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NAUSICAÄ DELLA VALLE DEL VENTO

 
Regia
 
 
 
 
 


 
Soggetto
 
 
 
 
 


 
Sceneggiatura
 
 
 
 
 


 
Fotografia
 
 
 
 
 


 
Colonna sonora
 
 
 
 
 


 
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5/ 5


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Pro


Un classico, tra le vette assolute della carriera di Miyazaki: emozionante, commovente, credibile, dalla tecnica impeccabile. Un “recupero” da non perdere.

Contro


Di difetti non ce ne sono. Purtroppo, resterà in sala solo per tre giorni (5, 6 e 7 ottobre): motivo in più per non lasciarselo sfuggire.


In breve

Siamo in un lontano futuro, mille anni dopo che una terribile guerra (i “sette giorni di fuoco”) annientò quasi del tutto la civiltà umana, riducendo il pianeta a un ammasso di rovine tossiche. I pochi superstiti si sono radunati, perlopiù, in due grandi regni (Tolmechia e Pejite) in costante guerra tra loro: il resto del territorio è in gran parte coperto da una foresta tossica (il “Mar Marcio”) che rilascia letali spore nell’atmosfera, guardata da giganteschi insetti, gli Ohm. Un giorno, sulla pacifica Valle del Vento (una delle poche enclave rimaste neutrali) si schianta un aereo proveniente da Pejite, recante con sé un enorme, misterioso carico. Il pilota, soccorso dalla principessa della Valle, la giovane Nausicaä, si augura prima di morire che il carico sia andato distrutto. Poco dopo, però, nella Valle giungono emissari del regno nemico di Tolmechia, che uccidono il padre di Nausicaä e ne occupano il territorio: la loro missione, recuperare il misterioso carico, schiantatosi nel frazione del Mar Marcio poco distante. Presto, Nausicaä scoprirà che gli uomini mirano al corpo di un gigantesco Titano, l’unico superstite dei terribili androidi biologici che un millennio prima annientarono la civiltà…

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Posted 2 ottobre 2015 by

 
Recensione completa
 
 

Dopo l’addio (mai abbastanza rimpianto) di Hayao Miyazaki alla regia cinematografica, parallelo a quello del suo sodale e collega Isao Takahata, la Lucky Red prosegue nella sua meritoria opera di recupero, in sala, dei film del maestro giapponese. Una riesumazione lenta e metodica, che sta ormai arrivando a coprire l’intera carriera di Miyazaki: dopo l’uscita in sala del testamento artistico Si alza il vento, preceduta dal recupero dei celebrati Principessa Mononoke e La città incantata, ora è la volta di un capolavoro come Nausicaä della Valle del Vento di approdare, per la prima volta, nelle nostre sale. Ed è un recupero, questo, dal valore particolare, data l’importanza che l’opera riveste nella carriera del suo autore: secondo lungometraggio di Miyazaki, Nausicaä è infatti il film con cui si formò il sodalizio artistico con Takahata (qui produttore esecutivo), embrione di quello che sarà poi lo Studio Ghibli; ed è il primo, inoltre, che vede la collaborazione del regista col compositore Joe Hisahishi, in seguito autore di tutte le sue colonne sonore. Trasmesso un’unica volta in Rai nel 1987, doppiato e diviso in quattro parti, il film di Miyazaki è stato in seguito condannato a un lungo periodo di invisibilità nel nostro paese: invisibilità interrotta in parte dal mercato dell’home video di importazione (la prima versione in DVD americana, priva di tagli, risale al 2005) e in seguito caduta nel 2010, quando il film fu proiettato (sottotitolato e con un nuovo adattamento) nel corso del Festival del Film di Roma. Ora, in una versione rimasterizzata e con un nuovo doppiaggio, il capolavoro di Miyazaki si prepara ad approdare per la prima volta nei cinema italiani: per una distribuzione-evento (sul modello degli altri titoli Ghibli riproposti) che coprirà le giornate del 5, 6 e 7 ottobre.

Trailer:

PRO

Tra le vette assolute della carriera di Miyazaki, frutto di un felice e quasi magico equilibrio tra stupore visivo, commozione e credibilità, Nausicaä della Valle del Vento è un’opera che in un trentennio non ha perso un grammo del suo fascino. Uno spettacolo di assoluta e quasi stordente meraviglia, che mescola con grande efficacia suggestioni occidentali (gli scenari post-apocalittici, frutto di un mix tra il western e la fantascienza a là Mad Max) ad altre tipicamente orientali (gli Ohm, guardiani della foresta che ricalcano le divinità asiatiche, i giganteschi insetti volanti simili ai draghi, le armature dei guerrieri ricalcate su quelle dei samurai), motivi iconografici debitori al fantasy ad altri legati al cyberpunk, classicismo e sensibilità moderna nel racconto: uniti a una tecnica che (non dimentichiamo che siamo solo nel 1984) a tutt’oggi fa scuola. Le mirabolanti sequenze d’azione aeree (dopo la serie Conan – Il ragazzo del futuro, qui Miyazaki traspone sul grande schermo tutta la sua passione per gli aerovelivoli), le affascinanti e misteriose immagini del Mar Marcio (chiave di volta tematica per la comprensione del film), l’imponente (e impressionante) risveglio del Titano negli ultimi minuti: tutto, nel film, urla una meraviglia e uno stupore che vengono sempre, rigorosamente, messi al servizio della narrazione. Una narrazione in cui il senso di avventura è per la prima volta (ma, anche in questo, la serie di Conan è stata anticipatrice) compenetrato dai temi che caratterizzeranno poi l’intera carriera di Miyazaki: l’ecologismo, il pacifismo, la necessità di convivenza pacifica tra uomo e uomo, e tra uomo e natura. Soprattutto, in Nausicaä c’è il rifiuto, netto e inequivocabile, di una distinzione manichea tra personaggi positivi e negativi: se alla figura della giovane principessa viene data un’inequivocabile connotazione positiva (che, tuttavia, non le impedisce di uccidere con rabbia un gruppo di nemici, nei minuti iniziali) i suoi avversari non sono mai semplicisticamente presentati come villain. Lo stesso carattere della regina di Tolmechia, complesso e ben delineato, rivela una donna tormentata che, pur di salvare il suo popolo, è portata a scelte moralmente riprovevoli. Scelte che, tuttavia, non le provocano (da parte degli altri personaggi, né dello spettatore) una condanna definitiva. E, su tutto, si stendono le distese del Mar Marcio, fonte immediata di morte ma culla di vita futura, estrema difesa di una natura impotente contro l’aggressione umana, che è però anche (e soprattutto) promessa di rigenerazione.

CONTRO

Non proveremo nemmeno a cimentarci nel tentativo di trovare difetti a un film come questo: si tratta di un classico, di quelli che questo status (maturato nei suoi tre decenni di vita) l’hanno meritato fino in fondo. Per chi non l’avesse già visto, ma anche per tutti coloro che non avessero mai potuto godere della sua fruizione su grande schermo, Nausicaä della Valle del Vento è una visione imperdibile: e non solo (non ci stancheremo mai di ripeterlo) per il ristretto pubblico degli appassionati di animazione giapponese. Un’opera come questa, capace con tanta limpidezza di emozionare, ammaliare e commuovere, merita (di più: necessita) la dimensione della sala cinematografica per essere fruita al meglio. L’unico rimpianto, ci sentiamo di sottolinearlo, è che la sua permanenza in sala durerà solo tre giorni: motivo in più (per tutti) per evitare di lasciarselo sfuggire.

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Marco Minniti

 
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