non solo recensioni…

 
 


 
Da non perdere
 

HITCHCOCK/TRUFFAUT

 
Regia
 
 
 
 
 


 
Soggetto
 
 
 
 
 


 
Sceneggiatura
 
 
 
 
 


 
Fotografia
 
 
 
 
 


 
Colonna sonora
 
 
 
 
 


 
Total Score
 
 
 
 
 
4/ 5


User Rating
1 total rating

 

Pro


Visivamente ammaliante, collage di immagini entrate a pieno titolo nella storia del cinema. Perfetto per i neofiti, base di possibili studi e approfondimenti.

Contro


Lo studioso, che ha già fruito e metabolizzato il suo materiale, non vi troverà punti di vista particolarmente originali o spiazzanti.


In breve

Nel 1966, il regista François Truffaut pubblicò un libro destinato a cambiare l’ottica della critica cinematografica, e a rivedere la considerazione verso quello che, oggi, è considerato universalmente un maestro del cinema. Il saggio “Hitchcock/Truffaut” (in italiano “Il cinema secondo Hitchcock”) è la trascrizione di una lunga conversazione che il cineasta francese intrattenne col maestro della suspence, sviluppatasi lungo una settimana di incontri, nell’agosto del 1962. Gli incontri furono origine di un’amicizia che sarebbe durata fino alla scomparsa del regista inglese, avvenuta nel 1980; ma soprattutto partorirono quella che sarebbe diventata un’opera-spartiacque per la saggistica cinematografica, destinata a demolire per sempre la diffidenza che, ancora in quel periodo, la critica americana provava verso il cinema di Hitchcock. Nel 2015, il regista e scrittore Kent Jones celebra quell’incontro in un documentario, che alterna le registrazioni audio delle conversazioni tra i due registi a interviste ad alcuni protagonisti del cinema contemporaneo, e a spezzoni dei più significativi film del maestro inglese.

0
Posted 7 aprile 2016 by

 
Recensione completa
 
 

Presentato nel corso delle ultime edizioni dei festival di Cannes e Toronto, questo Hitchcock/Truffaut è racconto fedele (seppur forzatamente sintetico) di un incontro che avrebbe cambiato nel profondo il modo di vedere (e valutare) il cinema. Testo di riferimento per più di una generazione di critici, racconto di un momento fondamentale dell’evoluzione (dall’America all’Europa) dell’arte cinematografica, il libro-intervista di Truffaut rivive in una serie di spezzoni audio delle conversazioni tra i due registi, a commentare le immagini di alcune delle più significative opere del maestro inglese (dalla prima versione de L’uomo che sapeva troppo a La donna che visse due volte, fino ai contemporanei Psycho e Gli uccelli). In mezzo, una serie di interviste ad alcuni dei più significativi registi odierni (Martin Scorsese, Paul Schrader, Olivier Assayas e David Fincher, tra i tanti) a spiegare l’influenza che i film di Hitchcock da una parte, e la loro epifanica (ri)lettura da parte di Truffaut dall’altra, ebbero sulla loro formazione cinematografica.

80 minuti, quelli confezionati da Kent Jones (critico, sceneggiatore e regista, attualmente direttore del New York Film Festival) densi di spunti e suggestioni, chiaramente indirizzati principalmente a quello spettatore interessato (non necessariamente competente) che non abbia ancora letto il testo originale e/o studiato a fondo la cinematografia hitchcockiana. Un’opera in cui, in controluce, emerge anche la sintonia artistica e umana tra due figure apparentemente lontane per riferimenti e approccio al cinema, e il loro fondamentale contributo a una lenta trasformazione che, dalla Nouvelle Vague francese, avrebbe attraversato l’Europa per giungere al di là dell’oceano, dando vita a quella New Hollywood che tuttora fa sentire la sua influenza sul cinema americano.

Trailer:

PRO

Documentario snello, sintetico ma pregnante nei contenuti, Hitchcock/Truffaut si avvale di una selezione di materiale che, da sé, basta a comporre un’opera affascinante. Chiunque sia attratto, anche al livello più elementare, dell’arte cinematografica, non può non restare ammaliato dalle sequenze selezionate a mò di commento (visivo) alla lunga conversazione tra i due registi; così come lo spettatore competente resterà ugualmente irretito da momenti che hanno segnato la sua formazione cinematografica. Rivedere per l’ennesima volta la sequenza della doccia di Psycho, o il finale de La donna che visse due volte, e restarne ugualmente, visivamente, appagati, è il segno più evidente dell’immortalità di opere che sopravvivono ai decenni e alle trasformazioni estetiche. L’assemblaggio portato avanti da Kent Jones rivela da un lato la sintonia umana (puntellata da momenti di humour) tra i due registi, dall’altro l’onda lunga dell’influenza hitchcockiana su figure del cinema moderno apparentemente lontane dalla poetica del maestro. Le loro originali letture dei capolavori del regista inglese, e il racconto del loro rapporto col testo di Truffaut, sono testimonianza preziosa, immediatamente capace di parlare ad ampie fasce di pubblico, nonché di stimolare studio e approfondimento.

CONTRO

Nel costruire il suo documentario, Kent Jones sceglie la via sicura, selezionando in gran parte i film hitchcockiani più noti, utilizzandone le immagini in funzione didascalica, e assemblando il materiale di repertorio e le interviste nel modo più semplice e piano possibile. Inevitabilmente sintetico, il suo film è rivolto più al neofita che allo studioso, che non troverà punti di vista particolarmente originali (o spiazzanti) su un testo, e una serie di immagini, che ha già ampiamente fruito e metabolizzato. Un minutaggio più esteso avrebbe forse consentito un maggior approfondimento di alcuni dei temi estetici, e produttivi, toccati nel documentario, seppur a scapito della sua snellezza.

GALLERY


Marco Minniti

 
Avatar of Marco Minniti


0 Commenti



Commenta per primo!


Risposte


(required)