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XXX – IL RITORNO DI XANDER CAGE

 
Regia
 
 
 
 
 


 
Soggetto
 
 
 
 
 


 
Sceneggiatura
 
 
 
 
 


 
Fotografia
 
 
 
 
 


 
Colonna sonora
 
 
 
 
 


 
Total Score
 
 
 
 
 
2.5/ 5


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Pro


Regia di buon mestiere, discreto mix di azione e risate, apprezzabili le presenze di Donnie Yen e Tony Jaa.

Contro


Sceneggiatura esile al punto da sfiorare il semplicismo, struttura che alla lunga si fa ripetitiva.


In breve

In seguito al furto di una potente arma militare, nota come “il vaso di Pandora”, viene fatto cadere un satellite sulla città di New York, evento che causa la morte dell’agente della NSA Augustus Eugene Gibbons. L’organizzazione criminale che ha sottratto l’arma, in grado di teleguidare i satelliti in orbita intorno al globo, minaccia di usarla contro altri grandi centri americani. La NSA richiede così l’aiuto di Xander Cage, ex agente del progetto segreto xXx e amico di Gibbons, da tempo creduto morto. Xander, fuoriuscendo dal suo nascondiglio in Brasile, torna così in azione insieme a una sua squadra, scoprendo una cospirazione che fa capo agli apparati corrotti dei principali governi mondiali.

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Posted 19 gennaio 2017 by

 
Recensione completa
 
 

Nata all’inizio degli anni 2000 sulla scia del successo del primo Fast and Furious (di cui il prototipo rappresentava una sorta di variante spionistica), tutta centrata sui muscoli e sul volto statuario di Vin Diesel, la saga action xXx era rimasta congelata da oltre un decennio, da quel xXx 2: The Last Level che aveva visto Diesel sostituito dal rapper Ice Cube. La risorgente popolarità dell’attore americano (in vista tre nuovi episodi di Fast & Furious, il suo ritorno nel ruolo dell’eroe fantascientifico Riddick, e il doppiaggio del simpatico Groot nel prossimo Guardians of The Galaxy 2), insieme a quello che pare un rinnovato interesse di Hollywood per l’action più muscolare, hanno favorito il ritorno di un franchise che pareva ormai condannato all’oblio. Franchise che vede giungere qui in cabina di regia l’italoamericano D.J. Caruso (Disturbia, Sono il numero quattro).

Permeato da uno spirito autoironico più in linea con i tempi, meno orientato a prendersi sul serio rispetto ai suoi due predecessori, ma anche più lineare nel plot, questo xXx – Il ritorno di Xander Cage pesca a piene mani nel potenziale “fisico” del suo protagonista, piegando le sue pur esili esigenze narrative all’unico utilizzo possibile della figura dello statuario attore. Così, il film sparge a piene mani generose dosi di adrenalina e testosterone, abbondando (fin dall’incipit) in sequenze che sfidano le leggi della fisica, ma anche in dialoghi improntati alla calcolata burla. Ad affiancare il protagonista, oltre ad un Samuel L. Jackson che esce ironicamente di scena nei minuti iniziali (con citazione del suo ruolo nei film Marvel), una squadra che vede le presenze femminili di Nina Dobrev e Toni Collette, oltre a due action hero orientali di prim’ordine quali Donnie Yen e Toni Jaa.

Trailer:

PRO

Gli appassionati del genere (intendendo, con questo termine, la declinazione più muscolare, fumettistica, e disancorata dai concetti di misura e credibilità, del cinema d’azione) avranno modo di apprezzare questo ritorno di Vin Diesel nei panni del redivivo Xander Cage. L’ironia (pur furba) che lo script sparge nel film aiuta ad accettarne le componenti più roboanti e sopra le righe, e a stemperare il machismo esibito della trama in un’auto-smitizzazione a suo modo apprezzabile. Caruso sembra consapevole che quando l’action, in fatto di astrazione e “cartoonizzazione” della messa in scena, ha ormai detto tutto quello che aveva da dire, non resta che puntare sulla consapevole demolizione dei topoi, sull’evocazione della risata a partire dallo stesso materiale che si sceglie di presentare. Via libera, così, alle macchiette (l’agente complottista, l’ambientalista dal grilletto facile, la scienziata nerd impaurita dalla violenza), introdotte da didascalie che rimandano ai reality televisivi. La regia, pur esagerando a tratti nell’ipertrofia delle sequenze d’azione (frutto, anche, di un montaggio che sovente nuoce alla leggibilità della singola scena) rende bene la fisicità a suo modo “astratta” alla base del film, adeguandosi alle premesse poste dal suo ingombrante (in tutti i sensi) protagonista. In un’ottica di action ormai globalizzato, fa piacere anche trovare un veterano come Donnie Yen in un ruolo di cui, malgrado l’ambiguità di cui vorrebbe ammantarsi, si intuiscono da subito i contorni; oltre a un Tony Jaa ormai lanciato (dopo il recente Fast & Furious 7) sul mercato del cinema blockbuster occidentale.

CONTRO

L’esilità dell’intreccio di questo xXx 2: The Last Level, e la totale prevedibilità dei suoi sviluppi (ivi compresa il presunto twist finale) nuocciono in parte al risultato finale. La teorica appartenenza del soggetto al filone spionistico (evocata anche dal motivo musicale dei titoli di testa, che riecheggia, neanche troppo velatamente, quello della saga di Mission: Impossible) si infrange subito su una linearità narrativa, a tratti, ai limiti dell’inconsistenza; già da metà film si smette, di fatto, di seguire l’esilissimo plot, per concentrarsi sull’attrattiva estemporanea della singola sequenza, sempre all’insegna di un dosato mix di testosterone e risate. Il risultato, pur intrattenendo con un certo mestiere, finisce alla lunga per farsi ripetitivo, lasciando lo spettatore con un sorriso, ma anche col desiderio inappagato di un vero racconto cinematografico.

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Marco Minniti

 
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