non solo recensioni…

 
 


 
Da non perdere
 

SUBJECT 0: SHATTERED MEMORIES

 
Regia
 
 
 
 
 


 
Soggetto
 
 
 
 
 


 
Sceneggiatura
 
 
 
 
 


 
Fotografia
 
 
 
 
 


 
Colonna sonora
 
 
 
 
 


 
Total Score
 
 
 
 
 
3.5/ 5


User Rating
7 total ratings

 

Pro


Confezione molto professionale, buona regia, ottima fotografia; clima tecnologico ma insieme “sporco” e malato.

Contro


Qualche episodio fuori tono col resto del film, qualche prova attoriale non al meglio, una storia in fondo non originalissima.


In breve

Lauren, donna sposata con Robert White, dipendente di un’importante multinazionale, ha un amante. Dopo una notte passata nel suo appartamento con l’uomo, mentre il marito è fuori per lavoro, Lauren trova il suo amante cadavere, in un lago di sangue. Per il marito Robert, lo shock è duplice, nello scoprire la relazione della moglie e nell’apprendere che un assassino ha colpito in casa sua. Intanto, Robert sta conducendo per conto della sua ditta un’importante trattativa con dei partner francesi, consistente nella vendita di un progetto top secret. Parallelamente, Joshua Merlo, un uomo solitario che gestisce un’officina di ricambi automobilistici, inizia a mostrare un comportamento sempre più strano. L’uomo è sempre stato attratto dalla sua segretaria Katia, ma la sua attrazione inizia ad assumere sempre più i contorni dell’ossessione; nel frattempo, nell’officina vengono recapitati misteriosi pacchi, privi di mittente, indirizzati a Joshua…

0
Posted 1 luglio 2015 by

 
Recensione completa
 
 

Questa trentacinquesima edizione del Fantafestival, nel campo del cinema indipendente italiano,  è stata segnata prevalentemente dagli esordi. Pellicole quasi sempre interessanti, stimolanti, testimoni di un sottobosco che, fuori dai circuiti della grande distribuzione, continua a mostrare una buona vitalità: proprio in quest’ambito, va segnalata quest’opera prima di Tiziano Cella, nome  già noto agli spettatori del genere per la sua performance (come attore) nel recente Doll Syndrom di Domiziano Cristopharo. Qui, Cella scrive (insieme a Roberto Del Piccolo e David White), dirige e interpreta questo suo primo lungometraggio, ritagliandosi un ruolo chiave (invero particolarmente riuscito) all’interno di una storia ambientata tra la Città Eterna e Parigi. Una storia che si colloca tra il thriller tecnologico e la fantascienza, con qualche reminiscenza delle opere di David Fincher e dei recenti gialli nordici (da Millennium in poi); in un film segnato da un’estetica  traslucida e postmoderna, che tuttavia contrasta (in modo interessante) col clima “sporco” e malato della storia. Teatro principale della vicenda, le strade di una Capitale ripresa quasi sempre di giorno, con toni neutri e tuttavia sempre, sottilmente, minacciosi.

PRO

Prodotto indipendente e a basso budget, Subject 0: Shattered Memories mostra tuttavia una confezione decisamente professionale, a partire dall’ottima fotografia di Nour Gharbi fino a interpretazioni (in primis quella dello stesso regista) quasi sempre di buon livello. Molto interessante, e visivamente d’impatto, la scelta di realizzare in animazione il prologo sui titoli di testa; mentre riuscita si rivela anche la scansione in giorni della vicenda, parallelamente al delinearsi delle “shattered memories” del titolo nella mente devastata del personaggio principale. Lo script gestisce bene il lento disvelarsi del mistero dietro agli omicidi che si susseguono intorno ai protagonisti, mentre la storia digrada in modo lento, ma inesorabile, verso un clima sempre più ossessivo e paranoico. Un clima sottolineato anche da un commento sonoro particolarmente adeguato, improntato all’elettronica e a suggestive e ossessive dissonanze. L’abbondanza di soggettive di videocamere, di immagini rubate e rielaborate dai più svariati strumenti elettronici, segnalano l’onnipresenza della tecnologia nella vita quotidiana: una tecnologia che tuttavia porta qui con sé l’ossessione, la paranoia, e in ultimo l’omicidio.

CONTRO

Qualche passaggio di sceneggiatura gira forse a vuoto, rivelandosi un po’ fuori tono col resto del film: pensiamo, ad esempio, all’episodio simpatico, ma oltremodo prolungato, del pizzaiolo che scopre uno dei delitti. Un po’ incerta si rivela la gestione del personaggio del protagonista Robert (interpretato da un comunque bravo David White, anche sceneggiatore), inizialmente cinico e sopra le righe, successivamente poco credibile nella sua evoluzione. La stessa interpretazione della moglie di questi, ad opera di Lauren Jane Matic, risulta a tratti poco credibile, specie nelle fasi iniziali e nei primi confronti col personaggio di White. Più in generale, si può rilevare come la vicenda, una volta che ne divengano chiari i contorni, non mostri una particolare originalità; muovendosi all’interno di una sintesi interessante (ma non certo nuova) tra il giallo con detection e accenni di science fiction dall’ambientazione contemporanea.

GALLERY


Marco Minniti

 
Avatar of Marco Minniti


0 Commenti



Commenta per primo!


Risposte


(required)