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Colonna sonora
 
 
 
 
 


 
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4/ 5


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Pro


Musica fa da filo rosso alla commedia

Contro


Ritmo eccessivamente lento


In breve

Lei è Greta, interpretata da Keira Knithley, una compositrice sconosciuta che segue il fidanzato (Adam Levine dei “Maroon 5”) a New York, ma quando la carriera del musicista decolla…il suo amore va in pezzi. Il fidanzato inebriato dal successo perde se stesso e ciò che è importante arrivando a tradirla.
Lui è Dan, interpretato da uno scarmigliato e arruffato Mark Ruffalo, è un produttore discografico ormai alla deriva, senza soldi e dedito all’alcool, vede la sua famiglia e la sua carriera sgretolarglisi davanti agli occhi e non riesce a fare nulla per salvarli.
Una sera in un pub Dan ascolta per caso la musica di Greta e, seppur ubriaco, individua la potenza del suo talento… inizia l’inseguimento per convincere prima Greta a lavorare con lui e successivamente a realizzare un album che abbia come sfondo New York.

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Posted 12 ottobre 2014 by

 
Recensione completa
 
 

Mark Ruffalo e Keira Knightley sono i protagonisti di una nuova commedia romantica scritta dal regista di “Once”: John Carney. Stilisticamente simile a “Once”, ha però un canovaccio troppo esile senza grandi colpi di scena. Il filo conduttore è la musica che con la sua magia riesce a trasformare qualcosa di banale in speciale, a rendere una scena di vita quotidiana una “vera perla”, per citare il film.

Se alla magia della musica aggiungiamo l’amore fra i due protagonisti, entrambi con problemi di cuore da risolvere, ecco che la pellicola si colora di una tensione latente che si va via via accentuando, cui si aggiunge il desiderio di rompere le strutture economiche e sociali e andare contro il sistema dell’industria discografica. Ecco quindi che la pellicola assume dei  toni delicati, quasi intimi, tutto scorre però senza colpire particolarmente. Nonostante ci siano tutti gli elementi per replicare il successo di “Once” questo non avviene.

Curiosità: ll film è stato proiettato in anteprima mondiale il 7 settembre 2013 alla trentottesima edizione del  Toronto International Film Festival, mentre in Italia è stato presentato a luglio alla 44esima edizione del Giffoni Film Festival.

PRO

La musica rende il film godibile, grazie ad una colonna sonora eclettica e originale e agli scorci inusuali della Grande Mela. Si potrebbe parlare di un  messaggio dominante: il lavoro è capace di esorcizzare i dolori che ti scavano dentro, ma in particolare la musica, così come l’arte risolleva lo spirito e lo rende più forte.

CONTRO

Tutto scivola lentamente, sviluppando quasi una sensazione di agonia. Troppi i clichè e i buchi narrativi che tolgono spessore ai personaggi, forse eccessivamente caratterizzati come Ruffalo che qui è un idealista ubriacone e squattrinato che cerca di convincere una frigida e compassata Knightley a lavorare per lui. Lei invece è rigida e languida, non emerge in nessun modo la sua forza caratteriale, l’unico sentimento evidente è l’autocommiserazione.

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Redazione

 
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