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PROMETHEUS

 
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2/ 5


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Pro


Effetti grafici eccellenti.

Contro


Manca la tensione e il brivido.


In breve

Dopo tanti anni di attesa ecco il prequel della famosa serie “Alien” che ha inchiodato gli spettatori davanti al grande schermo. Il ritrovamento di un reperto archeologico è l’incipit per una ricerca che spingerà l’uomo nello spazio alla scoperta del “quid” che ha dato la vita alla propria esistenza.

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Posted 19 luglio 2014 by

 
Recensione completa
 
 

E’ il 2089 quando una giovane coppia di ricercatori, Charlie Holloway (Guy Pearce) e Elizabeth Shaw (Noomi Rapace) rinviene in Scozia un affresco del periodo preistorico raffigurante dei giganti che indicano una costellazione. Un murale che comparano ad altri reperti pittorici dello stesso periodo e dislocati qua e là per la Terra. Grazie a questa scoperta riescono a trovare il finanziamento per una spedizione verso il pianeta indicato nelle pitture, che secondo la loro teoria dovrebbe essere abitato da questi giganti che loro identificano come “Ingegneri”, ossia coloro che hanno creato la razza umana. Dopo due anni in ibernazione a bordo del Prometheus finalmente raggiungono il pianeta, accompagnati dall’androide David, ma… un’oscura minaccia stravolgerà le loro vite.

Curiosità: Se nella prima settimana il film ha incassato circa 50 milioni di dollari, la sua presenza nelle classifiche dei botteghini è scesa a picco nelle settimane successive, segno che il pubblico non ha gradito questa versione “buonista” di “Alien”.

Federica Di Bartolo

PRO

Era il 1979 quando il famoso regista Ridley Scott diede vita ad uno  dei più grandi capolavori fra i film di fantascienza: “Alien”. Un’opera che ha dato vita ad altri tre sequel e ora, dopo diversi anni, ecco che fa la sua comparsa nelle sale cinematografiche un prequel o spin off della serie: Prometheus. Quest’ultimo chiarisce aspetti della storia ancora sconosciuti, creando curiosità e aspettativa. Fenomenale dal punto di vista delle immagini, grazie al copioso utilizzo del 3D e  all’abilità tecnica di Dariusz Wolski accompagnato dalla colonna sonora di Marc Streitenfield. A  dominare il film però non è altri che l’incredibile Michael Fassbender,  qui nel ruolo dell’androide David, che diventa volente o nolente il vero protagonista della storia.

CONTRO

Nonostante la bellezza visiva e il suo realismo ad inficiare l’opera non c’è solo è il ritmo lento, quasi monotono, ma soprattutto uno script assurdo e paradossale che va contro ogni buon senso e logica, cancellando qualsiasi tipo di studio, ricerca o assunto che l’essere umano ha stabilito o scoperto. Un esempio fra tutti: la totale assenza di misure precauzionali dal punto di vista medico-scientifico quando si è a contatto con l’ignoto. Una cosa del genere la si poteva accettare nei primi film di “Star Treck”, ma ora?…certo vi è un tentativo di mostrare come eravamo, ma l’assunto è che l’opera inizia nel 2089, avranno pur scoperto o avuto normative in merito ai viaggi spaziali! Manca l’emozione, il pathos, la paura che dominava il primo film della saga e in parte anche i sequel.

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Redazione

 
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