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RUN ALL NIGHT – UNA NOTTE PER SOPRAVVIVERE

 
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Colonna sonora
 
 
 
 
 


 
Total Score
 
 
 
 
 
4/ 5


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Pro


Una corsa contro il tempo alla scoperta di legami

Contro


Topoi troppo classici, manca di novità


In breve

Una sola notte per cambiare il corso del destino, per superare i dissapori e le insicurezze. Una sola notte per riconciliarsi con il proprio passato, questa è l’unica possibilità per Jimmy Conlon (Liam Neeson) “il becchino” ossia il migliore sicario di Brooklyn al servizio del boss mafioso Shawn Maguire (Ed Harris). Ormai vecchio e solo Jimmy passa il tempo ad affogare rimorsi e dispiaceri nel whisky, la sua carriera è finita, non ha soldi per poter vivere e soprattutto il figlio Mike (Joel Kinnaman) lo odia a causa del suo lavoro. Una notte però Mike diventa il bersaglio della mafia locale, Shawn Maguire non esita a mettere una taglia sulla sua testa. Cosa farà Jimmy? Riuscirà a salvare il figlio?

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Posted 8 maggio 2015 by

 
Recensione completa
 
 

Dopo “Unknown – Senza identità” (2011) e “Non-Stop” (2014), il regista spagnolo Jaume Collet-Serra torna a dirigere l’attore irlandese Liam Neeson in un’avvincente action thriller dal gusto tipicamente hollywoodiano. La sceneggiatura di Brad Ingelsby sottolinea ed enfatizza le atmosfere ritratte dalla fotografia di Martin Ruhe. “Una notte per sopravvivere” è un’opera di puro intrattenimento. Ha tutti gli elementi dell’action thriller dove le scene di azione diventano il cuore centrale e il punto di forza della pellicola, che seppur semplice e prevedibile nel suo intreccio a livello di sceneggiatura riesce a catturare l’interesse del pubblico appassionato del genere. Luci ed ombre si mescolano insieme per tutto lo svolgimento del film, diventando parte integrante della pellicola stessa e un suo marchio così la speranza di redenzione si alterna con la macchia nera del peccato. Un concetto che emerge preponderante perfino nella fotografia e nella scenografia, ecco quindi una New York sporca e abitata da personaggi corrotti, dove i buoni sono delle vere e proprie “mosche bianche”.

PRO

Il  ritmo veloce caratterizzato da diversi manierismi visivi, dove il peccato si mescola alla speranza di redenzione arricchiscono la pellicola, dandole un tocco di originalità in più e immettendola, oltretutto, nel filone dei polizieschi con scene d’azione di stampo hollywoodiano. Fin dalle prime scene trapela una fascinazione per i film e iromanzi polizieschi, come è evidente dalla dimensione quasi romantica che investe in primis il protagonista, l’eroe cattivo, che ormai in pensione deve fare i conti con i fantasmi di tutte le persone che ha assassinato. E’ l’ideologia del “possibile riscatto” a dominare incontrastata la pellicola, una speranza che si riverbera sulla stessa fotografia di Martin Ruhe che dall’oscurità della notte e dal giallo dell’illuminazione elettrica passa piano piano alla luce solare. Una luce non certo diretta, ma come filtrata dalle fronde di un bosco come ad indicare lo stato spirituale in cui si trova Jimmy.

CONTRO

I personaggi seppur complessi, caratterizzati dal travaglio interiore, che si declina nel rimoso e nella speranza di redenzione, non riescono a far risaltare pienamente questo dissidio personale. Mike sembra passare da uno stato di arrabbiatura ad uno di sorpresa  senza un’analisi o una riflessione, il vecchio boss è monolitico  sui suoi ferrei principi, ma non riesce a mostrare il grande dolore per la perdita del figlio. Maggiore espressività e sviluppo lo regala Liam Neeson con il suo Jimmy.

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Federica Di Bartolo

 
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