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STAR TREK BEYOND

 
Regia
 
 
 
 
 


 
Soggetto
 
 
 
 
 


 
Sceneggiatura
 
 
 
 
 


 
Fotografia
 
 
 
 
 


 
Colonna sonora
 
 
 
 
 


 
Total Score
 
 
 
 
 
3.5/ 5


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Pro


Messa in scena imponente, robusti quantitativi di azione, struttura narrativa semplice e lineare che farà la felicità degli appassionati della serie classica.

Contro


L’originalità della rilettura della saga di Abrahms è solo un lontano ricordo. La semplicità del plot si traduce in sostanziali esilità e prevedibilità.


In breve

Rispondendo a una richiesta d’aiuto, la USS Enterprise entra in una nebulosa sconosciuta, non mappata, dove viene attaccata da uno stormo di navicelle. La nave, che riporta gravissimi danni, riesce a fare un atterraggio di fortuna su uno sconosciuto pianeta; qui, i superstiti si trovano sperduti e divisi, incapaci di comunicare tra loro. Kirk e compagni scopriranno presto che gli assalitori hanno preso prigioniera una parte dell’equipaggio: il loro capo, Krall, sembra essere interessato a un misterioso manufatto, che gli permetterebbe di attaccare e distruggere la Federazione. Ma i superstiti dell’Enterprise, con l’aiuto della guerriera aliena Jaylah, riescono ad elaborare un piano per salvare i propri compagni e fermare Krall…

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Posted 21 luglio 2016 by

 
Recensione completa
 
 

Dopo il reboot del 2009, e il relativo sequel datato 2013, entrambi firmati da J.J. Abrahms, il testimone della “nuova” saga di Star Trek cambia di mano. Non poteva essere altrimenti, d’altronde, visto il passaggio dell’enfant terrible Abrahms al franchise rivale di Guerre stellari: in cabina di regia arriva ora quel Justin Lin che si è finora messo in evidenza (soprattutto) con la saga action di Fast & Furious, di cui ha firmato ben cinque episodi (tra film ufficiali e spinoff). Un cambio che si fa sentire, in modo evidente, sul risultato di questo Star Trek Beyond: accantonati i paradossi temporali, gli incastri con la serie classica di Gene Roddenberry e gli ammiccamenti ai nostalgici, il film di Lin corre veloce e “furioso” per tutte le sue due ore di durata, guardando soprattutto ai frenetici ritmi del cinema d’azione moderno.

Sospeso tra canone e modernità, Star Trek Beyond sembra in effetti muoversi in due, apparentemente opposte, direzioni: da un lato una maggiore semplicità nell’intreccio, con l’annullamento delle digressioni metatestuali di Abrahms, recuperando l’essenzialità dei plot della serie originale; dall’altra, una maggiore frenesia visiva, quantitativi notevolmente più generosi di azione, in linea col gusto moderno e con le evoluzioni degli attuali blockbuster americani. Il risultato è un prodotto che, dopo l’introduzione che (ri)presenta i personaggi (col già chiacchierato coming out del tenente Sulu), si muove velocissimo tra mondi conosciuti e non; presentando un villain (col volto di Idris Elba) dal sapore retrò, e inframezzando le frenetiche sequenze action con alcune marcate parentesi comiche (affidate soprattutto al Montgomery Scott di Simon Pegg – anche co-autore dello script – e alla nuova, poco assortita coppia formata dal tenente Spock e dal dottor Bones).

Trailer:

PRO

Nel suo coté visivo dal sapore classico, innervato dalle robuste dosi di azione che rappresentano un po’ il marchio di fabbrica del regista, Star Trek Beyond potrà risultare appetibile sia agli appassionati della serie tv originale, sia al pubblico dei nuovi blockbuster statunitensi. La sceneggiatura confina i momenti più introspettivi del plot ai venti minuti iniziali (in cui troviamo, tra l’altro, il già chiacchierato coming out del tenente Sulu): per tutto il resto della sua durata, il film di Lin dosa in modo efficace azione ed ironia, mantenendo un ritmo sempre molto alto e affidandosi alla competenza dei suoi spettatori (ivi compresi i cliché e le situazioni-tipo della saga) più che allo sviluppo di elementi davvero innovativi. Questo “giocare sul sicuro” del film potrà sicuramente catturare quel pubblico che non aveva apprezzato la rilettura personale e metatestuale della saga operata da Abrahms: questi spettatori ritroveranno nel plot una semplicità, un’essenzialità nello sviluppo di situazioni e personaggi, in linea con l’originale concezione di un franchise nato da una precisa concezione della fantascienza, oggi dal sapore inevitabilmente vintage.

CONTRO

La classicità tematica di Star Trek Beyond, unita alla sua confezione estremamente moderna, rappresenta anche il suo principale limite. L’originale rilettura della saga operata da Abrahms, la consapevolezza autoironica (ma estremamente rispettosa) che il creatore di Lost aveva messo in campo nei due precedenti episodi, vengono azzerate da un’operazione che non fa che riportare, meccanicamente, le logiche e gli espedienti narrativi della serie classica nel contesto del cinema fantascientifico moderno. Un tentativo efficace nell’ottica del rispolvero (esteriore) di un materiale inesorabilmente datato, ad uso e consumo delle nuove generazioni; ma anche un’operazione intrinsecamente esile, come esile resta un plot di cui si intuiscono con estrema facilità sviluppi e approdi. Quella portata da Lin, nella saga, è una sorta di restaurazione sostanziale del canone (a dispetto della moderna, scintillante confezione del tutto) appena mitigata dall’ironia con cui lo script contrappunta la sovrabbondanza di sequenze action.

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Marco Minniti

 
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