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RALPH SPACCATUTTO

 
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Colonna sonora
 
 
 
 
 


 
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Pro


La costruzione narrativa è ottima, così come il ritmo veloce che tiene il passo con un livello grafico ad alta definizione e ovviamente in 3D

Contro


Difficile trovare qualcosa di negativo nell’opera


In breve

Ralph è da anni il cattivo del videogioco “Felix l’Aggiustatutto”, però dopo 30 lunghi anni è stufo del suo ruolo e di come viene trattato dagli altri personaggi e così una notte, quando la sala giochi, in cui si trova la sua consolle Arcade, è chiusa, decide di conquistare una medaglia da eroe e dimostrare […]

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Posted 20 marzo 2013 by

 
Recensione completa
 
 

Ralph è da anni il cattivo del videogioco “Felix l’Aggiustatutto”, però dopo 30 lunghi anni è stufo del suo ruolo e di come viene trattato dagli altri personaggi e così una notte, quando la sala giochi, in cui si trova la sua consolle Arcade, è chiusa, decide di conquistare una medaglia da eroe e dimostrare che è ben altro oltre il suo aspetto e il ruolo che il programmatore gli ha “affibbiato”. Non riesce a far suo il motto degli altri cattivi: “Io sono un cattivo, e questo è bello! Non sarò mai un buono e questo non è brutto. Non vorrei essere nessun altro, a parte me!” Così il nostro novello eroe passa da un gioco ad un altro, da “Hero’s Duty” a “Sugar Rush”. Qui incontra la giovane Vanellope von Schweetz che, nonostante non sia un “cattivo”, è considerata dagli altri personaggi del suo gioco come un “errore di programmazione”. Tra bisticci e inseguimenti i due stringeranno una profonda amicizia e …

Curiosità: “Ralph Spaccatutto” diretto da Rich Moore è il 52° capolavoro d’animazione secondo il canone ufficiale Disney, e già nel primo week end in America ha totalizzato la sbalorditiva cifra di 49 milioni di dollari, tanto che il regista ha già preso accordi per realizzare il sequel.

 

PRO

La costruzione narrativa è ottima, così come il ritmo veloce che tiene il passo con un livello grafico ad alta definizione e ovviamente in 3D. I personaggi sono ben costruiti così come lo stesso mondo digitale in cui si muovono, un mondo che passa dalla classica grafica degli anni ’80 all’iperealismo moderno, dai colori pastello a quelli variegati e cangianti del multiforme universo dei videogiochi di oggi. Le tematiche sono molteplici, ma una fra tutte predomina, che può essere sintetizzata citando lo stesso cartone animato: “Le etichette non fanno felici, sei tu che devi apprezzare te stesso!”

CONTRO

Difficile trovare qualcosa di negativo nell’opera, a parte il fatto che nonostante le innumerevoli citazioni al mondo dei giochi di coloro che ora sono adulti, il cartone animato appare comunque rivolto ad un pubblico decisamente più giovane. E’ dunque ben lontano dallo stile di “Shreck” che riusciva a rivolgersi a diverse fasce d’età, inoltre i temi sono abbastanza chiari e a volte scontati e ricordano da vicino altri film d’animazione, chi può dimenticare l’affascinante Jessica Rabbit, personaggio inventato da Gary Wolf in “Chi ha incastrato Roger Rabbit”, quando affermava: “ Io non sono cattiva, è che mi disegnano così”.

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Francesco Lomuscio

 
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