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AL POLO NORD

 
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Pro


I racconti delle scoperte, per rivivere le avventure e le emozioni di chi sfidava l’ignoto.

Contro


Un testo poco noto che speriamo possa spingere alla lettura di tanti altri fantastici libri.


In breve

«Il secolo che sta per morire, è stato senza dubbio il più ricco di spedizioni marittime, dirette tutte attraverso i mari ghiacciati del settentrione, per cercare la conquista di uno dei due punti estremi del nostro globo: il polo nord»

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Posted 2 ottobre 2014 by

 
Recensione completa
 
 

La casa editrice “Terre di Libri” pubblica in questi giorni uno dei più importanti lavori dello scrittore italiano di romanzi d’avventura Emilio Salgari (Verona, 1862 – Torino, 1911). Divenuto famoso sopratutto per il personaggio di “Sandokan” e il ciclo dei pirati della Malesia e dei Corsari delle Antille, tuttavia ha scritto diversi romanzi a carattere scientifico dedicati alle esplorazioni che in quegli anni facevano conoscere le zone ancora ignote del globo come appunto “Al Polo Nord”. In questo romanzo l’autore tracciava un breve resoconto dei tentativi di grandi esploratori che tra la fine del xix secolo e gli inizi del xx cercarono senza successo di raggiungere il Polo Nord, da quello del norvegese Fridtjoff Nansen del 1895 fino a quello “futuro” del Duca degli Abruzzi, che sarebbe partito di lì a un anno, nel 1900.Le grandi esplorazioni avevano allora un risalto paragonabile a quello che hanno avuto negli Sessanta e Settanta del Novecento le imprese spaziali. Le spedizioni polari erano seguite con passione da un vasto pubblico e i giornali ne davano conto, tenendo sempre desto l’interesse e – per usare le parole di Salgari – facendo «palpitar d’angoscia e di speranza tanti cuori».

L’opera racconta le avventure di due cacciatori di lontre della Compagnia Russo-Americana, Sandoe e Mac-Doll, che vengono catturati dal sottomarino Taimyr, entrando così a far parte del suo equipaggio. Il fantastico battello subacqueo è comandato dal misterioso ing. Nikirka e la sua missione è quella di raggiungere il Polo Nord, navigando esclusivamente sott’acqua. Dopo molte avventure, la meta viene infine raggiunta. Ma sulla via del ritorno è in agguato la tragedia. Dopo la perdita del Taimyr e dell’intero equipaggio, solo Mac-Doll, che sarà costretto a lasciar morire l’amico Sandoe, verrà miracolosamente salvato da una nave di passaggio. E, nella finzione del romanzo, sarà proprio lui a raccontare a Salgari le sue avventure, per provare al mondo di essere stato il primo a raggiungere il Polo Nord. “Al Polo Nord” ci accompagna in un viaggio nell’ambiente ostile, freddo e pericoloso dei ghiacci eterni. Ci mostra creature marine straordinarie, che, grazie all’abilità narrativa di Salgari, riusciamo a vedere come se assistessimo a un film.

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Redazione

 
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