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RENEGADES – COMMANDO D’ASSALTO

 
Regia
 
 
 
 
 


 
Soggetto
 
 
 
 
 


 
Sceneggiatura
 
 
 
 
 


 
Fotografia
 
 
 
 
 


 
Colonna sonora
 
 
 
 
 


 
Total Score
 
 
 
 
 
3/ 5


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Pro


Il film offre un intrattenimento onesto, confezionato con buon mestiere, e un buon occhio nella resa delle scene subacquee.

Contro


Resta, quello di Quale, un prodotto effimero, dal plot che è poco più di un pretesto, con dei villain monodimensionali e narrativamente quasi privi di funzionalità.


In breve

Sarajevo, 1995: mentre in tutta la Bosnia infuria la guerra, e la città patisce le conseguenze dell’assedio delle truppe serbe, un team di Navy Seals viene a sapere dell’esistenza di un carico di lingotti d’oro, risalenti all’occupazione nazista, rimasti sul fondo di un lago locale. La fonte è la giovane Lara, compagna di uno dei soldati: suo nonno, ancora bambino, riuscì a fuggire da una rappresaglia delle truppe tedesche durante la Seconda Guerra Mondiale, prima che un’azione dei partigiani rompesse gli argini del lago, sommergendo l’intero borgo. Nonostante la pericolosità della missione, e la non certezza sull’effettiva esistenza dell’oro, il team decide di raggiungere il fondo del lago per mettersi alla ricerca del carico. Ma i serbi, venuti a loro volta a conoscenza del tesoro nascosto, cercheranno in tutti i modi di precederli…

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Posted 10 ottobre 2017 by

 
Recensione completa
 
 

Giunto nelle sale solo una settimana dopo l’uscita del fantascientifico Valerian e la battaglia dei mille pianeti, questo Renegades – Commando d’assalto porta anch’esso, nei credits, il nome di Luc Besson (qui sceneggiatore e produttore). Dedito ormai abitualmente agli sperimentalismi di genere, e a una costante ipertrofia visiva nelle opere da lui dirette, il regista/produttore francese sembra puntare a una maggiore “sobrietà” (virgolette d’obbligo) e classicità, laddove lascia il timone di regia ad altri. E il film di Steven Quale (al suo attivo il recente disaster movie Into The Storm) è effettivamente un action bellico che occhieggia alla declinazione del genere in voga negli anni ‘80 e ‘90, depurandola dagli eccessi di violenza e premendo in certa misura (non eccessiva) sul pedale dell’ironia.

Appena terminato il prologo (ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale) il film di Quale mostra in effetti immediatamente le sue carte, lasciando ben pochi dubbi su dove il regista voglia andare a parare. Lo sfondo storico e l’ambientazione militare non nascondono alcun tipo di ambizione politica o sociale: l’operazione è puramente ludica, e la sequenza che vede il team di Navy Seals scappare a bordo di un carro armato per le vie mezzo devastate della città, lanciandosi anche nelle acque del fiume, è in questo senso più che esplicita. Siamo nei territori del popcorn movie d’azione, in cui fanno capolino l’immancabile cameratismo tra i membri della squadra, la figura del comandante burbero ma dal cuore d’oro (qui col volto di J.K. Simmons), una basilare love story tra il militare col volto di Charlie Bewley. e la giovane interpretata da Sylvia Hoeks, e un’edificante, quanto rassicurante, morale finale (che punta a rimarcare le sofferenze patite dalla popolazione locale).

Trailer:

PRO

Il principale pregio di Renegades – Commando d’assalto sta nell’estrema semplicità del suo plot, nella rassicurante (e non spiacevole) prevedibilità che il suo intreccio presenta. Contrariamente alle ultime, pretenziose prove registiche di Besson, il film di Quale non bara cercando di apparire per ciò che non è: al contrario, il suo muoversi nei territori del genere, frequentandoli con mestiere e scioltezza, è esplicito sin dai primi minuti. La regia dosa abbastanza bene azione ed ironia, evitando di calcare sul pedale della retorica militaresca, e limitando al minimo indispensabile i quantitativi di violenza: il mood, sotto la patina dell’ambientazione bellica, è avventuroso e all’insegna del sense of wonder, aiutato dalla destrezza del regista con le riprese subacquee, non prive di suggestione (in questo, si vede l’esperienza di Quale come assistente per James Cameron, nonché co-regista del documentario Aliens of The Deep). Siamo, insomma, di fronte a un b-movie portato in serie A, che offre un intrattenimento effimero quanto onesto, nonché perfettamente coerente con le sue premesse.

CONTRO

Resta, quello di Quale, un film che si consuma e dimentica rapidamente, intrattenimento fine a se stesso che svanisce (più o meno) non appena le luci della sala si riaccendono. La costruzione dei personaggi, stereotipati e dal background volutamente povero, resta funzionale unicamente all’azione e alle schermaglie in cui la sceneggiatura, puntando su un’ironia altrettanto semplice e risaputa, di volta in volta li pone. Il tema della città sommersa offriva, potenzialmente, suggestioni che il soggetto neanche sfiora: ma chiedere, qui, l’esplorazione di queste ultime, sarebbe probabilmente equivalso ad aspettarsi un altro film. Va sottolineata inoltre l’inconsistenza del gruppo dei villain, e la loro praticamente nulla funzionalità narrativa: elemento, quest’ultimo, che anche all’interno di una struttura di genere stereotipata e prevedibile, come quella che il film presenta, poteva essere probabilmente meglio curato.

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Marco Minniti

 
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