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NOW YOU SEE ME 2

 
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Sceneggiatura
 
 
 
 
 


 
Fotografia
 
 
 
 
 


 
Colonna sonora
 
 
 
 
 


 
Total Score
 
 
 
 
 
3/ 5


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Pro


Sequel che ripropone gli stessi ingredienti del primo film, in un’avventura dal buon ritmo. Interessante, nei minuti finali, la scelta di ampliare la trama, in preparazione del terzo episodio.

Contro


Un po’ della magia e della leggerezza del primo film si perdono. La sceneggiatura sceglie di giocare sul sicuro, confinando gli elementi di novità alla frazione finale.


In breve

È passato un anno da quando i Quattro Cavalieri hanno messo in scena il loro ultimo colpo, a New York, svaligiando l’istituto d’arte 5 Pointz e facendo ricadere la colpa sul nemico Thaddeus Bradley. Ora, con la complicità del loro infiltrato nell’FBI Dylan Rhodes, gli illusionisti preparano un rientro in grande stile: l’occasione sarà la presentazione di un rivoluzionario prodotto informatico, opera dal magnate della tecnologia Owen Case. Durante lo “spettacolo”, progettato allo scopo di denunciare le malefatte di Case, qualcosa va però storto: i quattro, scoperti, sono costretti alla fuga. Dopo un rocambolesco inseguimento, i Cavalieri vengono catturati dal facoltoso eremita Walter Mabry: questi li ricatta, allo scopo di convincerli a rubare un potente chip, che si trova proprio nelle mani di Case…

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Posted 13 giugno 2016 by

 
Recensione completa
 
 

Nel 2013, l’uscita del primo Now You See Me – I maghi del crimine, aveva portato un po’ di aria fresca in un filone già standardizzato come quello dell’heist movie. Il film di Louis Leterrier traslava infatti la logica delle pellicole à la Ocean’s Eleven nell’ambiente della prestidigitazione, presentando una originale e ben assortita squadra di maghi rapinatori. Una action comedy, quella di Leterrier, che riusciva anche a offrire qualche interessante spunto sulla natura illusoria dello stesso spettacolo cinematografico, e sui suoi intrinsechi legami con gli show illusionistici.

Ora, tre anni dopo (un intervallo insolitamente lungo, dato il successo del prototipo) il blockbuster di Leterrier ha un seguito: questo Now You See Me 2 ripropone gli stessi ingredienti (e in buona parte il loro stesso dosaggio) del suo predecessore, ripresentando in gran parte la stessa squadra di protagonisti che ne fecero la fortuna. Unica new entry, il Cavaliere donna col volto di Lizzy Caplan, che sostituisce nel ruolo di avvenente e scaltra rapinatrice il precedente personaggio interpretato da Isla Fisher. In cabina di regia, a Leterrier subentra qui il meno noto Jon M. Chu, cineasta già messosi in luce nel filone della commedia musicale.

L’avvicendamento in cabina di regia non provoca comunque sostanziali scossoni nel mood della serie, in un’avventura che si fa qui più esotica e internazionale (una parte consistente del film è ambientata nella città di Macau) e offre qualche intrigante rivelazione sulla natura del gruppo e sulle sue origini. Interessante, nei minuti finali, si rivela soprattutto la scelta di gettare un po’ di luce sul cosiddetto Occhio (enigmatica entità che guida le azioni della squadra), con una chiusura che rappresenta un perfetto cliffhanger per quello che sarà il già annunciato terzo episodio.

Trailer:

PRO

Chi ha apprezzato il primo Now You See Me ne ritroverà tutti gli ingredienti in questo sequel, riproposti in un’avventura dal buon ritmo e dall’apprezzabile tenuta spettacolare: azione e umorismo mescolati in parti uguali, lievità di approccio e giocosità nella narrazione, struttura corale. Siamo, anche in questo caso, dalle parti di un buon heist movie che fa dell’autoironia (e della sua capacità di svelare lo stesso carattere illusorio delle immagini filmiche) la sua arma principale. Gli attori, ormai affiatati, sembrano divertirsi a tornare nei panni dei rispettivi personaggi, mentre la coralità della trama favorisce il senso di familiarità ormai instillato nello spettatore. Apprezzabile anche lo sdoppiamento di Woody Harrelson, con un gemello malvagio che mostra un buon potenziale; mentre la stessa la new entry Daniel Radcliffe (a impersonare, ironicamente, il nemico principale, convinto sostenitore della superiorità della scienza contro la magia) si rivela funzionare decisamente bene. Il pregio principale del film di Jon M. Chu sta tuttavia nella sua capacità, pur confinata ai minuti finali, di allargare la trama e approfondire il background di alcuni personaggi (in primis quelli di Mark Ruffalo e Morgan Freeman), spianando la strada a quello che è ormai, a tutti gli effetti un franchise, con tutto ciò che ne consegue in termini di logica seriale.

CONTRO

La sceneggiatura, scritta ancora dall’Ed Solomon che aveva firmato il primo film, sceglie di andare sul sicuro, non aggiungendo granché (se non nella frazione finale) agli ingredienti del prototipo. La narrazione è anzi decisamente più lineare rispetto a quest’ultimo, perdendo tuttavia in freschezza e capacità di stupire; proprio la natura in certo qual modo magica dello spettacolo offerto dal primo film, quella leggerezza un po’ naïf e capace di ridere di sé in modo deliberatamente gratuito, viene qui parzialmente persa. Il tutto appare più standardizzato e costruito, complice anche l’ormai acquisita conoscenza, da parte dello spettatore, delle logiche della serie: ma lo script non fa molto, per gran parte del film, per introdurre apprezzabili elementi di novità. È un peccato, proprio a questo proposito, che la scelta di svelare un po’ del background dei protagonisti (e della stessa sostanza del loro gruppo) resti limitata alla frazione finale, anziché integrata nei meccanismi narrativi dell’opera. Una scelta nel segno della semplicità di fruizione e della riconoscibilità per gli spettatori del primo episodio, ma che certo toglie un po’ di appeal e potenziale narrativo al complesso del film.

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Marco Minniti

 
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