non solo recensioni…

 
 


 
Da non perdere
 

LA MUMMIA

 
Regia
 
 
 
 
 


 
Soggetto
 
 
 
 
 


 
Sceneggiatura
 
 
 
 
 


 
Fotografia
 
 
 
 
 


 
Colonna sonora
 
 
 
 
 


 
Total Score
 
 
 
 
 
2.5/ 5


User Rating
no ratings yet

 

Pro


Intrigante l’introduzione del Dark Universe, nuovo universo prevedibilmente pregno di sviluppi. Apprezzabile il tentativo di svecchiamento del soggetto.

Contro


Manca coerenza narrativa e compattezza nella scrittura, mentre la regia appare spesso poco chiara nella gestione delle scene d’azione.


In breve

Nick Morton e Chris Vail, militari di stanza in Iraq, arrotondano il loro stipendio rubando antichità da rivendere al mercato nero. Durante un attacco degli jihadisti contro un antico sito archeologico, i due rinvengono casualmente quella che sembra essere un’antica tomba egizia, sepolta nel terreno. Mentre Vail resta ucciso nell’attacco, Morton riesce a disseppellire e portare in salvo la bara, che pare appartenere a un’antica e oscura principessa. Durante il viaggio di ritorno, il militare resta vittima di strane visioni, mentre l’aereo viene attaccato da uno stormo di corvi, precipitando. Inspiegabilmente sopravvissuto al disastro, Morton realizza di essere stato prescelto dalla creatura sepolta nella bara, che attraverso il suo tramite è riuscita a liberarsi: si tratta di Ahmanet, una principessa egizia votata al male, che aveva stretto un diabolico patto col malvagio dio Set. Nel tentativo di arginare i diabolici propositi di Ahmanet, Morton dovrà anche guardarsi da un’oscura organizzazione chiamata The Prodigium, guidata dall’ambiguo dottor Henry Jekyll…

0
Posted 10 giugno 2017 by

 
Recensione completa
 
 

Continuity: sembra ormai essere questa, con buona pace dei puristi, la parola d’ordine del blockbuster moderno, sempre più spesso dedito a progetti che aspirano a superare i confini del singolo film, inserendosi in un universo sempre più vasto e riproposto (ed esteso) di episodio in episodio. Un modello di serialità da grande schermo (con più di una parentela con quella televisiva) messo a punto dalla Marvel con il suo Marvel Cinematic Universe, riproposto nel DC Extended Universe della DC/Warner, ed ora preso a modello anche dalla Universal, che col Dark Universe punta a rispolverare il suo cartellone di mostri “classici”. Già oggetto di una “falsa partenza” col Dracula Untold del 2014 (espunto dal franchise a causa del suo scarso successo) il neonato universo creato dalla major statunitense vede il suo definitivo avvio con questa nuova versione de La mummia, reboot del soggetto che fece la sua prima apparizione sullo schermo nel lontano 1932, con protagonista Boris Karloff.

Lo scopo del film diretto da Alex Kurtzman (sceneggiatore e produttore, qui alla sua seconda esperienza dietro la macchina da presa) sembra essere principalmente quello di ridimensionare il mood esotico/avventuroso della versione del 1999 di Stephen Sommers, riportando il soggetto a toni più prettamente dark: adattando la vicenda originale ai gusti del pubblico cinematografico e televisivo di oggi, il film sembra voler contaminare l’horror col fantasy e l’action urbano, ponendo solide basi per la costruzione dell’universo del franchise. Una preoccupazione, quella per la continuity, che il film sembra ribadire a più riprese, dalla presenza del dottor Jekyll col volto di Russell Crowe ai teschi coi denti aguzzi nel di lui laboratorio, fino ad un finale che pare guidare la vicenda del protagonista verso una direzione completamente nuova.

In mezzo, un’avventura che mescola in modo disinvolto (e non sempre chiarissimo) antiche maledizioni e suggestioni hi-tech, scienza e società pseudomassoniche, ancestrali visioni e ricercata estetica digitale: il modello sembra essere quello delle moderne serie tv di genere fantasy/horror (da True Blood a Supernatural), con una spruzzata di citazionismo dai classici cinematografici di qualche decennio fa (evidente, nel personaggio dell’amico del protagonista, il riferimento a Un lupo mannaro americano a Londra). Ad affiancare il cinquantaquattrenne Tom Cruise, in un nuovo ruolo dalla non indifferente carica fisica, una Annabelle Wallis il cui personaggio riserverà più di una sorpresa, e un “mostro” (virgolette più che mai d’obbligo) col volto, il corpo e l’immutato fascino di Sofia Boutella. Le porte per i prossimi episodi del franchise (in programma una nuova versione de La moglie di Frankenstein, oltre a un possibile Uomo invisibile interpretato da Johnny Depp) sembrano più che mai spalancate.

Trailer:

PRO

I pregi di questo La mummia 2017 risiedono principalmente nella sua aspirazione a creare un universo condiviso (quello dei mostri classici Universal, appunto) e nel modo in cui sa generare aspettativa e tensione per i suoi prossimi installment. Guardando il film di Kurtzman, è impossibile non provare curiosità per gli sviluppi del Jekyll/Hyde interpretato da Russell Crowe, e per l’evoluzione (lasciata in sospeso) del personaggio di un Cruise che avrà ancora molto da dire. Al netto dei limiti di un blockbuster che mantiene poco della sua fonte cinematografica originale (ma che comunque ne tenta una rilettura in chiave moderna) va sottolineato comunque questo carattere ambizioso, in grado di catturare inevitabilmente anche l’attenzione dello spettatore più distratto.

CONTRO

Nell’ansia di inserirsi nell’onda lunga della tendenza ai franchise cinematografici, e di ribadire a ogni piè sospinto come questo film sia in realtà un tassello di un universo più esteso, Kurtzman e i suoi co-sceneggiatori si dimenticano la coerenza, la costruzione armonica di una trama credibile, la messa insieme di un racconto che sappia coinvolgere a prescindere dai suoi (possibili) sviluppi. Le diverse componenti del film (quella fantasy, quella più propriamente horror e quella action) più che assemblate sembrano mescolate un po’ a caso, con inserti poco coerenti e giustificati (la presenza degli zombie) e una voglia di continuity, più che preparata e costruita, sembra data in pasto senza motivazioni di sorta allo spettatore. Non si spiegherebbe, altrimenti, la scelta di inserire un Jekyll/Hyde così decontestualizzato e narrativamente poco giustificato, e di farlo interagire fin da subito, in modo tanto forzato, col protagonista. Quest’ultimo, interpretato da un Cruise non propriamente a suo agio, mostra da par suo una costruzione psicologica rozza, così come peraltro tutti i personaggi del film: ma, d’altro canto, non è forse la finezza psicologica che andava ricercata principalmente in un film come questo. Va detto, tuttavia, che questo La mummia si rivela anche piuttosto debole sul versante della messa in scena, con sequenze d’azione non sempre leggibilissime, e una tendenza all’autocensura di qualsiasi possibile violenza (di sangue, praticamente, non ne vediamo neanche una goccia) che appare difficile da giustificare anche nel contesto di un blockbuster di largo consumo.

GALLERY

Share on FacebookShare on Google+Share on LinkedInPin on PinterestTweet about this on TwitterShare on Tumblr

Marco Minniti

 
Avatar of Marco Minniti


0 Commenti



Commenta per primo!


Risposte


(required)