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LO SCIACALLO

 
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Pro


Incredibilmente duro nella sua violenza silenziosa

Contro


Porta a pensare all'etica del giornalista


In breve

Louis Bloom (Jake Gyllenhaal) vive a Los Angeles e per sopravvivere si dedica al furto, rubando e rivedendo di tutto dal rame alle biciclette. Cerca lavoro ovviamente, ma nessuno si fida di lui o ha bisogno di lui, finché una sera, come un’altra, per caso non assiste ad un incidente stradale e nota un cameramen che riprende la scena: l’auto in fiamme e la polizia che soccorre una giovane donna. Le domande si affastellano improvvisamente nella sua mente, curiosità, desiderio, avidità si fanno largo nella sua mente e nel suo cuore. “Compra” una telecamera e una radio della polizia e inizia a girare per le strade della città alla ricerca di furti, incidenti, risse ..qualcosa di spettacolare. La caccia lo eccita e lentamente comincia a pianificare il futuro alla ricerca del grande scoop che gli garantirà soldi e fama. L’incontro con la responsabile del morning news di un’importante emittente televisiva, Nina (Rene Russo) lo aiuterà a capire come muoversi nell’ambiente. Imparate le basi ora a Louis non resta che cercare un assistente che lo possa aiutare nelle ronde notturne, ecco che entra in scena il giovane Rick ( Riz Ahmed).

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Posted 7 novembre 2014 by

 
Recensione completa
 
 

E’ il debutto come regista dello sceneggiatore di “The Bourne Legacy”, Dan Gilderoy, che con occhio attento e movimenti di camera veloci crea un thriller adrenalinico il cui protagonista in questo caso è l’eroe cattivo, interpretato da un convincente Jake Gyllenhaal.  E’ la rielaborazione in chiave opportunistica del “Grande Sogno Americano”, ossia che con il duro lavoro, il coraggio e la determinazione è possibile cambiare il proprio tenore di vita e quindi lo status sociale.  Avido, sociopatico ossessionato dal successo è incapace di rapportarsi agli altri e al tempo stesso è emotivamente sterile. Ecco quindi che l’etica viene messa da parte, non c’è rimorso, l’unica cosa che gli interessa è fare il suo lavoro ai limiti del legale, anche oltrepassandolo basta non farsi scoprire.

Curiosità:  Il film è stato presentato in anteprima mondiale al Toronto International Film Festival e poi al Festival di Venezia qui nella sezione “Mondo Genere”.

Trailer:

PRO

Un personaggio quello di Louis Bloom letale e dominante, costruito con maestria nella sua complessità, dove ogni gesto o dettaglio è studiato per mostrare la vita e lo spirito di questo uomo. Eccolo quindi con gli occhi sempre spalancati, la voce melliflua, il sorriso falso pronto a colpire la sua preda come un serpente letale. Il ritmo è incalzante e coinvolgente. Interessante l’attenzione per i dettaglio da parte del regista Dan Gilderoy che ricostruisce perfettamente la società moderna.

CONTRO

Non vi è alcun sentimento moralistico in questo film, quello che viene raccontato è semplicemente la realtà del mondo dominato dallo share. Non vi è pentimento, né salvezza perché tutto è sacrificato per il grande dio “Share”. L’etica e la morale vengono annullate, fanno capolino attraverso la voce di un personaggio secondario, ma vengono subito zittite. La legge poi è discutibile e gli agenti di polizia e investigatori sono pedine sacrificabili, anzi sono marionette da usare per creare lo scoop. Forse in questo il film risulta un po’ irrealistico, tuttavia riesce a far pensare.

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Federica Di Bartolo

 
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