non solo recensioni…

 
 


 
Da non perdere
 

SI ALZA IL VENTO

 
si-alza-vento-310x443
si-alza-vento-310x443
si-alza-vento-310x443

 
Scheda
 

Genere:
 
Regista:
 
Durata:
 
Sceneggiatura:
 
Direttore Della Fotografia:
 
Titolo Originale:
 
Distribuzione:
 
Produzione: ,
 
Regia
 
 
 
 
 


 
Soggetto
 
 
 
 
 


 
Sceneggiatura
 
 
 
 
 


 
Fotografia
 
 
 
 
 


 
Colonna sonora
 
 
 
 
 


 
Total Score
 
 
 
 
 
4.5/ 5


User Rating
2 total ratings

 

Pro


E’ l’uomo con le sue contraddizioni e sentimenti il centro dell’opera.

Contro


La lunghezza dell’opera lo rende forse prolisso in certi suoi elementi.


In breve

E’ il 1918 e nelle campagne del Giappone un ragazzino, Jiro Horikoshi sogna di diventare pilota, ma a causa della vista (è infatti miope) è costretto a rinunciare. Dopo aver letto una rivista decide di diventare un progettista di aerei proprio come l’ingegnere e progettista italiano Caproni. Durante il viaggio in treno che lo porterà a studiare ingegneria a Tokyo, Jiro viene coinvolto nel terribile e devastante terremoto del Kanto edè qui che conosce Nahoko, ma dopo averla aiutata se ne va senza lasciar traccia. Finiti gli studi Jiro inizia a lavorare presso la Mitsubishi e diventa progettista di caccia, la sua abilità lo porterà a farsi notare tanto da essere inviato in Germania per imparare le tecniche di costruzione tedesche. Qui è testimone di un raid della Gestapo, cosa che insinua in lui insicurezze e dubbi su cosa sta facendo, solo l’incontro nel mondo dei sogni con Caproni, gli farà ricordare la bellezza degli aerei. Nel 1932 incontra di nuovo Nahoko, malata di tubercolosi e nonostante tutto si sposano secondo il rito tradizionale. Nahoko resta a casa sempre più debole a causa della malattia, mentre Jiro è ormai al collaudo di uno dei suoi prototipi: Mitsubishi A5M. Durante la prova di volo Jiro viene distratto da una raffica di vento, proprio mentre Nahoko torna in sanatorio. Nel sogno Jiro incontra di nuovo Caproni e…

2
Posted 17 settembre 2014 by

 
Recensione completa
 
 

Ha accompagnato durante la crescita tante generazioni di ragazzi, ha regalato loro meravigliosi sogni visivi, li ha aiutati a conoscere il mondo e le sue innumerevoli contraddizioni. Ha donato sorrisi e lacrime, struggimenti e speranze, ed ora dopo tutto questo il famoso fumettista, animatore, sceneggiatore, regista e produttore giapponese Hayao Miyazaki si ritira, chiudendo così la sua feconda produzione con “Si alza il vento”. Un vero e proprio testamento spirituale del maestro che con tocco leggero e delicato, ma decisamente più realistico del solito parla dei propri sogni, dell’uomo che è, delle sue idee e passioni così contraddittorie fra loro, ma che gli hanno dato la capacità di parlare al cuore del suo pubblico.
Con quest’opera Hayao tratteggia e descrive non solo se stesso, ma anche il mondo che lo circonda, il Giappone della sua infanzia ai prodromi della Seconda Guerra Mondiale, così arretrato, che cerca in tutti i modi con le sue forze di modernizzarsi, di raggiungere i livelli tecnologici degli altri paesi, soprattutto europei. E’ un paese segnato da una grande povertà, da una società chiusa e molto strutturata gerarchicamente su cui si abbattono sciagure come il terribile terremoto del Kanto del 1923, la Grande Depressione, l’epidemia di tubercolosi e l’entrata in guerra del Giappone. Attraverso i propri ricordi e studi il Maestro ricostruisce il Giappone del 1920-1930 con le sue tradizioni seppur segnato da un’importante crisi economica. E’ in questo scenario che un giovane ragazzino di campagna Jiro, ovviamente alter ego di Miyazaki da giovane, sogna di diventare un costruttore di aerei, ossia di realizzare e costruire in prima persona il suo “sogno”. L’incontro nel mondo onirico con l’ ingegnere aeronautico, imprenditore e pioniere dell’aviazione italiana, Giovanni Battista Caproni, primo conte di Taliedo (Arco, 1886 – Roma, 1957), anch’egli alter ego del maestro ormai anziano, segna il momento cruciale del film, cui si aggiunge successivamente quello con la moglie Nahoko. In “Si alza il vento” è descritta la vita di Jiro e gli ostacoli che affronta per realizzare concretamente il suo sogno, l’amore e la disperazione, il successo e il dolore.

Curiosità: E’ un film d’animazione scritto e diretto da Miyazaki e prodotto dallo Studio Ghibli, tratto da un manga omonimo disegnato e scritto dallo stesso autore e pubblicato sulla rivista Model Graphix Hobby a partire dal 2009, e che è ispirato al romanzo breve e autobiografico “Kaze Tachinu” di Tatsuo Hori del 1936. Nonostante i molteplici richiami all’opera di Hori, il film d’animazione se ne discosta diventando un’opera a sé, con un’anima vera e propria. Non mancano ovviamente le citazioni e gli omaggi come ad esempio l’amore fra Jiro e Nahoko è ispirato al romanzo di Hori, la cui moglie Setsuko era malata di tubercolosi. Qui il nome viene modificato in Nahoko in omaggio ad un altro romanzo di Hori il cui titolo è appunto: “Naoko”.

PRO

Miyazai racconta le fasi della vita e i sentimenti umani, ma soprattutto descrive se stesso. Non è la prima volta che il maestro dimostra la sua passione per i motori e in particolare per gli aerei da guerra, pur inneggiando alla pace e pur essendo un fervente ecologista. Lui stesso si rende conto di questo dualismo fatto di amore e odio, che supera con semplicità attraverso la voce matura di Caproni che spiega al giovane Jiro, che il volo e gli aerei non sono malvagi, è l’uso che ne fa l’uomo che è malvagio. E’ un film documentario di due ore, che nella seconda parte assume i toni del melodramma, descrivendo e sottolineando l’epica impresa nazionale, la dignità e l’etica del suo lavoro e proprio nel fare questo il maestro si allontana dai soliti tipici stilemi e diventa audace, nelle sue descrizioni. E’ lo spirito e il sentimento ad interessare Miyazaki, è la rappresentazione di una vita con le sue sfaccettature e la crescita spirituale del suo alter ego: Jiro. Tutto diventa un simbolismo perfino l’aereo che è qui il sogno dell’umanità che scruta il cielo verso luoghi inesplorati e conoscenze e intuizioni tutte da scoprire, il volo e l’aereo diventano il simbolo della Libertà. E’ un inno alla vita e all’amore non per nulla il fulcro centrale dell’opera si ritrova nei versi dello scrittore, poeta e aforista francese Paul Valéry (Sète, 1871 – Parigi, 1945), in particolare nell’opera del 1920 intitolata. “Le cimetière marin”, che canta: “ Le vent se lève!… il faut tenter de vivre “ – trad.: “Si alza il vento!… Bisogna osar di vivere!”
Il messaggio finale dell’opera al suo pubblico è chiaro: è importante vivere seguendo i propri sogni e lavorare per realizzarli, non importa quante volte cadiamo a terra sconfitti, l’importante è rialzarsi.

CONTRO

La critica ha attaccato l’opera sostenendo che fosse un inno alla guerra, in realtà “Si alza il vento” è ben lungi dall’essere tale, è un affresco visivo dell’umanità e delle sue capacità, di tutte quelle potenzialità che vengono usate per fare del male invece che per rendere migliore la vita. E’ un racconto–fiume di due ore, dove a volte alcune relazioni non vengono chiarite, perché considerate secondarie, ma in fondo la vita è così si incontrano delle persone che inconsapevolmente ti arricchiscono e con la stessa facilità si perdono di vista. E’ sicuramente un’opera più matura, i toni pastello le danno un aspetto delicato, ma è quasi un vero e proprio romanzo di “formazione”, che forse i più piccini potrebbero non apprezzare.

Gallery

Share on FacebookShare on Google+Share on LinkedInPin on PinterestTweet about this on TwitterShare on Tumblr

Redazione

 
Avatar of Redazione
Inserire qui una breve nota biografica.


  1.  
    Federica
     
     
     
     
     

    Peccato che si sia ritirato. Il film è decisamente originale




  2.  
    Tiziano
     
     
     
     
     

    Davvero un bellissimo film, peccato uno degli ultimi dello studio Ghibli..





Risposte


(required)