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KINGSAM- THE SECRET SERVICE

 
Regia
 
 
 
 
 


 
Soggetto
 
 
 
 
 


 
Sceneggiatura
 
 
 
 
 


 
Fotografia
 
 
 
 
 


 
Colonna sonora
 
 
 
 
 


 
Total Score
 
 
 
 
 
4.5/ 5


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In breve

Eggsy, interpretato dal giovane Taron Egerton, è un diciassettenne ormai sulla cattiva strada, ha abbandonato gli studi e ha lasciato i marines nonostante gli ottimi risultati conseguiti, non ha un lavoro e vive con la madre e un patrigno decisamente violento che pare sia il boss della zona. Vive alla giornata fra scorribande con gli amici e risse, è decisamente insoddisfatto e furioso della piega che sta prendendo la sua vita, ma non sembra rendersene veramente conto finché un giorno non finisce in prigione. L’unico modo per uscirne è usare una medaglietta lasciatagli quando era piccolo da un uomo misterioso che aveva informato la sua famiglia della morte precoce del padre. E’ così che Eggsy incontra Harry Hart, interpretato da un elegante e sofisticato Colin Firth, un gentleman inglese che lavora come “sarto”. Basta poco al diciassettenne per capire che Harry è tutto fuorché un innocuo sarto di origini aristocratiche e senza rendersene conto ben presto si trova, sotto la sua guida, ad addestrarsi per diventare un “Kingsam”, ossia diventare un agente di un’organizzazione supersegreta britannica che sta arruolando nuove spie nel tentativo di salvare il mondo dall’ennesima minaccia. E stavolta il pericolo è il filantropo e vanesio Richard Valentine, interpretato da un bravissimo Samuel L. Jackson. Riuscirà Eggsy a dimostrarsi degno della fiducia di Harry e a diventare una spia, ma soprattutto i “Kingsam” riusciranno a salvare il mondo dalla nuova minaccia globale? Già perché il “filantropico” Valentine intende utilizzare internet e i cellulari per curare la Terra dal cancro dell’umanità.

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Posted 10 febbraio 2015 by

 
Recensione completa
 
 

Il regista Matthew Vaughn torna alla regia realizzando la trasposizione cinematografica della miniserie di fumetti intitolata “The Secret Service” dello scozzese Mark Millar, disegnati da Dave Gibbons. Un’impresa a cui il produttore cinematografico, sceneggiatore e regista inglese non è nuovo dato che nel 2010 ha portato sul grande schermo un altro fumetto di Mark Millar: “Kick- Ass”. Un connubio dunque non ancora concluso che crea stavolta un’action comedy dominata da toni ed elementi tipici della spy story e che soprattutto non perde mai l’aderenza al suo essere una graphic novel.

Lo scopo del film  è quello di far ridere e intrattenere, ma accanto a paradossali combattimenti e cervelli che esplodono come fuochi d’artificio, accanto alle tante citazioni di film di genere, non manca l’attenzione per il particolare, ma soprattutto il messaggio finale che “denuncia”, anche se in toni allegri e ironici, la totale dipendenza della società moderna nei confronti dei mass media e soprattutto dei cellulari, tanto da non rendersi conto a volte dell’abuso eccessivo e soprattutto dalla quantità di informazioni private e dei dati sensibili che vengono diffuse in rete senza preoccupazione.

Curiosità:  Vaughn parlando della sua scelta di realizzare un adattamento cinematografico ha dichiarato: “Kingsman riflette di più la mia personalità.”

PRO

La sceneggiatura decisamente ben costruita, senza buchi, al di là del ritmo avvincente e sostenuto che non annoia mai, “Kingsam- The Secret Service” è dominato da una vena ironica di tutto rispetto, che spinge la pellicola al paradosso. Ecco quindi che Colin Firth si trasforma da gentleman in uomo d’azione capace di atterrare velocemente i delinquenti di una banda di periferia muniti di coltelli e pistole senza battere ciglio, in pochi secondi fra una giravolta e un’altra l’eroe torna ad assumere il tipico aplomb inglese senza un capello fuori posto o una macchia o una piega sull’impeccabile completo che indossa. Un ruolo decisamente diverso dal suo solito, ma grazie alla sua abilità e performance non risulta eccessivo o stonato, ma perfettamente calzante. E così abbiamo un mostro del cinema accompagnato da altri grandi interpreti come Mark Strong, Michael Caine e Samuel L. Jackson, cui si affianca il volto nuovo di Taron Egerton.

CONTRO

Il regista Vaughn resta fedele allo spirito originale del fumetto, dimenticando la realtà e la verosimiglianza. A livello scenografico c’è un attenzione al particolare decisamente affascinante che insieme all’atmosfera patinata riesce a catturare il pubblico, che vede alternarsi sullo schermo scene di violenza a momenti in cui l’eleganza e la signorilità vengono sottolineate, senza però eccedere. C’è un equilibrio perfettamente proporzionato fra questi due elementi: eleganza e violenza, un equilibrio che cede il posto negli ultimi minuti alla follia. Ecco che gli effetti speciali diventano eccessivi con cervelli che scoppiano come fuochi d’artificio, con citazioni chiare verso altri film del genere spy stories. Un eccesso di effetti speciali che pur permettendo al regista di sottolineare la natura fumettistica del film, stona leggermente con l’attenzione e le atmosfere di eleganza create con cura e “pignoleria” nelle scene precedenti.

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Federica Di Bartolo

 
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