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PER AMOR VOSTRO

 
Regia
 
 
 
 
 


 
Soggetto
 
 
 
 
 


 
Sceneggiatura
 
 
 
 
 


 
Fotografia
 
 
 
 
 


 
Colonna sonora
 
 
 
 
 


 
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4/ 5


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Pro


Intenso, coraggioso, spregiudicato nel fondere realtà e sogno/incubo, melò e straniamento, con un notevole controllo del racconto.

Contro


Ricco di simbolismi di non immediata lettura, potrà lasciare perplesso chi cerchi modalità narrative più tradizionali.


In breve

Anna, donna di mezza età nella Napoli moderna, ha da tempo eretto un muro tra sé e il mondo esterno. Un tempo bambina vivace e curiosa, la donna si è chiusa in se stessa dopo il matrimonio con un uomo instabile e violento, sacrificando tutto per la famiglia. Fino al punto di ignorare le proprie esigenze e persino l’evidenza di ciò che le accade intorno; considerando qualsiasi evento (e la propria stessa vita) come “una cosa da niente”. Qualcosa, però, sta per cambiare: l’impiego precario di Anna (“suggeritrice” in uno studio di produzione televisiva) ottiene finalmente la tanto agognata stabilizzazione. Nel frattempo, si moltiplicano gli apprezzamenti per il suo lavoro, mentre un noto attore, con cui la donna sta collaborando, inizia a mostrare per lei un interesse che va oltre l’aspetto professionale. Anna sembra iniziare a trovare stimoli nuovi per dare una diversa direzione alla sua vita: ma Ciro, ex dipendente dello studio, licenziato per farle spazio, non cessa di farla sentire in colpa, mentre gli accessi di violenza di suo marito iniziano a diventare più frequenti…

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Posted 17 settembre 2015 by

 
Recensione completa
 
 

Diciotto anni dopo il suo Giro di lune tra terra e mare (anch’esso, come quest’ultima opera, presentato in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia) Giuseppe Gaudino torna a dirigere un lungometraggio di fiction. Il regista di Pozzuoli, tra i più apprezzati documentaristi e scenografi italiani, porta avanti dagli anni ’80 una personale ricerca al confine tra i linguaggi, facendo del documentario un peculiare terreno di sperimentazione: valorizzando gli ambienti geografici che conosce (l’area dei Campi Flegrei è territorio che torna spesso nel suo cinema), adottando un approccio anti-naturalistico alla messa in scena, e fondendo realtà urbana e territorio incontaminato, con la mescolanza di modalità espressive anche molto lontane tra loro (compresa l’animazione). Ora, Gaudino torna in concorso a Venezia, con questo lungometraggio co-prodotto da Riccardo Scamarcio e Valeria Golino, e interpretato dalla seconda: la dimensione mainstream dell’operazione non ha tolto nulla al carattere sperimentale dell’approccio alla regia, che anzi si intensifica: Per amor vostro è cinema che giustappone (anche spregiudicatamente) realismo e onirismo, violenza e dolcezza, melò e straniamento. Con un bianco e nero mai così espressivo, violentato da lisergici cromatismi, sogni e incubi tra il mare e il sottosuolo partenopeo, tra il grigiore (così falsamente rassicurante) che circonda la protagonista, e un fuori invariabilmente puntellato da minacciose, oscure nubi.

Trailer:

PRO

Complesso, visivamente elaborato, straniante e potente, Per amor vostro è opera naturalmente destinata a dividere. Da parte nostra, non possiamo che dichiarare fin da subito il nostro apprezzamento per il lavoro di Gaudino: il regista campano, nell’attuale panorama del cinema italiano, mostra un coraggio non da poco nel narrare questa storia, con un approccio così personale. A partire dagli onirici titoli di testa, sul pezzo degli Epsilon Indi (a costituire una sorta di voce narrante in musica) il regista persegue una sua via alla narrazione per immagini: affrancandosi dalla linearità del racconto, segue da vicino la sua protagonista, in una quotidianità dagli umori cangianti, ne riproduce le intermittenze emotive con una messa in scena nervosa, ne porta sullo schermo (senza timore di aggredire, esplicitamente, lo spettatore) il vissuto onirico. Il risultato è un insieme ardito e composito, ma non disunito: al contrario, la riemersione del personaggio dal sottosuolo del subconscio (così ben rappresentato dalla Napoli sotterranea) è organizzato in un crescendo di tensione, sempre all’insegna del controllo del racconto e della compattezza narrativa. La giustapposizione tra uno spietato realismo e l’onirico, quasi fiabesco mondo interiore della protagonista (una Golino intensa ed efficace) è motivo che attraversa l’intera pellicola, rappresentandone il principale punto di forza.

CONTRO

L’approccio così anti-convenzionale alla messa in scena (noto a chiunque abbia familiarità con le precedenti opere del regista) potrà forse rappresentare un ostacolo per chi cerchi una narrazione più lineare. Il film di Gaudino è infarcito di simbolismi (il mare, i teschi, il substrato cristologico con la sovrapposizione dei caratteri ai personaggi evangelici) tanto affascinanti quanto di non immediata lettura. È fin dall’inizio evidente come questo Per amor vostro richieda un certo grado di disponibilità spettatoriale, e di impegno alla decifrazione dei suoi simboli, perché si entri nel miglior modo nella storia. Qualcuno potrà forse accusare Gaudino di manierismo, ma non ci sentiamo di supportare questi dubbi; visto che nessuna delle soluzioni visive che adotta, finanche quelle che altrove sarebbero risultate a un passo dal kitsch, appaiono qui come un vuoto esercizio di stile. La sceneggiatura supporta al meglio una costruzione visiva elaborata, a tratti ostica, ma sempre giustificata da un’idea forte di cinema e di racconto.

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Marco Minniti

 
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