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EASY – UN VIAGGIO FACILE FACILE

 
Regia
 
 
 
 
 


 
Soggetto
 
 
 
 
 


 
Sceneggiatura
 
 
 
 
 


 
Fotografia
 
 
 
 
 


 
Colonna sonora
 
 
 
 
 


 
Total Score
 
 
 
 
 
3.5/ 5


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Pro


Interessante esempio di commedia/road movie che guarda a modelli europei, ragionando su temi di una certa consistenza con uno stile lieve e ricco di sostanza.

Contro


Un limite si può trovare nella scarsa presenza nel racconto del personaggio del fratello del protagonista, poco utilizzato dallo script, e nella sua difettosa resa da parte del suo interprete.


In breve

Isidoro, detto Easy, è un trentacinquenne ex campione di automobilismo, che è caduto in depressione dopo una gara persa. Ora, l’uomo è ingrassato e passa le sue giornate davanti alla Playstation, ingozzandosi di psicofarmaci e meditando il suicidio. Quando il fratello di Easy, un imprenditore che sfrutta senza scrupoli la manodopera straniera, chiede all’uomo di riportare a casa il corpo di un operaio morto per un incidente sul lavoro, Easy è costretto a scuotersi dal suo isolamento: alla guida di un carro funebre, con al seguito la bara dello sfortunato operaio, il giovane si imbarcherà in un viaggio che lo porterà fino ai Carpazi, tra disavventure e incontri sorprendenti. Nell’apprendere la storia del suo defunto compagno, e nell’entrare in contatto con culture altre e lontane, Easy troverà un nuovo, insperato slancio.

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Posted 26 agosto 2017 by

 
Recensione completa
 
 

Dopo aver distribuito un film fortunato come Zoran – Il mio nipote scemo, l’indipendente Tucker Film gioca la carta di un altro esordio, dai contorni in parte simili, ma dalla fattura più internazionale. Il primo lungometraggio di Andrea Magnani è infatti una commedia/road movie decisamente insolita per il cinema italiano, che guarda a certo indie europeo mantenendo tuttavia una sensibilità squisitamente locale. Un’opera che parte dalla descrizione di certo sottobosco imprenditoriale italiano, predatorio e ben poco attento alle diversità, per giustapporlo a una storia personale (quella del protagonista) che proprio da quel contesto sociale punta a fuggire.

Opera incentrata sul tema archetipico del viaggio (come esplorazione e riscoperta di sé) Easy – Un viaggio facile facile punta a riflettere anche sul tema delle linee di demarcazione, fisiche e metaforiche, che di volta in volta assumono un valore diverso: quello di traguardo, per un protagonista che, proprio dal mancato oltrepassamento di una di esse, ha derivato la sua depressione; quello di confine tra stati e culture, tale da limitarne il contatto reciproco; e infine quello di frontiera, concetto che sociologicamente implica la possibilità di un superamento, e quindi di un fecondo scambio. Il tutto viene trattato con un umorismo lieve, che gioca molto sull’ottima interpretazione del protagonista, un camaleontico Nicola Nocella.

Trailer:

PRO

Quello di Andrea Magnani è un esordio che guarda con intelligenza a certo cinema art house europeo, riproponendone in parte i modelli (il tipo di umorismo proposto può ricordare, per certi versi, quello di Aki Kaurismaki) ma evitando di adagiarsi meramente su di essi. Il tema del viaggio è proposto attraverso l’esaltazione della sua valenza rigenerativa, ma anche di riscoperta di sé; mentre il ragionamento sui confini viene esplicitato anche attraverso la resa delle difficoltà di comunicazione verbale (il protagonista resta in silenzio per gran parte del tempo, mentre parte degli altri personaggi si esprimono nelle lingue dei paesi dell’est europeo) e la conseguente ricerca di uno scambio attraverso altri canali.

Tutto giocato su un umorismo in sottrazione, lieve ma ricco di sostanza, Easy – Un viaggio facile facile riesce a toccare temi importanti (non ultimo il confine tra la vita e la morte, e la necessità di un rapporto costante con entrambe) attraverso gli strumenti della commedia. Una commedia che si discosta in modo netto dalla declinazione mainstream del genere attualmente in voga nel nostro paese, assumendo un respiro decisamente internazionale; e proponendo un modello autoriale altro che sicuramente rappresenta (in un panorama decisamente statico) un’apprezzabile ventata di aria fresca.

CONTRO

La costruzione surreale e decisamente sopra le righe del personaggio principale può far sorgere, nello spettatore avvezzo a certa commedia indie, il sospetto di un certo grado di calcolo, di voluto manierismo; ma la sceneggiatura tiene sempre ancorata la bizzarra e iperrealistica figura di Isidoro/Easy alla concretezza delle situazioni che vive, e a un background che (nella sua schematicità) si rivela abbastanza credibile. Un altro limite che si può riscontrare nel film di Magnani sta nella figura del fratello del protagonista, che se da una parte poteva trovare uno spazio maggiore nella trama (la sua uscita di scena arriva piuttosto presto) dall’altro si giova di una poco convinta interpretazione di Libero De Rienzo, trovatosi in un ruolo evidentemente poco nelle sue corde.

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Marco Minniti

 
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