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SLAM – TUTTO PER UNA RAGAZZA

 
Regia
 
 
 
 
 


 
Soggetto
 
 
 
 
 


 
Sceneggiatura
 
 
 
 
 


 
Fotografia
 
 
 
 
 


 
Colonna sonora
 
 
 
 
 


 
Total Score
 
 
 
 
 
3/ 5


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Pro


Buon ritmo, vivace nella regia, efficace nell’illuminare le dinamiche dei conflitti intra ed extra-familiari. Interpreti efficaci ed affiatati.

Contro


Le parentesi oniriche, ed i flashforward, appaiono poco integrati nella storia. L’adattamento alla realtà romana della storia scritta da Hornby risulta problematico.


In breve

Samuele, 16 anni, ha un’inguaribile passione per lo skate, una venerazione per lo skater americano Tony Hawk, e il progetto di trasferirsi in California una volta finiti gli studi; ma il ragazzo deve anche fare i conti con una sorta di maledizione familiare. Nella sua famiglia, infatti, a partire dalla generazione dei suoi nonni, c’è l’abitudine di fare figli molto giovani, per la precisione proprio all’età da lui appena raggiunta: sua madre, infatti, che divorziò poco dopo la sua nascita, ha solo 32 anni, sua nonna 48. Quando, tuttavia, Samuele conosce la coetanea Alice durante una festa a casa di amici di famiglia, scatta subito l’interesse, poi la passione e l’inevitabile frequentazione. Quando Alice comunica a Samuele di essere rimasta incinta, il ragazzo capisce di essere rimasto, malgrado tutto, invischiato nello stesso guaio che coinvolse prima di lui i suoi genitori e i suoi nonni. Incapace di accettare la realtà, Samuele si rifugia nella lettura del libro autobiografico di Tony Hawk, sperando di trovare lì le risposte di cui ha bisogno.

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Posted 11 marzo 2017 by

 
Recensione completa
 
 

La narrativa di Nick Hornby, così profondamente calata nella realtà del proletariato inglese, sembra curiosamente essere stato oggetto, negli ultimi anni, di un’opera di appropriazione da parte di cinematografie abbastanza lontane dal suo contesto originale di riferimento. È stato così per il film americano del 2005 L’amore in gioco, adattamento (il secondo) del romanzo di Hornby Febbre a 90°, con il baseball al posto del calcio; ed è stato così anche per il film italiano E’ nata una star?, risalente al 2012 e tratto dall’omonimo racconto scritto dall’autore inglese due anni prima. La storia si ripete ora con un’altra pellicola prodotta nel Belpaese, adattamento del romanzo del 2007 Tutto per una ragazza, che traspone la storia concepita da Hornby dai quartieri popolari londinesi alla realtà della media borghesia romana.

A dirigere il film, presentato in anteprima nell’ultima edizione del Torino Film Festival, il romano Andrea Molaioli, cineasta tradizionalmente distante dai territori della commedia (suoi sono il thriller La ragazza del lago e il dramma ad ambientazione finanziaria Il gioiellino, datati rispettivamente 2007 e 2011). Malgrado la poca confidenza del regista col genere, lo script di Slam – Tutto per una ragazza immerge integralmente la storia scritta da Hornby in un mood che è quello tipico della commedia italica contemporanea, declinata nella sua versione teen (con in primo piano il sempiterno tema del conflitto generazionale) e spruzzata di quel tanto di romanità (appannaggio soprattutto del padre interpretato da Luca Marinelli) che recentemente sembra aver incontrato i favori del pubblico. A fare da trait d’union col mondo dello scrittore britannico, le parentesi oniriche e i flash forward che confrontano, per il giovane protagonista, la realtà sognata con quella realisticamente prospettata dalla sua nuova situazione.

Trailer:

PRO

Cineasta parco nel suo lavoro di regia (solo cinque film da lui diretti, in circa un quindicennio), già trovatosi, seppur in altro contesto, ad adattare alla realtà italiana un soggetto altrove concepito (il suo La ragazza del lago era ispirato ad un romanzo della norvegese Karim Fossum), Andrea Molaioli non sembra risentire del cambio di genere del suo cinema, adeguandosi efficacemente ai codici della commedia contemporanea ad ambientazione borghese. Questo Slam – Tutto per una ragazza funziona laddove descrive, con semplicità ed efficacia, gli avvicinamenti ed allontanamenti tra i due giovani protagonisti, la realtà di un contesto familiare che ha visto (forzatamente) i suoi ruoli confondersi e sovrapporsi, il confronto tra due nuclei familiari culturalmente, se non socialmente, distanti. Al di là di una regia vivace, che dà il meglio laddove resta ancorata alla sua storyline principale, e al racconto di formazione del protagonista, molto è demandato agli interpreti e al loro affiatamento: con in primo piano l’efficace Ludovico Tersigni, oltre a una Jasmine Trinca spaesata il giusto nel ruolo di una non troppo convinta genitrice. Il già citato Marinelli innesta nella storia la giusta dose di romanità ruspante, pur in un’interpretazione a cui non è estranea una certa dose di maniera.

CONTRO

Come per il contemporaneo (e tematicamente molto simile) Piuma di Roan Johnson, il problema principale di Slam – Tutto per una ragazza è l’aver voluto introdurre una componente onirica in una vicenda che sarebbe risultata parimenti (e forse più) efficace se fosse rimasta ancorata ad una dimensione puramente realistica. Le parentesi che vanno ad illustrare le parole di Tony Hawk restano poco integrate nella narrazione, una sorta di corpo estraneo che sembra funzionale unicamente a mantenere un collegamento col romanzo originale e col suo tema; lo stesso argomento dello skate scompare per una lunga frazione di film dal racconto, finendo in secondo piano rispetto alle vicende familiari vissute dal protagonista. Parimenti, anche i flashforward mutuati dalla storia di Hornby risultano poco funzionali all’evoluzione della vicenda, e alla lunga ripetitivi: più in generale, si segnala un’evidente difficoltà, da parte degli sceneggiatori, a calare la vicenda scritta dall’autore inglese in un contesto evidentemente molto lontano da quello in cui fu originariamente concepita.

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Marco Minniti

 
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