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Colonna sonora
 
 
 
 
 


 
Total Score
 
 
 
 
 
3.5/ 5


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Pro


Commedia in buon equilibrio tra levità e realismo, capace di rappresentare in modo convincente, mai pedante, la realtà di due “condizioni” (diversamente) problematiche.

Contro


La linearità del film rappresenta un po’ il suo punto debole. Poco approfonditi si rivelano alcuni elementi collaterali alla trama, mentre l’ultima parte del film vive un’indebita accelerazione.


In breve

Arturo, chef talentuoso ora caduto in disgrazia, sta scontando una pena per rissa, dopo che l’ennesimo scatto di rabbia gli ha fatto perdere il lavoro. Quando all’uomo viene concesso di scontare il tempo rimanente della sua pena ai servizi sociali, arriva in un centro per ragazzi autistici, dove conosce Anna, psicologa. Oltre ad Anna, Arturo incontra nel centro Guido, ragazzo con la Sindrome di Asperger, che mostra da subito una grande passione e capacità per la cucina. Quando Guido ha la possibilità di partecipare a un talent culinario, Arturo è costretto, controvoglia, ad accompagnarlo. Dapprima contrariato per le stranezze di Guido, scettico e per nulla supportante nei confronti del ragazzo, Arturo si apre durante il viaggio al suo mondo, facendo nascere un’amicizia tanto singolare quanto vera.

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Posted 3 aprile 2018 by

 
Recensione completa
 
 

È abbastanza curioso che siano usciti, a distanza di poche settimane l’uno dall’altro, due film italiani entrambi legati, seppur in modo diverso, al tema dell’autismo. Se Vengo anch’io, diretto e interpretato dal duo comico formato da Nuzzo e Di Biase, era una commedia in cui l’argomento risultava solo “collaterale” (seppur non secondario) alla trama, la Sindrome di Asperger con le sue peculiarità viene invece in primo piano in questo Quanto basta, in un curioso mix col tema della cucina e coi suoi rituali. Le capacità e i talenti dell’autismo, in questo senso, hanno spesso rappresentato terreno fertile per il cinema: ma il regista Francesco Falaschi ha qui cercato di evitare gli stereotipi, riuscendo a sorridere del tema pur mantenendo un certo rigore nella sua rappresentazione.

Avvalendosi della consulenza dell’associazione romana Not Equal, i cui componenti figurano in parte nel cast del film, Falaschi sviluppa il film come un road movie improntato alla commedia, che vede in primo piano l’amicizia tra l’irascibile e cinico cuoco col volto di Vinicio Marchioni, e il giovane autistico interpretato da Luigi Fedele. Il tono riesce ad essere solare, “caldo” come la fotografia curata da Stefano Falivene, senza per questo mettere in secondo piano le difficoltà, i conflitti, gli scontri e le asperità che un rapporto come quello raccontato può comportare. Il punto di vista oscilla in modo costante tra i due personaggi, mettendone in evidenza gli scontri di vedute ma anche la progressiva empatia, con al centro una passione comune che riesce ad abbattere uno steccato che, di fatto, era solo apparente.

Le tappe del road movie, declinato in salsa “buddy”, vengono rispettate dal film in modo rigoroso, con l’aggiunta di uno sguardo pieno di sarcasmo, poco benevolo, nei confronti di una moda (ormai onnipresente) come quella dei talent culinari; una liturgia vuota e plastificata (stigmatizzata con cinismo, in questo caso positivo, dal personaggio di Marchioni) che proprio la sinergia tra i due protagonisti riesce ad abbattere. Una riscoperta, in forma di racconto fiabesco, di un’autenticità soffocata dalla moda e dai media, che proprio nella “purezza” di un’amicizia insolita si fa possibile e auspicabile.

Trailer:

PRO

Nella sua semplicità e linearità, nella schiettezza un po’ naif delle carte che mette sul tavolo, Quanto basta riesce a coinvolgere e divertire. Pur raccontando, in forma di road movie, l’amicizia tra un carattere cinico e alla ricerca di riscatto, e un Candido che in realtà è tale solo all’apparenza, il film di Falaschi si tiene lontano dal “modello Rain Man”: al contrario, la ricerca sulla condizione Asperger e la collaborazione al film di attori e comparse, essi stessi, nello spettro autistico, ha mantenuto il film lontano dagli stereotipi, e con tutti e due i piedi nella realtà. La regia scandisce in modo efficace le tappe del viaggio (e della reciproca scoperta) dei due protagonisti, mentre la recitazione di un notevole Luigi Fedele fa evolvere il personaggio, il suo volto, le sue movenze e la sua fisicità, parallelamente a un’acquisizione di fiducia sempre più marcata e visibile. La morale, per quanto forse già enunciata e sentita, resta comunque (apprezzabilmente) lontana dal buonismo.

CONTRO

La linearità dell’intreccio di Quanto basta, apprezzabile per la fruibilità e scorrevolezza del prodotto, ne rappresenta anche, in un certo qual modo, il limite. In fondo, lo script del film sceglie (consapevolmente) di concentrarsi più sulle tappe del viaggio, e sullo sviluppo parallelo del rapporto tra i due protagonisti, piuttosto che su eventuali sorprese che, di fatto, non arrivano. In questo senso, si rivelano un po’ deboli gli elementi collaterali alla trama (prima tra tutti, la poco convincente love story tra il personaggio di Marchioni e quello interpretato da Valeria Solarino); inoltre, il film vive verso la sua ultima parte un’accelerazione indebita, che sicuramente sottrae credibilità (in primis) allo sviluppo armonico, autosufficiente, di un personaggio comunque ben delineato come quello di Arturo.

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Marco Minniti

 
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