non solo recensioni…

 
 


 
Da non perdere
 

HEART OF THE SEA – LE ORIGINI DI MOBY DICK

 
Regia
 
 
 
 
 


 
Soggetto
 
 
 
 
 


 
Sceneggiatura
 
 
 
 
 


 
Fotografia
 
 
 
 
 


 
Colonna sonora
 
 
 
 
 


 
Total Score
 
 
 
 
 
3.5/ 5


User Rating
no ratings yet

 

Pro


Sontuoso, spettacolare, con un consapevole ed efficace uso del 3D. Il tema è naturale fonte di fascino.

Contro


Narrativamente imperfetto, poco centrato, con una gestione non ottimale dei personaggi. L'epica melvilliana, malgrado le buone intenzioni, è lontana.


In breve

Inverno 1820: la baleniera Essex, salpata mesi prima dalle coste del Massachussets, si imbatte in un’enorme balena, dalle straordinarie dimensioni e dalla forza elefantiaca. Il cetaceo attacca la nave provocandone l’affondamento, e uccidendo gran parte del suo equipaggio: i superstiti, tra cui il capitano George Pollard e il primo ufficiale Owen Chase, riescono ad approntare due barche di fortuna, trovandosi da soli al largo del Pacifico. Stremati dalla fame, e in balia di un possibile nuovo attacco della balena, gli uomini cercheranno in tutti i modi di sopravvivere, arrivando anche a compiere atti di cannibalismo.
Un trentennio dopo, lo scrittore Herman Melville incontra Thomas Nickerson, all’epoca mozzo di bordo e unico sopravvissuto di quell’esperienza: l’uomo, dapprima restio a raccontare la sua storia, acconsente infine a narrarne i dettagli allo scrittore, facendo il primo resoconto dettagliato di un viaggio allucinante. Melville, ossessionato dalla vicenda, ne trarrà spunto per quello che diventerà il suo romanzo più famoso, nonché uno dei classici della letteratura mondiale.

0
Posted 3 dicembre 2015 by

 
Recensione completa
 
 

Dopo aver narrato il confronto/scontro nell’agone politico di Frost/Nixon – Il duello, e quello in campo sportivo dell’adrenalinico Rush, Ron Howard ribadisce la sua predilezione per le sfide e i dualismi tra personaggi forti su grande schermo, accentuandone qui la dimensione mitica: in una storia che è fondamento e origine del mito, archetipo per definizione. Risalire alla fonte di una storia come quella di Moby Dick è operazione ambiziosa e rischiosa, in quanto significa confrontarsi con un’opera seminale della letteratura moderna: il regista americano, qui, lo fa prendendo spunto dal saggio Il cuore dell’Oceano – Il naufragio della baleniera Essex, in cui lo scrittore Nathaniel Philbrick raccontava l’incontro tra Herman Melville e l’unico sopravvissuto degli eventi che avrebbero poi ispirato il suo romanzo. Più che sul racconto di formazione del narratore originale, l’allora mozzo Thomas Nickerson (che ha il volto di Brendan Gleeson nella sua versione anziana, e quello di Tom Holland in quella giovane) il film preferisce concentrarsi sulla rivalità tra il primo ufficiale e il capitano della nave, rispettivamente interpretati da Chris Hemsworth e Benjamin Walker: in un dualismo che riflette anche le differenze sociali, l’immobilismo classista della società dell’epoca, e la difficoltà nell’ascesa sociale di un individuo privo di protezioni politiche.

In un film sontuoso e dall’imponente apparato figurativo e scenografico, Howard narra dapprima gli eventi che portarono all’affondamento della Essex, conseguente all’incontro con l’enorme balena bianca, e in seguito l’atroce lotta per la sopravvivenza dei superstiti, stremati e ridotti alla fame; con la cornice del racconto fatto da Nickerson allo scrittore, in una narrazione che vedrà emergere con più chiarezza, nella sua seconda parte, la personalità dell’ex mozzo, e i demoni con cui quegli eventi lo costrinsero a convivere per un trentennio.

Trailer:

PRO

Sontuoso, visivamente accattivante, con un efficace e consapevole uso del 3D, Heart of the Sea – Le origini di Moby Dick è un film che trova nella sua impeccabile confezione il più evidente pregio. Howard è da sempre un eccellente artigiano della serie A, e anche qui ribadisce le sue qualità di metteur en scène: la sua gestione delle sequenze d’azione è sicura e di grande impatto, così come la sua capacità di maneggiare la tensione narrativa in tutta la seconda parte. Il film ha l’impatto visivo, e le ambizioni, dei disaster movie di qualche decennio fa, la cui estetica viene trasposta e adattata alle esigenze spettacolari del cinema moderno: quello che si dipana nel film (pur senza continuità) è il mood magniloquente della Hollywood che fu, in cui la natura industriale si legava al gigantismo della visione di singoli autori. In più, non va dimenticato l’inesausto fascino del tema, la curiosità derivata dalla rielaborazione (e dalla risalita alle origini) di quello che è, prima che un classico letterario, un vero e proprio mito della cultura moderna.

CONTRO

Narrativamente, Heart of The Sea si rivela meno riuscito e centrato di altre pellicole di Howard. Il tema archetipico dello scontro (e della successiva amicizia) tra due caratteri opposti, è delineato in modo sommario e tale da lasciarne la portata, e le implicazioni, alla competenza dello spettatore già avvezzo a tematiche simili. Per tutta la prima parte, i personaggi faticano ad emergere dal racconto con la giusta forza e chiarezza, sommersi da un ritmo elevato ma anche incapace di fornire alla storia il giusto respiro; solo quando il passo della narrazione rallenta, il film trova la giusta chiave di approccio al tema, raggiungendo una pregnanza emotiva molto più consistente. Ciò che fatica ad emergere è l’epica (o qualcosa che le si avvicini) della storia di Melville, quella che si presume esistere già in nuce nella vicenda qui rappresentata.

GALLERY


Marco Minniti

 
Avatar of Marco Minniti


0 Commenti



Commenta per primo!


Risposte


(required)