo e stupito di fronte a una ferocia che le sconvolge la vita e che non ha una ragione. All’orrore e ai crimini di cui Rudo è testimone si oppongono, quasi per contrasto, la capacità di reagire dei protagonsti, il loro coraggio e il rispetto profondo che hanno per se stessi e per le altre vittime. Colpisce il modo in cui l’Autore sa dare voce alle emozioni di una bambina, capace perfino di sorridere, seppure amaramente, e di non perdere mai la speranza. È una storia che fa soffrire e affascina. E resta impressa nella memoria e nell’anima di chi legge.

Citazione dal  libro:

Rudo, bimba di 14 anni: ” Tenevo gli occhi fissi sulla figura accasciata nella polvere. Era papà, ed era nudo. Le luci del camion gli illuminavano il corpo. Lentamente, s’è tirato su a sedere. Ho riconosciuto il soldato con gli occhiali. Gli stava puntando qualcosa alla testa. Sapevo che era una pistola. All’improvviso, mamma mi ha afferrato e mi ha nascosto il viso contro il suo seno. Non ho cercato di liberarmi. Aspettavo lo sparo. Nel mio cuore, ho detto addio a papà”.

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Redazione

 
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