non solo recensioni…

 
 


 
Da non perdere
 

ROBINÙ

 
robinu-locandina
robinu-locandina
robinu-locandina

 
Scheda
 

Genere:
 
Regista:
 
Durata:
 
Sceneggiatura: , ,
 
Direttore Della Fotografia: , ,
 
Data Di Uscita Nelle Sale:
 
Titolo Originale:
 
Distribuzione:
 
Produzione: ,
 
Regia
 
 
 
 
 


 
Soggetto
 
 
 
 
 


 
Sceneggiatura
 
 
 
 
 


 
Fotografia
 
 
 
 
 


 
Colonna sonora
 
 
 
 
 


 
Total Score
 
 
 
 
 
3/ 5


User Rating
no ratings yet

 

Pro


Prodotto dal valore divulgativo indiscutibile, molto efficace nel lasciar emergere le storie dei suoi protagonisti, e quelle di un universo criminale in fase di trasformazione.

Contro


Estetica efficace ma anonima, mutuata dal linguaggio del reportage televisivo e priva di un piglio prettamente cinematografico.


In breve

Negli ultimi due anni, la violenza camorristica che insanguina Napoli ha assunto un nuovo volto: è quello dei sicari adolescenti, veri e propri baby killer che rifuggono alle regole dei vecchi clan e ingaggiano, per le strade dei quartieri popolari, una spietata lotta per il potere. Da Forcella ai Decumani, fino ai Tribunali e a Porta Capuana: la “paranza dei bambini” segna una nuova fase nella criminalità organizzata partenopea, quella di adolescenti che “rottamano” le vecchie generazioni camorristiche, contendendosi il territorio (e il controllo del traffico di droga) con piglio mai così aggressivo e sanguinario. Le loro storie, quelle dei loro familiari e amici, e quelle di chi a questa logica sanguinaria è riuscito a sfuggire, sono oggetto del racconto filmato di Michele Santoro.

0
Posted 8 dicembre 2016 by

 
Recensione completa
 
 

15 giugno 2015: con quaranta condanne, perlopiù di giovani e giovanissimi, il tribunale di Napoli riconosce ufficialmente l’esistenza di un fenomeno nuovo, quello di una guerra di camorra praticamente priva di regole, combattuta da criminali adolescenti. La “paranza dei bambini” ha attirato da subito l’attenzione di Michele Santoro (già uso, nei suoi programmi televisivi, all’esplorazione del sottobosco criminale italiano), che con questo Robinù ne ha voluto raccontare dall’interno logiche e regole. Presentato nella neonata sezione “Cinema del giardino” dell’ultima Mostra del Cinema di Venezia, il film di Santoro arriva ora nelle sale italiane, per una presentazione-evento da tenersi nelle giornate del 6 e 7 dicembre.

Polifonico, animato da un piglio descrittivo e cronachistico mutato dai servizi che il giornalista ha già realizzato per il piccolo schermo, Robinù punta a comporre il quadro di un universo criminale destrutturato, in cui difesa e preservazione del prestigio delle vecchie generazioni camorristiche si saldano (venendone in parte sopraffatte) col fare anarchico e insofferente alle regole dei “nuovi” baby killer. A fianco, la descrizione di un “mondo di mezzo” contiguo ma non sovrapponibile all’universo criminale, quello delle donne che preparano, confezionano e spacciano dosi di cocaina per mantenere la propria famiglia, quello dei genitori muti e increduli di fronte al carcere subito dai propri figli, quello di una giovane cittadinanza che innalza questi eroi nichilisti a simboli, nello stesso modo in cui venera il sangue di Padre Pio o scrive, con tenera inconsapevolezza, speranzose missive a Maria De Filippi.

Trailer:

PRO

E’ impressionante, guardando il film di Santoro, apprendere delle trasformazioni subite negli ultimi anni dal sottobosco camorristico partenopeo, la sua “colonizzazione” delle zone turistiche cittadine, la sua rinnovata aggressività, parallela all’abbassamento di età dei suoi protagonisti. Non sono manovalanza, ma attori partecipi, i personaggi di Robinù: il sorriso di Salvatore, 24 anni e una possibile condanna all’ergastolo, la sfumatura di lucida follia che si legge nei suoi occhi, dicono di più, in questo senso, di un qualsiasi trattato sociologico. Così come dicono tanto le voci di questi ribelli sui generis, spietati e (in)consapevoli angeli della morte, asserviti alla rapacità di una logica che vede il denaro, il potere e il loro accumulo, come meri emblemi da perseguire, completamente svuotati della loro valenza concreta. Priva di un valore concreto resta anche la vita umana, elemento che, nella sua ipotetica sottrazione violenta, trova la sua unica, vera funzionalità: veicolo ulteriore di ostentazione del potere, vettore di un’ebbrezza (quella dell’omicidio) che prescinde da qualunque considerazione di carattere economico e/o utilitaristico. Un nichilismo, quello di questi giovani criminali, che il documentario di Santoro fa emergere nel modo più naturale possibile, attraverso le loro stesse, spesso impressionanti, testimonianze.

CONTRO

Encomiabile negli intenti, ed efficace nella capacità di lasciar emergere l’oggetto rappresentato, Robinù è tuttavia privo di un’estetica prettamente cinematografica: andando a costituire, di fatto, poco più di un’estensione, articolata nelle dimensioni del lungometraggio, dei reportage che il giornalista (e il suo staff) realizzavano per le loro trasmissioni televisive. Manca, nell’affresco polifonico di questa criminalità adolescente, la capacità di farsi racconto, di penetrare più a fondo motivazioni e pulsioni dei suoi protagonisti, di costruire un ritmo coerente ed armonico che possa risultare davvero cinematografico. Il concetto insito nel titolo (la visione di questi baby killer come eroi popolari, beniamini delle classi più deboli) poteva essere meglio sviscerato; così come poteva (e doveva) trovare maggiore approfondimento il carattere “generazionale” di questa nuova guerra di camorra, la ribellione dei figli contro i padri, le ricadute del fenomeno su un territorio già eroso da decenni di violenza. Il carattere anonimo, privo di uno sguardo davvero personale sulla materia trattata, del documentario di Santoro, unito al mancato sfruttamento di alcune delle sue migliori suggestioni, fa sì che Robinù resti un prodotto dall’indubbio valore divulgativo, ma dallo scarso appeal puramente cinematografico.

GALLERY

Share on FacebookShare on Google+Share on LinkedInPin on PinterestTweet about this on TwitterShare on Tumblr

Marco Minniti

 
Avatar of Marco Minniti


0 Commenti



Commenta per primo!


Risposte


(required)