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IL RITORNO DI KAZUO ISHIGURO AL FESTIVALETTERATURA DI MANTOVA

 
kazuo ishiguro a mantova
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In breve

Kazuo Ishiguro è tornato!
Dopo 10 anni di assenza dalla scena letteraria ecco il suo nuovo romanzo “Il Gigante Sepolto” con cui torna nuovamente a parlare di memoria e dimenticanza, ma stavolta in maniera diversa, non è più solo il singolo personaggio a descrivere e raccontare il difficile rapporto ed equilibrio fra i due elementi, ora è la stessa società ad essere investita di questo ruolo, immersa in una dimensione fantastica legata al mondo del leggendario Re Artù.

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Posted 14 settembre 2015 by

 
Recensione completa
 
 

E’ una terra desolata della memoria, antica e fantastica, dove il concetto di passato è nebuloso, Re Artù è morto e la pace è ormai perduta, in questa landa devastata dalle guerre un’anziana coppia Axl e Beatrice cercano il loro passato. La strana nebbia che investe ogni villaggio avvolge la popolazione impedendo a tutti di ricordare, ma loro ricordano di aver avuto un figlio e che lui se n’è andato. A dispetto della vecchiaia decidono di partire e durante il viaggio incontrano persone,  guerrieri, viandanti, mostri di ogni genere superando diverse prove fino a quella più grande…

E’ una dimensione onirica, fabulosa che permette allo scrittore, ora al suo settimo romanzo, di  recuperare i temi a lui tanto cari come la fallibilità della memoria, il dolore della perdita, i sentimenti umani, ma in chiave diversa, più collettiva. Attraverso le prove che affrontano i protagonisti Axl e Beatrice la nebbia va assottigliandosi restituendo la memoria ad ogni essere umano. Il gigante sepolto di quella civiltà viene risvegliato, la memoria perduta viene ritrovata.

E’ un’indagine sulla memoria e sulla colpa, sul dolore e sull’amore, sul fragile equilibrio fra ricordo e bisogno dell’oblio.

La critica lo ha acclamato, ma al tempo stesso ha sottolineato la natura fantasy dell’opera, quasi fosse un limite o una mancanza. Come ha spiegato Ishiguro al pubblico riunito in occasione del Festivaletteratura di Mantova: “Sono rimasto sorpreso dai dibattiti sul genere del mio libro, mentre scrivevo pensavo solo a scrivere il miglior libro possibile per me. Non capisco questa necessità di gerarchia dei generi e categorie. Le categorie sono nate di recente dai librari per segnalare un libro ad un pubblico specifico, però secondo me categorizzare significa costruire un recinto intorno alla nostra fantasia.” Ha proseguito aggiungendo: “Quando scrivo cerco di riportare sulla carta quello che ho in mente ed uso qualsiasi cosa per farlo funzionare. Ricordate i primi tentativi di volo? Le macchine erano un’accozzaglia di cose pur di riuscire a farle decollare e volare. Quando scrivo faccio la stessa cosa, faccio di tutto per farlo decollare come romanzo”.

“Il Gigante sepolto” è chiaramente una storia d’amore, ricca di sentimenti, dove la pace sembra forse apparente e causata solo dall’elemento esterno della nebbia che spinge a dimenticare, ma, come ha sottolineato Michela Murgia: “Quale pace può fondarsi sulla dimenticanza?”

Kazuo Ishiguro:A volte per le nazioni e per intere società è meglio dimenticare, è più conveniente perché altrimenti ci sarebbero infiniti conflitti, e violenze. E’ un modo per evitare la vendetta, ma è una pace solo apparente, perché non ci sono riconciliazioni e spesso col tempo riemergono i cicli di violenza come in Bosnia e nel Medioriente. Ma questo avviene anche nelle famiglie, nei rapporti di coppia. A volte per mantenere forte il legame con i propri cari cerchiamo di dimenticare le cose cattive che sono state dette o fatte, ma l’affetto può andare avanti dopo anni di omissione e dimenticanza? Tutti abbiamo delle responsabilità, tutti abbiamo dei giganti sepolti del passato sia come singoli che come società.”

L’equilibrio fra dimenticanza e ricordo, fra vendetta e riconciliazione è decisamente difficile sia a livello personale sia soprattutto a livello collettivo.

Kazuo Ishiguro: “Chiedere alla collettività di dimenticare è un male necessario per mettere un punto finale alle violenze, è certamente brutto perché qualcuno resta impunito, però è necessario. Un buon equilibrio è stato trovato nel Sud Africa dopo l’Apartheid grazie alla Commissione per la verità e la riconciliazione. Anche in Europa ci sono enormi giganti sepolti, ma dopo le atrocità della prima metà del ventesimo secolo, credo che ad  oggi possa ritenersi orgogliosa.”

Cosa l’ha spinta a scrivere questo romanzo?

Kazuo Ishiguro:Ho scelto di scrivere narrativa e non dei saggi perché il mio interesse principale sta nel rappresentare, descrivere e condividere le emozioni. Non è semplice esprimere nei miei libri la complessità dei sentimenti. La musica ad esempio  per me è molto importante perché è un mondo dove i sentimenti sono convogliati ed espressi senza le parole, attraverso l’istinto ed è proprio quest’ultimo aspetto che cerco di mantenere vivo dentro di me quando scrivo.”

“Il Gigante Sepolto” è dunque un’opera di narrativa, che nasconde un linguaggio più allegorico che investe il singolo individuo così come la comunità cui appartiene, spingendolo a porsi domande sulla vita, sulla memoria ma soprattutto sull’amore.


Federica Di Bartolo

 
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