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BLACK OR WHITE

 
Regia
 
 
 
 
 


 
Soggetto
 
 
 
 
 


 
Sceneggiatura
 
 
 
 
 


 
Fotografia
 
 
 
 
 


 
Colonna sonora
 
 
 
 
 


 
Total Score
 
 
 
 
 
4.5/ 5


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1 total rating

 

Pro


Una storia ricca di sentimenti e ispirata ad un fatto reale

Contro


Le dinamiche familiari della società moderna


In breve

Elliott Anderson (il premio Oscar Kevin Costner) è un avvocato molto rinomato e socio di un importante studio legale, qualche anno prima ha perso la figlia diciassettenne a causa di un problema congenito durante il parto e ora si trova ad allevare la nipotina Eloise (Jillian Estell) insieme alla moglie. Tutto sembra procedere bene fin a che un brutto giorno la moglie muore in un incidente stradale, distrutto cerca di trovare forza nell’alcool, ma al tempo stesso cerca di fare tutto il possibile per Eloise arrivando a prendere insieme a lei lezioni di matematica dal giovane talentuoso Duvan (Mpho Koaho) che ben presto diventa l’assistente tutto fare di Elliott. I problemi però non sembrano finire mai perché la nonna materna di Eloise, Rowena (il premio Oscar Octavia Spencer), apre una battaglia legale per l’affidamento della piccola. E’ qui che entra in gioco il padre di Eloise, Reggie (Andre Holland) la classica pecora nera della famiglia con un passato da tossicodipendente.

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Posted 7 marzo 2015 by

 
Recensione completa
 
 

Come si evince dai titoli iniziali il film è ispirato ad una storia vera, ma sulla scena non viene rappresentato nulla di nuovo e originale. Con stile limpido e pulito il regista Mike Binder tratteggia un vero e proprio dramma che tocca diversi elementi e argomenti mescolandoli insieme senza sceglierne uno come centrale e così pregiudizi, odi personali, insicurezze e dolore emergono in un quadro omogeneo senza eccessi. Il suo intento è quello di parlare di un tema attuale e molto diffuso, soprattutto in America. Come lui stesso ha dichiarato: “Volevo fare un film che innescasse una conversazione sulla direzione che sta prendendo la questione razziale in questo paese. Mentre stavamo girando il film, c’erano numerose coppie birazziali e donne con figli birazziali. Quello che ci salverà, secondo me, sarà il mischiarci tra di noi il più possibile, in modo che i nostri figli non sapranno più di che colore sono, e a quel punto saranno solamente persone”. E’ un dramma caratterizzato dai buoni sentimenti dove, come ha sottolineato più volte lo stesso Kevin Costner, qui nel ruolo di protagonista e produttore, il sentimento dominante è l’amore.

PRO

 Il film ruota tutto sulla figura di Elliott Anderson, interpretato da un bravissimo Kevin Costner, in un ruolo decisamente diverso da quelli cui il pubblico era abituato. Un uomo vero, caratterizzato da paure, rabbia, odio e amore, pieno di difetti, ma capace di lottare per ciò che ama, in questo caso è la nipotina Eloise, convinto che Reggie allo stato attuale potrebbe solo far male alla bambina. E’ un gioco delle parti che non convince del tutto nonostante i dialoghi siano credibili e ben organizzati che delineano i vari personaggi. Il film ha il pregio comunque di mostrare la forza dell’amore che spinge due persone in “guerra” fra loro a cercare di risolvere la questione senza rovinare la vita e l’adolescenza di Eloise, tutto avviene quasi senza che lei se ne renda conto, ma soprattutto nessuno cerca di portare la bambina dalla propria parte applicando su di lei una sorta di “lavaggio del cervello”, parlando male dell’altro adulto cui lei vuole bene. Un comportamento decisamente maturo e difficile da vedere stando ai fatti di cronaca.

CONTRO

La sceneggiatura è semplice e pulita, il ritmo è veloce, ma seppur basato a volte sui classici stereotipi razziali riesce comunque a spingere il pubblico a non schierarsi dalla parte di nessuno dei contendenti in gioco. Così i toni si confondono e mescolano insieme fra dramma e commedia, creando una pellicola gradevole, ma a cui manca la forza e il coraggio per sorprendere e coinvolgere. Tutto è incentrato sulla figura di Elliott ben caratterizzata e strutturata, cui segue, per ordine di importanza, quella di Rowena sua amica/nemica, interpretata da una convincente Octavia Spencer, che però non riesce a risaltare annullata nello stereotipo della madre cieca di fronte ai difetti del figlio e al tempo stesso donna di colore in carriera. “Black or White” gioca sui classici stereotipi del bianco ricco capace di dare tutto ad una bambina e la povera nera imprenditrice caratterizzata da un grande cuore e capace di grandi sentimenti.

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Federica Di Bartolo

 
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