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IL DOMANI TRA DI NOI

 
Regia
 
 
 
 
 


 
Soggetto
 
 
 
 
 


 
Sceneggiatura
 
 
 
 
 


 
Fotografia
 
 
 
 
 


 
Colonna sonora
 
 
 
 
 


 
Total Score
 
 
 
 
 
2.5/ 5


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Pro


Il fascino della location, unito a un tema dal carattere archetipico (l’uomo civilizzato nella natura selvaggia) risulta di sicura presa sullo spettatore.

Contro


La scrittura è svogliata, convenzionale, piena di dialoghi stereotipati e di situazioni poco credibili. La parte successiva a quella tra i monti denuncia in pieno i limiti del film.


In breve

Bloccati in un aeroporto dell’Idaho a causa della cancellazione del loro volo, Ben Bass, medico chirurgo, e Alex Martin, fotoreporter, decidono di affidarsi al volo privato di Walter, esperto pilota, per non perdere i rispettivi appuntamenti: lui ha un intervento d’emergenza da compiere, mentre lei deve arrivare in tempo al suo matrimonio (previsto per il giorno successivo). Durante il volo sul jet dell’uomo, tuttavia, succede l’imprevedibile: Walter viene infatti colto da un malore improvviso, e l’aereo resta senza guida. Il jet si schianta tra le montagne innevate dello Utah, provocando la morte del pilota e il ferimento dei due passeggeri. Claudicanti e circondati da chilometri e chilometri di nulla, impossibilitati a chiedere aiuto, Ben e Alex iniziano così una dura lotta per la sopravvivenza, scontrandosi con la fame, il freddo e le bestie selvatiche che popolano i monti.

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Posted 23 novembre 2017 by

 
Recensione completa
 
 

Il regista palestinese Hany Abu-Assad, finora messosi in luce soprattutto con drammi che trattavano il tema dell’integrazione culturale, si misura con questo Il domani tra di noi (sua seconda trasferta americana, dopo il precedente The Courier) col filone del survival movie. Una scelta, quella del cineasta palestinese, che sembra segnare una svolta per il suo cinema, caratterizzata da un avvicinamento definitivo al mainstream: la produzione di una major (qui la Fox) si aggiunge infatti alla presenza di due nomi di peso dello star system hollywoodiano, quali Idris Elba e Kate Winslet, e a una confezione da blockbuster che si giova della suggestiva location dei monti dello Utah. La fonte di ispirazione, un romanzo (intitolato in italiano Le parole tra di noi) dello scrittore statunitense Charles Martin.

Il film di Abu-Assad mescola in realtà il filone catastrofico con quello del dramma romantico, incentrandosi soprattutto sulla relazione sviluppatasi tra i due protagonisti in un contesto estremo e totalmente al di fuori delle convenzioni sociali. Molto, nell’evoluzione del dramma, si lega agli opposti tratti caratteriali dei due personaggi, e ai diversi, altrettanto problematici background (che verranno svelati nel corso della storia) che li porteranno a modalità opposte nel fronteggiare la situazione. Tutto intorno, una wilderness che proietta nei due un latente presagio di morte, a cui dovranno far fronte con lo sviluppo di un legame che, col progredire della vicenda, si approfondisce sempre più. L’eventuale sopravvivenza, e il ritorno alla vita di tutti i giorni, non potrà che lasciare nei due un segno indelebile, ricordo di un’esperienza incancellabile…

Trailer:

PRO

Il film di Abu-Assad massimizza l’impatto della sua suggestiva location, andando a narrare un’odissea che, per il suo carattere archetipico (l’uomo civilizzato in una natura selvaggia e ostile) mantiene sempre la sua presa. La regia, solida ed efficace per tutta la parte ambientata tra i monti, valorizza bene il setting, enfatizzando l’isolamento dei due personaggi e lo stringersi del legame appena costruito, in un’ottica che è innanzitutto quella della sopravvivenza.

CONTRO

Nel tentativo di fondere due filoni classici (e ampiamente codificati) del cinema hollywoodiano, il regista sceglie la strada più risaputa e lineare, soffrendo soprattutto di un’eccessiva convenzionalità di scrittura. La parte del film ambientata tra i monti, se dal lato visivo si affida al sicuro fascino della location, soffre eccessivamente di dialoghi stucchevoli e stereotipati, di un approccio risaputo ai personaggi e alle loro vicende pregresse (troppo didascalicamente spiegate), di schermaglie che tolgono pathos ed empatia ai due caratteri. Sofferente anche di prove attoriali svogliate (in primis quella di Kate Winslet, qui abbastanza sottotono), Il domani tra di noi scivola più volte sul versante della credibilità, nonché di veri e propri errori di sceneggiatura (le due costole rotte di Idris Elba, dichiarate in apertura, vengono rapidamente dimenticate); sfaldandosi poi, definitivamente, nel lungo epilogo ambientato a Manhattan, dove la convenzionalità di scrittura, unita a un approccio grossolano e poco centrato ai sentimenti e alla componente melò, risultano in tutto il loro (negativo) peso.

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Marco Minniti

 
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