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CIAO BROTHER

 
Regia
 
 
 
 
 


 
Soggetto
 
 
 
 
 


 
Sceneggiatura
 
 
 
 
 


 
Fotografia
 
 
 
 
 


 
Colonna sonora
 
 
 
 
 


 
Total Score
 
 
 
 
 
3/ 5


User Rating
1 total rating

 

Pro


Capace di divertire e intrattenere, dal buon ritmo, in grado di valorizzare il potenziale del duo protagonista senza che questo ne monopolizzi la trama.

Contro


Personaggi e situazioni inevitabilmente standardizzati, qualche passaggio (specie nella fase centrale) eccessivamente affrettato.


In breve

Angelo è un piccolo truffatore italiano, che si trova costretto a fuggire a Los Angeles dopo aver venduto dei quadri falsi. Con le carte di credito bloccate, solo e senza un soldo, l’uomo si arrangia come può finché non gli capita quella che sembra l’occasione della vita: un ricco imprenditore italoamericano, che gli somiglia moltissimo, è infatti appena deceduto, lasciando un’ingente eredità. Angelo si reca così a casa di George, unico erede del defunto, proclamando di essere il suo fratellastro. Inizialmente trattato con sospetto dall’uomo, e guardato con odio dall’avida moglie Patricia, Angelo aiuta tuttavia George a concludere un importante affare, conquistandosi la sua simpatia. Da quel momento, tra i due nasce un’amicizia speciale, che tuttavia dovrà scontrarsi con l’ostilità di Patricia e coi montanti sensi di colpa di Angelo…

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Posted 25 giugno 2016 by

 
Recensione completa
 
 

Dopo un ventennio di successi teatrali e televisivi, che li ha visti passare (tra gli altri) dal palcoscenico del Seven Show a quello di Zelig, il duo costituito da Nico Di Renzo e Fabrizio Nardi (in arte Pablo e Pedro) approda, da protagonista, sul grande schermo. I due comici, in realtà, erano già apparsi nella recente commedia All’ultima spiaggia di Gianluca Ansanelli; qui, tuttavia, Di Renzo e Nardi si giovano per la prima volta di un soggetto che li vede mattatori assoluti, con due personaggi dalle caratteristiche che ben si adeguano al loro rodato affiatamento. Nato da un’idea di Filippo Ascione, poi sviluppata da Giulio Base, questo Ciao Brother è il secondo lungometraggio diretto da Nicola Barnaba, già collaboratore storico dello stesso Base e di Giorgio Capitani, nonché regista della commedia Una cella in due.

Di nuovo trovatosi a lavorare su un soggetto altrove sviluppato, Barnaba, regista cinefilo e onnivoro, si mostra qui, rispetto al suo esordio, maggiormente a proprio agio coi meccanismi della commedia, aiutato anche da un soggetto decisamente più compatto e dal carattere meno episodico. Ancora incentrato su un duo comico che (inevitabilmente) subordina alle sue esigenze tempi e modi narrativi, “vestendo” con naturalezza i rispettivi personaggi, il film occhieggia da una parte la comicità di stampo cabarettistico del duo, dall’altra le buddy comedy americane richiamate dall’ambientazione. In ciò, una storia lineare ma dalle coordinate immediatamente riconoscibili, espressione in chiave comica della più classica favola metropolitana, guida lo spettatore attraverso una storia di amicizia e scoperta reciproca, illuminata persino da qualche gustosa apertura “onirica” (da segnalare in questo – sconsigliando di lasciare anzitempo la sala – i divertenti titoli di coda).

Trailer:

PRO

Malgrado la costrizione in una formula abbastanza standardizzata, e malgrado i limiti di un formato che deve valorizzare, in primis, il potenziale del duo protagonista, Ciao Brother mostra gusto e capacità di intrattenere, oltre a un’apprezzabile gestione dei tempi comici. Nardi e Di Renzo, abituati ad operare come duo, si rivelano efficaci anche nella prima frazione del racconto (precedente all’incontro dei due personaggi) riuscendo a non monopolizzare con le loro gag gli spazi della trama, facendola al contrario “respirare” e lasciando il giusto spazio agli altri personaggi. In questo, il film evita la mera trasposizione (comune a molti progetti analoghi) delle logiche del palcoscenico sullo schermo, non dimenticando mai le regole del linguaggio cinematografico, e le esigenze di un racconto che deve vivere in funzione del suo rapporto col medium. Organizzato, in questo caso, in un efficace climax, sostanzialmente privo di lungaggini o tempi morti.

CONTRO

Lieve e pensato (anche) nell’ottica di una commedia per famiglie, Ciao Brother soffre inevitabilmente i limiti del formato, la semplificazione di personaggi e gag, il sentore di già visto che accompagna i suoi principali snodi di trama. A questi limiti fisiologici, in parte connaturati al genere, va aggiunto qualche passaggio narrativo eccessivamente affrettato (la crisi tra i due protagonisti a metà film, e la successiva riappacificazione) che in parte pregiudica il coinvolgimento spettatoriale. Una maggiore attenzione, in fase di scrittura, alla fase centrale della storia (con la valorizzazione dei suoi aspetti conflittuali) avrebbe probabilmente reso ancora più funzionale il climax che porta il film verso la sua, efficace, conclusione.

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Marco Minniti

 
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