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L’ERA GLACIALE – IN ROTTA DI COLLISIONE

 
Regia
 
 
 
 
 


 
Soggetto
 
 
 
 
 


 
Sceneggiatura
 
 
 
 
 


 
Fotografia
 
 
 
 
 


 
Colonna sonora
 
 
 
 
 


 
Total Score
 
 
 
 
 
2.5/ 5


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Pro


Ritmo vivace, comparto tecnico di ottimo livello, capacità di attivare il piacere del riconoscimento attraverso la riproposizione di personaggi e situazioni-tipo.

Contro


Vicenda esile, priva di mordente, espressione di un’incapacità, da parte della saga, di rinnovare la sua formula e le sue tematiche.


In breve

Mentre cerca per l’ennesima volta di raggiungere la sua ghianda, lo scoiattolo Scrat finisce accidentalmente a bordo di un UFO sepolto tra i ghiacci, rimettendone involontariamente in moto i macchinari. Arrivato nello spazio, lo scoiattolo aziona goffamente un’arma che finisce per provocare la collisione tra due pianeti, scatenando un meteorite che punta direttamente verso la Terra. Qui, Sid, Manny e Diego sono alle prese con problemi vecchi e nuovi: il primo è stato appena lasciato dalla sua fidanzata e cerca ora una nuova compagna, il secondo mal digerisce l’idea dell’imminente matrimonio di sua figlia Pesca col fidanzato Julian, il terzo progetta di avere figli con la sua compagna Shira, ma è turbato dal fatto che i bambini siano spaventati dalla presenza della coppia. Una tempesta di meteoriti, annuncio dell’imminente catastrofe, spazzerà presto via le preoccupazioni del gruppo, sostituite dalla ben più pressante ricerca di un modo per sopravvivere.

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Posted 17 agosto 2016 by

 
Recensione completa
 
 

Sviluppatosi nell’arco di quattordici anni, con cinque film e vari spin-off e corti dedicati, quello de L’era glaciale è attualmente il più longevo franchise dell’era dell’animazione digitale. Quello del primo film diretto nel 2002 da Chris Wedge e Carlos Saldanha fu un successo derivato dalla facile identificazione del pubblico (giovane e meno giovane) con le tematiche familiari alla sua base, dall’efficacia di una scrittura lineare ma non priva di profondità, da una tecnica che all’epoca, quando l’animazione digitale attraversava ancora la sua infanzia, poteva vantare pochi rivali. La saga targata Blue Sky Studios e Fox è stata, nel corso dei suoi quasi tre lustri di vita, una vera e propria gallina dalle uova d’oro per i suoi creatori, che ne hanno ampliato di episodio in episodio la “mitologia”, mantenendosi tuttavia pedissequamente e quasi scientificamente fedeli alla sua formula.

Ora, questo nuovo L’era glaciale – In rotta di collisione, stando almeno ai risultati del botteghino d’oltreoceano, sembra segnare una battuta d’arresto nei riscontri commerciali della saga: gli incassi delle prime settimane di programmazione sono infatti risultati sfavorevoli al film di Mike Thurmeier e Galen T. Chu, in favore dei quotati rivali dell’estate animata, Pets e Alla ricerca di Dory. Un risultato che sembra (per la prima volta) penalizzare una formula che tuttavia viene riproposta qui senza sostanziali scostamenti, né strutturali né qualitativi, da quanto visto negli ultimi film del franchise: i personaggi di Sid, Manny e Diego si fanno di nuovo emblemi di una “famiglia d’adozione” che, nella sua natura eccentrica e sui generis, replica le norme del più tradizionale nucleo familiare borghese. Il piacere del riconoscimento, per una generazione di giovani spettatori cresciuti con la saga, si somma inoltre alle immancabili citazioni cinematografiche (qui troviamo il monolite di 2001: Odissea nello spazio) e ai riferimenti parodistici alla contemporaneità, incarnati in questo caso da una curiosa comunità new age di animali immuni all’invecchiamento.

Trailer:

PRO

Nelle evoluzioni attraversate nel corso di un quindicennio dalla moderna animazione digitale, il franchise de L’era glaciale continua a segnalarsi per una cura tecnica, e per un’attenzione al ritmo visivo e figurativo, che non temono confronti con i rivali. L’uso del 3D, già collaudato negli ultimi due episodi, arricchisce qui un mondo che, per i suoi spettatori, si è ormai caricato della valenza affettiva e familiare che caratterizza anche i personaggi che lo abitano. La dimestichezza di un pubblico ormai fidelizzato con le logiche narrative della saga, il puntare da parte degli sceneggiatori sulla reiterazione di situazioni e dinamiche di base, e su un’atmosfera abbondantemente collaudata, favoriscono nel modo più efficace il gusto del riconoscimento. Il vivace ritmo dell’opera, e il suo susseguirsi di gag visive, risultano di nuovo particolarmente adatti a intrattenere il pubblico più giovane; mentre gli spettatori più “nostalgici” saranno felici di trovare riferimenti agli altri capitoli della saga, tra cui l’astronave già vista nel primo film e il personaggio del furetto Buck, proveniente dal terzo episodio.

CONTRO

Nel 2016, quello de L’era glaciale è un franchise inevitabilmente invecchiato, che non ha saputo o voluto rinnovarsi nel corso della sua vita. Quella della Blue Sky, nel corso di questi anni, è stata una consapevole scelta nel segno della reiterazione, che ha progressivamente tolto mordente e appetibilità alla saga: se, da una parte, il clima familiare e il piacere del riconoscimento fidelizzano facilmente gli spettatori, la mancanza (qui particolarmente marcata) di una storia solida e degna di essere narrata, finisce per ingenerare noia. L’incapacità, da parte degli sceneggiatori, di introdurre elementi in grado di vivacizzare una formula che ha ormai mostrato la corda, si somma qui a una struttura particolarmente esile, un filo conduttore risaputo per un susseguirsi di gag sempre più uguali a se stesse; la mancanza, inoltre, di un vero villain nella narrazione, rende il tutto ancora più evanescente e privo di sostanza. Se i concorrenti di Pixar, Dreamworks e Disney hanno saputo, nel corso degli anni, differenziare la propria offerta e rinnovarsi nei temi, la Blue Sky ha continuato a puntare quasi esclusivamente sul suo franchise più famoso, imbalsamandolo progressivamente in modi e forme ormai irrimediabilmente datati.

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Marco Minniti

 
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