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LEO DA VINCI – MISSIONE MONNA LISA

 
leo da vinci missione monna lisa 3
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Scheda
 

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Soggetto
 
 
 
 
 


 
Sceneggiatura
 
 
 
 
 


 
Fotografia
 
 
 
 
 


 
Colonna sonora
 
 
 
 
 


 
Total Score
 
 
 
 
 
2.5/ 5


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Pro


Vicenda semplice, efficace e dal buon ritmo, con qualche finezza estetica e capace di fondere bene storia e spirito avventuroso.

Contro


L’esilità della scrittura si fa sentire in modo eccessivo, specie in una vicenda risaputa e prevedibile e in uno scarsa resa della componente “formativa” del racconto.


In breve

La vita di Leo, ragazzo dedito all’invenzione di marchingegni geniali, scorre tranquilla tra l’amicizia con Lorenzo e la cotta per Lisa, sentimento di cui il ragazzo non è ancora pienamente consapevole. Un giorno, di ritorno da una gita al lago, i tre scoprono che i campi intorno alla casa di Lisa sono misteriosamente bruciati. Per la famiglia della ragazza è una tragedia: i campi, infatti, erano l’unica fonte di sostentamento per lei e suo padre. Leo decide così di aiutare Lisa andando a lavorare presso un bottegaio di Firenze; ma la sua gita in città lo porta presto a conoscenza di un segreto, che gli prospetta una soluzione ben più eccitante e avventurosa. Un tesoro, infatti, sarebbe nascosto nelle acque intorno all’isola di Montecristo: sfruttando le geniali invenzioni del giovane, Leo, Lorenzo e Lisa si mettono così alla ricerca del tesoro, aiutati dal piccolo appassionato di stelle Niccolò, e dall’orfanella Agnese. Ma anche una banda di pirati si è accorta dell’esistenza del forziere, e darà filo da torcere al gruppo…

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Posted 10 gennaio 2018 by

 
Recensione completa
 
 

Esempio di animazione italiana dedicata ai più giovani, strategicamente piazzato dalla distribuzione nel periodo in cui il grosso del pubblico avrà già visto (e digerito) i “pezzi da novanta” Coco e Ferdinand, Leo Da Vinci – Missione Monna Lisa punta, più che a rivaleggiare coi colossi americani, a cercare una via italiana, personale e autoctona, al genere. Via che, a detta del regista e produttore Sergio Manfio, vuole basarsi sullo “spirito” più che sulla forma, su un contenuto che attinga direttamente al patrimonio culturale italiano e ne tragga materiale per una storia dedicata ai più giovani. Compito, in fondo, tanto semplice quanto raramente tentato dal nostrano cinema d’intrattenimento, di recente sempre più teso a rincorrere in modo acritico i modelli d’oltreoceano, con operazioni come quella de Il ragazzo invisibile – Seconda generazione.

Leo Da Vinci – Missione Monna Lisa prende invece uno dei “marchi” di riconoscimento della cultura italiana nel mondo, e ne trae materiale per un’avventura che, anche nell’estetica, vuole fortemente restare intrisa di spirito locale; valorizzando non solo il modello storico di partenza, ma anche lo sfondo su cui questo si muove, il senso di avventura e scoperta che si fa emblema (in piccolo) di un clima di risveglio come quello del Rinascimento, la cura degli sfondi digitali che riproducono un’atmosfera unica come quella della Firenze rinascimentale. Impossibilitato, sul piano del budget, a competere anche in minima parte con gli omologhi statunitensi, Manfio punta tutto sulla ricostruzione d’ambiente e sul naturale fascino (per il pubblico più giovane) della personalità del protagonista, resa anche attraverso la minuziosa ricostruzione dei marchingegni da lui concepiti.

A dominare il tutto, il sempiterno tema della caccia al tesoro, l’innesco semplice ed efficace di una vicenda avventurosa che è archetipo letterario prima che cinematografico, qualche ammiccamento al pubblico più stagionato (la prima sequenza rimanda a un vecchio classico dei videogiochi, quale The Secret of Monkey Island), oltre a un abbozzato racconto di formazione che vuole, tuttavia, restare subordinato al puro intrattenimento. La storia di Leonardo (o meglio, Leo, come qui viene rigorosamente chiamato) si propone così come una versione in piccolo, ad essa propedeutica, della Storia con la S maiuscola, quella che il suo impeto pedagogico cerca di rendere appetibile al suo pubblico.

Trailer:

PRO

Contratto nella durata (82 minuti) e privo di cali di ritmo, Leo Da Vinci – Missione Monna Lisa ha dalla sua la semplicità del concept e una certa cura tecnica, che si esplicita negli accattivanti fondali e in certi, raffinati giochi di luce, piuttosto che nel design (invero piuttosto semplice) dei personaggi. Lo sforzo produttivo si nota, pur non assurgendo il film alle vette tecniche di prodotti quali Gatta Cenerentola (dedicato a tutt’altro target), esaltandosi soprattutto nelle buone sequenze d’azione. La compresenza, nel film, di un mondo che il pubblico del film avrà da poco studiato sui libri di scuola, con uno all’insegna dell’immaginazione trasfigurante (l’isola, il vascello sommerso, l’avveniristica macchina inventata dal protagonista), garantisce una sicura presa sul target, unitamente a una vicenda lineare e di facile fruibilità.

CONTRO

La linearità del film di Sergio Manfio sconfina presto in dichiarata esilità, specie laddove non prova ad approfondire (nemmeno tenendo ferme le sue esigenze di target) i suoi personaggi e le loro vicende, concentrandosi solo sulla resa estetica dell’avventura. Il tema della crescita del protagonista e della sua “educazione” (virgolette d’obbligo) sentimentale, poteva certo essere meglio sviscerato, anche (e soprattutto) nell’ottica pedagogica dal film fortemente ricercata. Poco funzionali risultano anche i due piccoli comprimari dei protagonisti (e totalmente fuori contesto la figura dell’amico Lorenzo); mentre il supposto twist finale risulta invero troppo facile da intuire, almeno per la fetta di pubblico più cresciuta.

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Marco Minniti

 
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