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HERBERT WEST REANIMATOR (EP. 1×01-1×03)

 
Regia
 
 
 
 
 


 
Soggetto
 
 
 
 
 


 
Sceneggiatura
 
 
 
 
 


 
Fotografia
 
 
 
 
 


 
Colonna sonora
 
 
 
 
 


 
Total Score
 
 
 
 
 
3.5/ 5


User Rating
6 total ratings

 

Pro


Interessante rilettura in chiave moderna del racconto di Lovecraft, atmosfera plumbea e d’effetto, buona prova del cast.

Contro


Chi cercasse un remake del film di Gordon o una trasposizione letterale del racconto resterebbe inevitabilmente deluso.


In breve

Herbert West è un brillante scienziato che sembra aver scoperto il segreto della vita eterna: l’uomo ha infatti messo a punto un siero in grado di rianimare i cadaveri. Dopo un incidente mortale occorso a sua figlia, la piccola Eleanor, un Herbert distrutto dal dolore decide di provare sulla bambina la sua scoperta. I risultati sono però molto diversi da come lo scienziato si era aspettato: Eleanor, dopo un iniziale barlume di coscienza, è come preda di una febbre rabbiosa. Herbert, però, non si dà per vinto: dopo aver ucciso di nuovo Eleanor, prova a praticarle una seconda iniezione. Ma sarà davvero possibile, insieme al corpo, riportare in vita l’anima?

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Posted 17 ottobre 2017 by

 
Recensione completa
 
 

A nove anni da Colour from The Dark, Ivan Zuccon torna a frequentare quello che da sempre è il suo territorio preferito, ovvero la narrativa di Howard Philips Lovecraft. Un territorio che, in realtà, il regista non aveva mai abbandonato del tutto, visto che anche il suo penultimo Wrath of The Crows (mai distribuito in Italia) si nutriva di suggestioni tipicamente lovecraftiane. Stavolta, però, Zuccon torna ad attingere direttamente alla “fonte”, ovvero alla narrativa del solitario di Providence, prendendo spunto da un racconto che, circa un trentennio fa, il cinema rese immortale: moltissimi appassionati, infatti, ricorderanno il Re-Animator di Stuart Gordon, horror/splatter liberamente tratto dal racconto Herbert West, rianimatore.

Zuccon ha tenuto a precisare, tuttavia, che questo nuovo Herbert West Reanimator non è un remake del film di Gordon, ma piuttosto un nuovo adattamento, in chiave contemporanea, della storia di Lovecraft. Un adattamento che ha tutti i crismi dell’originalità, a partire dal formato: una web-serie suddivisa in episodi di circa 10 minuti l’uno, diffusi con cadenza settimanale, per una prima stagione che consterà in tutto di sette episodi. La diffusione gratuita sul web è segno della ricerca di nuovi spazi e possibilità in un panorama che fatica ad emergere e ad acquistare visibilità come quello del cinema indipendente italiano, specie quello di genere: un esperimento tentato, tra l’altro, da un regista che può già contare una solida, ed apprezzata, esperienza nel settore, con sette lungometraggi al suo attivo dal 2000.

Del nuovo, interessante progetto di Zuccon abbiamo potuto vedere, oltre al primo episodio già liberamente visionabile, i due successivi (che saranno diffusi rispettivamente il 14 e 21 ottobre), oltre a una breve anteprima del quarto. Le impressioni, forzatamente parziali, che ci siamo potuti fare dalla visione di questa prima frazione della serie, confermano comunque la presentazione che di essa ha fatto il regista: Herbert West Reanimator è un prodotto lontanissimo dal film di Gordon del 1985, la sua atmosfera inquieta e dolente lo riporta direttamente alla narrativa di Lovecraft, pur se non mancano gli spaventi e i momenti estremamente “grafici”. La lettura contemporanea della storia, l’inserimento della tematica familiare, e l’estensione spaziale della vicenda (decisamente maggiore rispetto al racconto originale) garantiscono un sicuro interesse per il suo prosieguo.

Episodio 1×01 “Mura di ghiaccio”:

PRO

Zuccon confeziona questi primi tre episodi con la consueta cura, proponendo alcune interessanti soluzioni di messa in scena: tra queste, va segnalata l’alternanza bianco e nero/colore (non pedissequamente legata ai piani temporali in cui la vicenda si svolge) e la scelta della narrazione non cronologica, che sfrutta le ellissi e i flashback per generare interessanti effetti narrativi. Il formato sembra aver rafforzato la libertà del regista, che non lesina in crudezza visiva, senza tuttavia concedere nulla sul piano di eventuali derive grottesche: il tono della vicenda è costantemente plumbeo e dolente, incarnato al meglio dal combattuto protagonista col volto di Emanuele Cerman. A lui si affianca un parco attori dalla buona efficacia, in cui spiccano i volti di Rita Rusciano, Roberta Marrelli e la giovanissima Valentina Bivona.

I circa 30 minuti che abbiamo potuto visionare aprono interessanti interrogativi sulla strada che la serie potrà imboccare nel suo prosieguo, andandosi ad innestare su quello che è un topos della narrativa e del cinema horror (la morte e la volontà umana di sconfiggerla): riletto, quest’ultimo, da un’ottica che pare comporsi di una parte più metafisica e di una maggiormente “sanguigna” e di genere.

CONTRO

Iniziamo dalle considerazioni più ovvie: chiunque cercasse un remake del film di Stuart Gordon del 1985, o al contrario una traduzione letterale del racconto di Lovecraft, resterebbe ugualmente (e inevitabilmente) deluso. Radicalmente divergente, nell’atmosfera, dal film di Gordon, la web-serie di Zuccon è parimenti un’interpretazione personale (ma rispettosa) del racconto del solitario di Providence. Va inoltre sottolineato che le particolarità del formato, il minutaggio ridotto di ogni singolo segmento, e la cadenza settimanale, potrebbero creare qualche problema di fruizione agli spettatori più abituati ai ritmi e ai tempi del formato cinematografico, o a quelli della serialità classica.

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Marco Minniti

 
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