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CATTIVI VICINI 2

 
Regia
 
 
 
 
 


 
Soggetto
 
 
 
 
 


 
Sceneggiatura
 
 
 
 
 


 
Fotografia
 
 
 
 
 


 
Colonna sonora
 
 
 
 
 


 
Total Score
 
 
 
 
 
3/ 5


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Pro


Ottimo ritmo comico, squadra di attori efficace ed affiatata, intreccio capace di coinvolgere con mestiere gli spettatori del primo film.

Contro


Esilità di fondo di temi e motivi di base, aggravata dal senso di deja vu per una trama che replica quasi alla lettera l’andamento di quella del suo predecessore.


In breve

Dopo aver allontanato la rumorosa confraternita guidata da Teddy Sanders, Mac e Kelly Radner sembrano aver riacquistato la tranquillità. In attesa del loro secondo bambino, la coppia sta per trasferirsi in periferia, lasciando il quartiere che tanti problemi di convivenza le aveva causato con i giovani vicini. La già conclusa vendita dello stabile, però, ha una fastidiosa clausola: qualora i nuovi proprietari, entro un mese, si rendessero conto che l’immobile non risponde alle loro esigenze, il contratto verrebbe annullato. Sfortuna vuole che, proprio in quel momento, la villa accanto venga occupata da una sorellanza di giovanissime universitarie, ancora più turbolente di quanto lo fossero Teddy e soci. Decise ad infrangere le rigide regole che impediscono alle sorellanze di organizzare feste, le ragazze della Kappa Nu non vogliono scendere a patti con i nuovi vicini. Una nuova “guerra” è inevitabile. Ma, stavolta, Mac e Kelly troveranno un inaspettato alleato proprio nel vecchio nemico…

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Posted 7 luglio 2016 by

 
Recensione completa
 
 

Due anni dopo il successo del primo Cattivi vicini, variazione sul tema delle più classiche commedie universitarie, il regista Nicholas Stoller riprende le (dis)avventure della coppia formata da Seth Rogen e Rose Byrne, alle prese con nuovi problemi di vicinato. Una formula, quella del fortunato prototipo, che viene qui riproposta con minime variazioni, con una squadra che resta confermata nei suoi elementi principali: a Rogen e alla Byrne si affiancano di nuovo i (cresciuti) Zac Efron e Dave Franco, oltre ai comprimari Ike Barinholtz e Carla Gallo. New entry di turno, nel ruolo di antagonista in rosa, la lanciatissima Chloe Grace Moretz, a capitanare un agguerrito gruppo di teenager.

Squadra, e formula, che vincono non si cambiano, dunque, almeno negli elementi di base di un sequel che punta chiaramente alla reiterazione di canovaccio e gag del predecessore: questo Cattivi vicini 2, tuttavia (peccato l’aver perso, in italiano, il gustoso sottotitolo Sorority Rising) gioca anche con l’accumulazione e il parossismo, spingendosi sovente (con consapevolezza) a sfiorare i confini del cattivo gusto. Così, nella sequenza iniziale, la dolce attesa della Byrne viene annunciata nel modo meno lirico e più “corporeo” possibile; così, il programmatico contrasto tra l’etica familiare (conservatrice nel fondo) e il carattere sboccato e pop di linguaggio e riferimenti, che aveva caratterizzato il precedente film, si fa ancora più stridente.

A completare il quadro, un’accennata riflessione sul sessismo (del mondo giovanile e di quello adulto) e il tentativo di gettare uno sguardo corrosivo sulle degenerazioni di un politically correct spesso altrettanto schematico, e grottesco, delle idee che vuole avversare.

Trailer:

PRO

Sboccato, dall’ottimo ritmo, a suo modo arguto nel tratteggiare un’etica borghese che si ammanta di un malinteso progressismo giovanilistico, Cattivi vicini 2 è un sequel che sostanzialmente mantiene le sue promesse. Chi ha apprezzato il predecessore, e in generale chi apprezza la comicità anarcoide (seppur ormai, anch’essa, contaminata da un certo grado di maniera) di Seth Rogen, troverà in questo film esattamente ciò che si aspetta: uno sguardo corrosivo nella patina, quanto conciliante nella sostanza, su un’istituzione familiare di cui viene di fatto ribadita la sacralità; un insieme di gag allineate con sapienza e mestiere da una sceneggiatura priva di rilevanti tempi morti; un gruppo di protagonisti ben rodati, all’interno del quale un’attrice come la Moretz si inserisce con naturalezza. Il tema del sessismo che regola il mondo studentesco, per quanto solo accennato (e schematicamente portato avanti) fa da motore a un intreccio che ha mescola con mestiere le strizzate d’occhio agli spettatori del primo episodio con i pochi, ben studiati elementi di novità presenti nella narrazione.

CONTRO

All’esilità di fondo che già caratterizzava il primo Cattivi vicini, si mescola qui l’inevitabile deja vu di un sequel che sceglie nella sostanza di non rischiare; se non sul piano di una programmatica (ma poco giustificata) esasperazione dell’aspetto più scatologico ed esplicito dei suoi riferimenti. Per quanto lo script cerchi di alzare il tiro, introducendo l’elemento del sessismo e tentando di mettere insieme una riflessione sulle sue conseguenze, Cattivi vicini 2 resta un prodotto esile e di facile consumo; un secondo episodio che al pari del suo predecessore prende a pretesto (senza davvero graffiarli) modi e rituali borghesi, giovanili e non, per offrire al suo pubblico un facile quanto inoffensivo intrattenimento. Accostarvisi con questa consapevolezza è il modo migliore per non restarne delusi; se si cerca, al contrario, una commedia di spessore, è senz’altro bene rivolgersi altrove.

GALLERY

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Marco Minniti

 
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